Savona, oggi sciopero del trasporto pubblico di Tpl dalle 10:15 fino alle 14:15
- Postato il 27 luglio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Motori fermi per gli autobus di Tpl dalle 10:15 alle 14:15. Quattro ore per lo sciopero del trasporto pubblico indetto dalla RSU, sostenuto dalle segreterie FILT-CGIL, SIAL-COBAS, UGL-FNA. Le stesse organizzazioni motivano la loro proteste.
“AVM, bigliettazione elettronica e vendita titoli di viaggio: nessuna risposta formale alle richieste avanzate dalla RSU. Si continua con decisioni unilaterali che scaricano i problemi operativi del nuovo sistema sul personale. Organico al limite: carenze strutturali coperte cancellando ferie programmate e imponendo carichi insostenibili di straordinario. Parco mezzi obsoleto: autobus vecchi e inefficienti, corse saltate e lavoratori lasciati a metterci la faccia con l’utenza esasperata. – continuano-Manutenzione in emergenza: meccanici costretti a straordinari forzati per rincorrere i guasti in costante affanno e senza risorse adeguate. Situazione deposito di Cisano: emblematico il paradosso del deposito di Cisano, dove su 6 mezzi da 18 metri in servizio ne funzionano soltanto 2, di cui uno privo della protezione per l’autista. Trasparenza finanziaria: pretendiamo chiarezza sulla gestione del mutuo da 19 milioni di euro: i costi delle scelte aziendali non devono ricadere sul personale”. Un comunicato diffuso ieri.
“Nessuna preclusione: se verranno aperti tavoli di discussione ufficiali rivolti alla RSU – sottolineano i rappresentanti dei lavoratori – sarà nostro dovere partecipare, esplorare e approfondire ogni margine di trattativa. Non ci sottrarremo mai al confronto se questo potrà portare risultati concreti su tutti i punti della procedura di raffreddamento. Ma sia chiaro a tutti: – rimarcano – non ci accontenteremo di ‘tavoli di facciata’ o passerelle promozionali.”
Le sigle hanno diffuso una nota ieri in cui si legge: “Alla vigilia dello sciopero l’azienda scopre improvvisamente la ‘disponibilità al dialogo’, – si legge – ma i fatti e le condizioni di lavoro dicono tutt’altro. Carta canta, ma i diritti si difendono con la mobilitazione. È quantomeno singolare che, dopo aver negato e rinviato per mesi qualsiasi volontà di discutere temi proposti e riproposti mille volte, la dirigenza ritrovi la memoria proprio alla vigilia della mobilitazione. Se l’azienda avesse voluto davvero affrontare le criticità che stritolano la nostra quotidianità, – aggiungono – avrebbe avuto tutto il tempo per farlo, senza attendere che la situazione diventasse incandescente. Se oggi si materializza un’apertura, è solo grazie alla determinazione e alla pressione esercitata dalla proclamazione dello sciopero. La riflessione a cui la dirigenza sembra essere spinta in queste ore è il frutto diretto della nostra compattezza.”
Poi concludono. “Scioperiamo per il rispetto dei turni, delle ferie e del diritto al riposo. Per lavorare in sicurezza e con mezzi idonei. Per la dignità del nostro lavoro e per la qualità del servizio”.