Savona a un anno dal voto, il sindaco Russo: “Siamo compatti, il progetto prosegue. Ostinati? No, coerenti”
- Postato il 24 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Per la prima volta da quando può considerarsi iniziata la campagna elettorale per le Comunali del 2027, tra l’altro dopo un’attenta analisi del nostro direttore Andrea Chiovelli, il sindaco Marco Russo parla della politica savonese, della sua ricandidatura, dei rapporti col Pd locale e regionale (con Roberto Arboscello, per chiamare le cose con il loro nome), di quelli che possono considerarsi i due problemi su cui si discute di più, cioè raccolta dei rifiuti porta a porta e pedonalizzazioni, oltre alla travagliata galassia Tpl.
> Sindaco Russo, i suoi sostenitori la ritengono una figura molto coerente, i detrattori troppo ostinata nelle sue convinzioni. Non si ricorda che lei sia tornato indietro su un provvedimento: pensa di non sbagliare mai?
> “Assolutamente no, ogni giorno ci mettiamo in discussione, analizziamo le criticità per apportare correttivi, però portiamo avanti un progetto e un’idea di città, pensiamo di proporre obiettivi di cambiamento e di perseguirli in corrispondenza con quanto avevamo detto in campagna elettorale. Spesso si accusa la politica di incoerenza tra prima e dopo le elezioni, nel nostro caso invece c’è piena continuità. Ma è chiaro che è necessario coinvolgere la città, recepire esigenze diverse e criticità da correggere. Nel proporre il secondo mandato non vogliamo solo completare il lavoro iniziato, ma pensare a ciò che abbiamo trascurato e impostare nuove riflessioni per aggiustare il tiro, con grande flessibilità”.
> Parliamo di politica pura. Lei sembra alle prese con due Pd, il suo alleato maggiore, che tra l’altro fu in qualche modo costretto ad accettare a cose fatte la sua prima candidatura. Da una parte gli esponenti in giunta o comunque locali, come Andrea Ferrari e Simone Anselmo, sempre pronti ad accorrere in suo aiuto redarguendo i savonesi più critici. Dall’altra, nessuno ha smentito che il vero numero uno del Pd regionale, Roberto Arboscello, voglia almeno qualche certezza in più prima di sposare la sua ricandidatura, e sarebbe addirittura disponibile a candidarsi alle Comunali di Savona. E ancora: lei sarebbe eventualmente disposto a candidarsi al Parlamento?
> “Lei mi parla di due visioni da parte del Pd? A me non risulta, ma nel caso sarebbe un legittimo dibattito al loro interno. L’alleanza che mi ha portato al governo della città è stata molto ampia e ha retto l’amministrazione con una compattezza non usuale nella storia di Savona. Questa comunità, di cui ovviamente fa parte anche il PD, già nel luglio scorso e poi a novembre e ancora a gennaio ha deciso di proseguire unita con una nuova progettualità. Non ho sentito alcuna polemica, ciò che conta è il rapporto con il territorio. Io non sono alla ricerca di posti, una eventuale candidatura a Roma non è sul tavolo, nessuno me ne ha mai parlato”.
> La raccolta dei rifiuti porta a porta con queste modalità, che tanti interrogativi ha provocato, non è stata decisa da lei e per modificarla in modo sostanziale occorrerebbe un nuovo appalto, cosa che non è pensabile. Lei questo non lo ricorda più da tempo. Perché?
> “Abbiamo sempre ribadito che il Piano Contarina non lo abbiamo deciso noi, ma attuarlo è un obbligo amministrativo ben preciso. Dobbiamo anche dire però che il passaggio al porta a porta doveva essere affrontato perché Savona era ferma a una percentuale di poco sopra il 40%, una percentuale intollerabile. Non possiamo cambiare i termini principali del piano, ma abbiamo cercato di adattarlo il più possibile confrontandoci con la città, condominio per condominio. Ora siamo stabilmente sopra il 70%, grazie ai cittadini e anche agli operatori della Seas e abbiamo davanti due step: completare la messa a terra del progetto, migliorando le condizioni della città, che non ci soddisfano ancora, cosa che abbiamo detto chiaramente a Seas. Poi penseremo a un’ulteriore, possibile evoluzione migliorativa del sistema, che non è però a breve termine ma che stiamo già cominciando a studiare”.
> Passiamo alle pedonalizzazioni. Savona è una città con un’economia e una vita sociale complesse, a volte c’è bisogno di spostarsi da un quartiere all’altro, o nei centri vicini, più volte nel corso della stessa giornata. La sua idea di città sembra adatta a un centro più grande, dove ci si sposta al mattino e poi alla sera per rientrare. Per risolvere il problema di piazza Mameli se ne è creato uno simile in piazza Diaz, da cui bisogna poi finire in via Paleocapa perdendo molto tempo. Via dei Mille è sempre stata in direzione Villapiana, sin dai tempi dei pirati… Sembra una soluzione escogitata solo per distogliere l’attenzione da piazza Mameli, che era diventata una camera a gas.
> “Il punto è che occorre andare verso una mobilità sostenibile, come molte altre città hanno fatto da tempo. Nel nostro caso la pedonalizzazione riguarda un’area contenuta, molto contenuta. Anche altrove all’inizio ci sono stati problemi che poi col tempo vengono assorbiti. Le pedonalizzazioni però sono un tassello di un piano più ampio che riguarda tutta la mobilità. Abbiamo obiettivi a breve e a lungo termine. Stiamo lavorando con Tpl per una revisione delle linee e una nuova politica della sosta, tenendo conto che aspettiamo finalmente l’Aurelia bis che pur con tutti i suoi difetti alleggerirà il traffico cittadino, e lavoriamo affinché il porto riesca a spostare su treni molti traffici riducendo il numero di camion in città, fino ad arrivare alla realizzazione del tunnel sub portuale. Restando a piazza Diaz dobbiamo tenere conto che la modifica era finalizzata a creare flussi di traffico distinti di chi esce dalla città venendo da Villapiana e di chi proveniene, o deve andare, alla Villetta. Il tutto si completerà con l’Aurelia bis che, ricordiamolo, avrebbe dovuto essere completata proprio in questo periodo e speriamo che venga conclusa al più presto. Abbiamo poi attuato alcuni accorgimenti raccogliendo le segnalazioni e i suggerimenti di commercianti e residenti”.
> Molti si aspettavano che il tratto appena inaugurato di corso Italia, dopo tante polemiche, fosse più arredato, un piccolo salotto attraente…
> “Questione di gusti, forse. Oggi è vivibile e infatti viene vissuto, molti savonesi se ne sono riappropriati ed è stato apprezzata anche perché è improntata alla accessibilità motoria. Adesso tocca a via Mistrangelo avere una sistemazione definiva”.
> Chi scrive ha definito Savona “città delle multe”. Tpl ha assunto 17 persone per fare multe nelle zone blu, forse era meglio pensare a due autisti in più? Ci sono stati molti episodi contestati, senza contare che a bordo dei bus sono stati persino sanzionati due disabili, uno ingiustamente. Sembra una sorta di politica del terrore. Il direttore di Tpl ha detto che loro seguono le indicazioni del Comune, ma lei lo ha prontamente smentito. Già che ci siamo, finiamo il discorso su Tpl. Sempre il direttore ha provato a ipotizzare l’abolizione delle linee dopo le 21 riducendole “a chiamata”. Qualcosa non funziona: lei vuole privilegiare il trasporto pubblico e penalizzare quello privato, ma non sembra ci siano le condizioni per farlo.
> “Noi abbiamo chiesto a Tpl di rendere i nostri parcheggi più moderni e fruibili. E’ importante che quelli con parametro assicurino la rotazione, come peraltro anche i commercianti ci chiedono. Non c’è dubbio che si era consolidato un uso di questi parcheggi come se fossero gratuiti. E le multe sono finalizzate a restituire i parcheggi alla loro funzione. E’ ovvio che occorre usare sempre buon senso e rispetto per i cittadini. E’ una regola che vale sempre, a maggior ragione nello svolgimento di un servizio pubblico. Su questo siamo stati perentori con l’azienda.
Su Tpl più in generale devo dire con orgoglio che è una società sana, cosa che non accade dovunque, e questo ci consente di programmare un futuro. I chilometri percorsi dai bus dipendono dal contratto con la Provincia, ma certamente alcuni miglioramenti sulle linee possono essere apportati. E’ stata inaugurata la sala controllo di Cisano, ora toccherà a quella di Savona e si avranno indicazioni più precise sui flussi. Sono in arrivo molte innovazioni. Un percorso positivo che porterà miglioramenti”.
> Sindaco Marco Russo, non è che ci sia un tentativo di considerare i savonesi brutti, sporchi e cattivi, insensibili alle regole, a cui bisogna dare una lezione di etica? Perché non è così.
> “Certo che non è così! Sono convinto che Savona sia una città ricca di valori, con cittadini seri con molto senso civico, che amano la loro città, purtroppo questo non sempre viene valorizzato. Nella nostra azione non c’è alcun intento pedagogico, se a quello si riferiva, anzi le innovazioni che stiamo portando avanti fanno proprio leva su queste caratteristiche dei savonesi”.
> Lei dice sempre che ascoltate i cittadini. Ma tutti o solo quelli che vi sono più vicini?
> “Soprattutto quelli che non lo sono, anzi è importante incontrare chi è in dissenso per poterci confrontare, come nel caso dei rifiuti. Gli stessi Comitati di quartiere, la cui composizione certo non decidiamo noi, sono un’occasione di confronto tra diverse posizioni. Non abbiamo alcuna pregiudiziale politica, cerchiamo percorsi partecipati che spesso conducono a iniziative suggestive come i patti di collaborazione e, per certi versi, i custodi del bello”.
> Una conclusione spetta a lei…
> “Non dobbiamo dimenticare che siamo nel pieno di una fase importante di trasformazione della città, con alcune cose completate, altre in corso, altre ancora progettate. I progetti del Pnrr sono a buon punto, sono pronti l’asilo nido di via Brilla e la mensa scolastica di Santuario, lì con altre iniziative in corso d’opera. Stiamo per inaugurare San Giacomo, lavoriamo allo skate park e al restiling del Prolungamento, a Priamar, Palazzo della Rovere e al secondo lotto della piscina Zanelli. E ancora, alla nuova illuminazione, alla passeggiata sul mare di via Nizza e alla digitalizzazione dei servizi comunali. Savona sta diventando una città più moderna e attrattiva, l’88% dei crocieristi si ferma sulla città, un forte aumento rispetto a qualche anno fa. Non voglio fare la lista della spesa, ma guardi di quante opere abbiamo parlato partendo da spazzatura e pedonalizzazioni. Tutto questo anche grazie alla compattezza che ha contraddistinto Savona nel modo di fare politica. Compattezza non significa essere omologhi, ma sapersi confrontare all’obiettivo comune”.