Savona 2027, sondaggio IVG/2 – Centrosinistra: solo il 28% dei cittadini voterebbe Russo, ma Arboscello non fa meglio
- Postato il 28 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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I dati elettorali per le amministrative di Savona 2027 rivelano una situazione critica per il centrosinistra. Secondo il sondaggio IVG, il candidato Russo raccoglie solo il 28% delle preferenze degli elettori, risultato deludente che non migliora neppure con l'alternativa Arboscello. La ricerca evidenzia una profonda crisi di consenso nella coalizione progressista savonese, segnalando difficoltà significative nella ricerca di una figura competitiva per le prossime elezioni comunali.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Savona. Ci eravamo lasciati ieri con la prima puntata del sondaggio commissionato da IVG a Demetra-Opimedia sul gradimento di cui godono a Savona i potenziali candidati sindaci per il 2027. Nel primo articolo abbiamo analizzato il giudizio dei cittadini sull’operato del sindaco uscente, Marco Russo: un giudizio essenzialmente negativo, con il 62% dei savonesi che ha bocciato l’attuale amministrazione.
Le chance di rielezione, però, non passano esclusivamente dalla misurazione del consenso: è anche necessario compararlo a quello dei potenziali sfidanti. Tra le fila avversarie, ma anche tra le alternative amiche. E’ qui che, evidentemente, Russo dovrà giocarsi la prima partita nella lunga maratona che (ri)porta a Palazzo Sisto.
In attesa di scoprire il gradimento dei “papabili” finora emersi nel centrodestra, oggi analizziamo quindi i dati interni al centrosinistra, partendo proprio dalle percentuali attese in caso di ricandidatura dell’attuale sindaco.
Se il candidato fosse Russo
Alla domanda “Prenderebbe in considerazione di votare il sindaco Marco Russo se si ricandidasse tra un anno?“, la risposta è negativa per il 53% del campione. Un dato probabilmente inevitabile, alla luce dei dati sul consenso emersi ieri. A premere per una riconferma sono invece il 28% degli intervistati: una percentuale che a oggi non basterebbe nemmeno se si convincessero tutti gli indecisi (19%).
I dati suddivisi per schieramento politico raccontano qualcosa di più. Nel centrosinistra, tutto sommato, Russo ha ancora una base: il 58% degli elettori di quell’area è pronto a rivotarlo, con un 10% di indecisi che, se convinti, farebbero salire il totale al 68%. Ma c’è comunque un 32% di cittadini che invece, nonostante l’affinità ideologica, non lo vorrebbero confermare. E non è un numero basso, trattandosi dell’area di riferimento del candidato: numeri simili nel proprio “feudo”, infatti, non sono sufficienti a fronte di quelli raggranellati negli altri schieramenti.
Non parliamo del centrodestra, dove (con un 12% di “sì” e un 81% di “no”) la sconfitta è ampiamente prevedibile e inevitabile. No, i dati che spiazzano sono quelli del cosiddetto “campo largo”. Tra i 5 Stelle solo il 26% lo voterebbe, mentre nell’area laica di centro il numero precipita a un “misero” 12%. Ed è eclatante, dato che oggi quell’area (Italia Viva, Azione e +Europa) appartiene alla coalizione di Russo ed esprime addirittura un assessore (Barbara Pasquali). Per fortuna di Russo, c’è una bella fetta di indecisi su cui lavorare (il 33% tra i pentastellati, addirittura il 45% al centro) per aumentare i consensi.
Se il candidato fosse Arboscello
Abbiamo poi voluto stimare le chance di vittoria dell’unico politico di centrosinistra emerso, finora, come possibile alternativa, ovvero il vice presidente del consiglio regionale Roberto Arboscello: l’obiettivo è capire se, cambiando candidato, il centrosinistra può riacquistare consenso. Piccolo spoiler: una risposta univoca, come vedremo, non c’è.
Sul dato secco, infatti, le chance di Arboscello a oggi appaiono ancora più basse di quelle di Russo: solo il 18% del campione si è detto pronto a votarlo, ben il 10% in meno. Un 10% finito tra chi non lo voterebbe (56%, 3 punti in più) ma soprattutto tra gli indecisi, che crescono di 7 punti arrivando al 26%.
Anche qui, per comprendere meglio è d’obbligo analizzare i risultati nei singoli schieramenti. I dati dicono che nel centrosinistra Arboscello, a oggi, verrebbe votato dalla metà esatta degli elettori: l’8% in meno di Russo. Ma sono meno anche quelli che dichiarano di non volerlo votare (il 19% invece del 32%). Arboscello, insomma, parte da una base inferiore ma ha più indecisi da provare a convincere: ci riuscisse, il suo totale potrebbe salire fino all’81% contro il 68% di Russo.
Negativo, ovviamente, il dato nel centrodestra: tra gli avversari Arboscello – “uomo Pd” a differenza di Russo – ha ancora meno consenso del sindaco uscente. Nelle altre due aree, l’attuale consigliere regionale fa un po’ peggio tra gli elettori del M5S (stessi “sì” ma più “no” rispetto a Russo) e un po’ meglio al centro (il 5% di “sì” in più e il 5% di “no” in meno, sempre a fronte di un’altissima fetta di indecisi).
I dati finora emersi, dunque, vedrebbero Arboscello ancora più in svantaggio di Russo, sia nel dato generale, sia in quello di schieramento, con una lieve prevalenza soltanto tra i centristi. Ma poi arriva il confronto diretto a dare la risposta contraria.
I due a confronto diretto
Il dato secco infatti viene parzialmente smentito dalla domanda successiva, che poneva in diretta competizione i due politici: “Chi dei due preferirebbe come candidato sindaco?“. Qui Arboscello ha la meglio con il 19%, con Russo fermo al 15%. Ma è una vittoria di Pirro: più della metà dei votanti non voterebbe nessuno dei due.
A una prima lettura viene spontaneo pensare che pesi, ovviamente, il rifiuto espresso dagli elettori di centrodestra. Per questo abbiamo scorporato le risposte specifiche degli elettori di centrosinistra. Qui sia Arboscello che Russo fanno un po’ meglio, con il primo in lievissimo vantaggio (26 a 24) sul secondo, ma la percentuale di chi rifiuta entrambi i candidati rimane impressionante: il 35%. Un dato eclatante, trattandosi di cittadini che si riconoscono nell’area politica di cui sia Russo che Arboscello sono, in modi diversi, espressione.
I dati suggeriscono, quindi, una debolezza di fondo dello schieramento di centrosinistra, che prescinde dal candidato. Ma il centrodestra ha i numeri – e il nome giusto – per approfittarne? Una risposta che cercheremo di dare domani, con la terza puntata.
Dati tecnici sul sondaggio
Il campione rappresentativo dell’intera Savona è composto da 600 persone, tutte maggiori di 18 anni e residenti nel territorio comunale. Il campione è stratificato per genere, età e professione come da rappresentatività Istat comunale (qui sotto il dettaglio). L’errore medio atteso nel 95% dei casi è calcolato in un +/-3,1%.
La rilevazione è avvenuta dal 16 al 22 aprile 2026 con due sistemi di intervista: telefonica (68%) e online (32%). Su web non era ovviamente possibile votare in modo indiscriminato (come avveniva nella prima fase di test): per poter accedere al sondaggio era necessario rientrare nel campione.