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Savona 2027, Santi: “Candidato sindaco? E’ presto, ma va scelto in città. Per me un plebiscito, non me l’aspettavo”

  • Postato il 8 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Savona 2027, Santi: “Candidato sindaco? E’ presto, ma va scelto in città. Per me un plebiscito, non me l’aspettavo”

Savona. “Sapevo di avere un buon consenso elettorale in città e di essere apprezzato per quello che ho sempre fatto, ma in tutta sincerità un plebiscito così non me lo aspettavo“. Così Piero Santi, consigliere comunale di minoranza a Savona e da anni “recordman” di preferenze sotto la Torretta, commenta le reazioni social ad un articolo, uscito due giorni fa, in cui un politico locale (Roberto Pizzorno dell’Udc) sosteneva la sua candidatura a sindaco.

L’articolo, su Facebook, ha raccolto centinaia di commenti, in grandissima parte favorevoli a una sua discesa in campo come potenziale primo cittadino. Una risposta “dal basso” che ha fatto il paio con quella emersa nel sondaggio recentemente commissionato da IVG: pur non comparendo nell’elenco di possibili candidati che veniva sottoposto agli intervistati, ben il 10% ha suggerito spontaneamente il suo nome (facendolo arrivare a un virtuale secondo posto). A riprova che tanti, tantissimi cittadini lo sostengono, come accade ormai da anni: nelle elezioni del 2016 stabilì il record in città raccogliendo 779 preferenze, record che infranse clamorosamente nel 2021 arrivando all’incredibile cifra di 1291 voti (un bottino che, da solo, lo faceva “valere” quanto alcuni partiti della coalizione).

“Questo per me è motivo di grande soddisfazione – ammette Santi – ed è una spinta in più a fare sempre meglio, ad ascoltare i cittadini e a operare per il bene della mia città”. Le risposte al sondaggio, ma soprattutto quei 200 commenti in poche ore, testimoniano come il suo consenso, nonostante 5 anni in minoranza, sia sempre solido: “Forse è perché io ho sempre avuto un atteggiamento molto serio, se mi è consentito dirlo – è l’analisi del politico – molto attento alle esigenze dei cittadini. E, soprattutto, ho sempre risposto con fatti concreti alle segnalazioni e alle richieste amministrative che mi sono state fatte in questi anni”.

Adesso si tratta di decidere cosa rispondere ai tanti che, sui social, lo hanno “invocato” come candidato sindaco del centrodestra: Santi è pronto a fare questo passo? “Io sono veramente orgoglioso di queste attestazioni di stima, ma è molto presto, c’è un anno di tempo” si schermisce lui. Che poi, incalzato, ammette: “Ci sto pensando, sto valutando. Ma, e credetemi non è retorica, sempre in funzione della mia città. Perché per me la cosa principale è il bene e il benessere della mia città”.

In alternativa, c’è chi spinge per un suo appoggio da vice a Fabio Orsi: “Ripeto, è talmente tanto presto per parlare di incarichi e di cose. Dico solo che una collaborazione con Orsi è sicuramente possibile“.

Certo, per avere un ruolo di quel tipo all’interno della coalizione è necessario convincere i capi partito. E qui la storia non arride a Santi: nonostante i tantissimi voti, quando è il momento di consegnargli un ruolo c’è sempre qualche vertice titubante. Tanto è vero che, a Genova, si lavora alacremente alla candidatura del medico Alessandro Gastaldo, primario di Radiologia, che sempre più persone danno ormai per fatta. “Lo conosco e so che è un ottimo professionista – commenta Santi – però è un nome che deve essere esaminato, consultando chi, come me e tanti altri colleghi del consiglio comunale, ha sempre lavorato in minoranza per la città. Ecco, scavalcare i consiglieri comunali sarebbe un gravissimo errore e una grande scorrettezza“.

“Credo che oramai i capi partito debbano rendersi conto che devono ascoltare la base – insiste Santi – Il nome del candidato sindaco non deve nascere a Genova, assolutamente, ma deve nascere in città”. Cosa che non è successa nel 2021 (quando i vertici scelsero Schirru) o 2016 (Caprioglio), ma che storicamente non accade da tanto tempo: anche il gioielliere Vincenzo Delfino nel 2006 era espressione della società civile e non dei militanti. Il centrodestra, insomma, cerca sempre un nome “esterno” a chi già indossa la casacca, nel tentativo di trovare nello schieramento opposto i voti necessari a ribaltare uno svantaggio strutturale.

Santi, però, non sente ragioni: “Credo che questa sia veramente la volta buona che il candidato sindaco possa uscire da una indicazione dei savonesi. Questa volta siamo veramente maturi per cambiare radicalmente registro. Se ciò non avvenisse sarebbe una sconfitta certa per il centrodestra, l’ennesima“.

In questo caso, per Santi si aprirebbe il dilemma: restare nei ranghi o tentare l’avventura da solo, magari con una sua lista proprio contro il centrodestra? “Ripeto, è prematuro – dribbla lui – Io sto valutando insieme a molti amici, vedremo, aspetteremo e valuteremo insieme”. Che non è un sì, ma nemmeno un no: i capi partito sono avvisati.

Autore
Il Vostro Giornale

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