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Sanità, luci e ombre nel rapporto Gimbe: i liguri spendono in media 870 euro per curarsi ma la regione è promossa sui Lea

  • Postato il 7 ottobre 2026
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  • Di Genova24
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Sanità, luci e ombre nel rapporto Gimbe: i liguri spendono in media 870 euro per curarsi ma la regione è promossa sui Lea

Genova. Luci e ombre nel rapporto Gimbe sulla sanità ligure. Alcuni indicatori nell’ultima analisi della fondazione indipendente vedono un comparto in miglioramento, con situazioni virtuose per esempio sui Lea, livelli essenziali di assistenza e sui numeri del personale sanitario. Tuttavia continuano a esserci problemi per quanto riguarda le liste d’attesa e l’accesso alla sanità pubblica, cosa che spinge i liguri a sborsare di tasca propria – senza alcun rimborso del sistema sanitario nazionale o di assicurazioni private – fino a 870 euro ciascuno, il 10% rispetto alla media nazionale.

Nonostante la regione nel 2025 sia risultata sul podio nel riparto pro-capite del fondo sanitario nazionale con 2.295 euro ad abitante, a ruota del Molise con 2.319 e della Valle d’Aosta con 2.296, sopra alla media nazionale di 2.218 euro, la nostra regionae – nel 2024 – si è attesta al settimo posto a livello nazionale per ammontare della spesa sanitaria privata “out-of-pocket”, dietro alla Lombardia con in media 1.105 euro spesi a testa, al Lazio con 921, all’Emilia Romagna con 914, al Veneto con 903, al Trentino-Alto Adige con la Provincia autonoma di Trento a 900 euro e la Provincia autonoma di Bolzano a 882, al Piemonte con 875.

L’assessore alla Sanità della Regione Liguria, Massimo Nicolò, si concentra però sugli aspetti positivi: “I dati del nono rapporto imbe ci consegnano una fotografia della sanità ligure che conferma i progressi compiuti, ma anche la responsabilità di continuare a lavorare per migliorare i servizi e rispondere ai bisogni dei cittadini”.

“Siamo soddisfatti perché la Liguria viene promossa sul fronte dei Livelli essenziali di assistenza e i dati sul personale confermano alcuni punti di forza importanti del nostro sistema – sottolinea Nicolò –. La Liguria è infatti la Regione italiana con il più alto numero di infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale in rapporto alla popolazione. Anche sul fronte dei medici di medicina generale la nostra regione presenta una delle situazioni meno critiche a livello nazionale. Sono dati che riconoscono il lavoro che stiamo facendo per rafforzare il nostro sistema sanitario e per garantire ai cittadini una rete di assistenza sempre più solida”.

“Naturalmente sappiamo che abbiamo ancora margini di miglioramento – prosegue Nicolò –. Anche sul fronte della mobilità sanitaria, i dati del 2024 ci indicano che c’è ancora del lavoro da fare. Stiamo intervenendo per rafforzare la capacità del nostro sistema di dare risposte sempre più tempestive e di qualità ai cittadini, affinché possano trovare in Liguria le cure di cui hanno bisogno. È un impegno che riguarda l’accessibilità ai servizi, le liste d’attesa, la sanità territoriale e la capacità di presa in carico”.

Il quadro sui Livelli essenziali di assistenza conferma il miglioramento già evidenziato dal monitoraggio GIMBE sui LEA 2024: la Liguria ha raggiunto 250 punti, rispetto ai 219 del 2023, con un incremento di 31 punti che la colloca al terzo posto tra le Regioni per miglioramento. Il rapporto evidenzia inoltre la posizione della Liguria sul fronte del personale infermieristico. Nel 2024 gli infermieri dipendenti del SSN sono 6,78 ogni mille abitanti, il valore più elevato tra le Regioni.

“Questi numeri – conclude Nicolò – non sono un punto di arrivo, ma una base sulla quale costruire il futuro della sanità ligure. Dobbiamo continuare a investire sul personale, sulla sanità territoriale, sulla rete ospedaliera e sulla capacità di presa in carico, lavorando soprattutto per fare in modo che sempre più cittadini possano trovare in Liguria le risposte di cui hanno bisogno”.

Autore
Genova24

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