Sanità in Basilicata: Livelli assistenza, esame superato ma il voto è basso
- Postato il 11 luglio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Sanità in Basilicata: Livelli assistenza, esame superato ma il voto è basso
Sanità in Basilicata: Livelli assistenza, esame superato ma il voto è basso. Con un punteggio complessivo di 205 la regione si salva dal club dei rimandati, ma occorre un cambio di passo. Pubblicati i dati del ministero della Salute sull’erogazione delle cure essenziali.
La Basilicata supera la soglia di sufficienza in tutte le macroaree del monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria 2024, totalizzando 205 punti complessivi e posizionandosi a metà strada nella complessa mappa della sanità del Mezzogiorno. Il verdetto finale del Comitato permanente per la verifica dei LEA del ministero della Salute, delinea una sanità nazionale strutturata ancora a macchia di leopardo, ma risparmia la Basilicata dalle pesanti bocciature che hanno colpito altre realtà del Mezzogiorno. La spaccatura tra il Centro-Nord e il Sud Italia resta evidente, ma la sponda lucana riesce a posizionarsi al di sopra della fatidica soglia dei 60 punti, indicata dal ministero della Salute come livello minimo obbligatorio per ritenere garantite le cure ai cittadini. Il sistema analizza le Regioni sulla base del rispetto di indicatori collocati in tre aree: assistenza ospedaliera, assistenza distrettuale e prevenzione.
I RISULTATI DEL LIVELLI ASSISTENZA, DELLA SANITÀ BASILICATA E IL CONFRONTO CON IL RESTO D’ITALIA
Analizzando nel dettaglio i dati lucani del Nuovo Sistema di Garanzia, la Basilicata ha ottenuto 70 punti nell’area della prevenzione collettiva e sanità pubblica, 64 punti nell’assistenza distrettuale e 71 punti nell’assistenza ospedaliera, per un punteggio complessivo finale di 205 punti. Si tratta di un risultato che, seppur lontano dalle vette d’eccellenza nazionale, certifica la tenuta del sistema sanitario regionale in tutti e tre i comparti chiave del monitoraggio. La regione si colloca subito dietro la Provincia autonoma di Bolzano (206 punti) e davanti alla Campania (209 punti complessivi ma con dinamiche interne differenti), staccando le tre regioni d’Italia rimaste intrappolate sotto la soglia minima di adempimento in almeno un settore. Il rapporto nazionale evidenzia infatti tre bocciature esplicite.
La Provincia autonoma di Bolzano e la Sicilia hanno mostrato pesanti lacune sul fronte della prevenzione, fermandosi rispettivamente a 59 e 49 punti. La Calabria, invece, ha registrato un valore insufficiente a quota 52 nell’area distrettuale, pur mostrando un netto progresso rispetto ai 40 punti registrati nel monitoraggio precedente. Al vertice della classifica generale si conferma il podio del Centro-Nord: il Veneto guida l’Italia con 288 punti totali, tallonato dall’Emilia-Romagna a quota 282 e dalla Toscana a 280. Al Sud, la performance migliore appartiene alla Puglia con 242 punti.
LA SFIDA SUI SERVIZI DI PROSSIMITÀ E IL PARERE DELLA SOCIETÀ DI MEDICINA INTERNA
Per la Basilicata, la sfida cruciale dei prossimi mesi si giocherà soprattutto sul terreno dell’assistenza distrettuale e territoriale. Il punteggio di 64, sebbene superiore alla sufficienza, dimostra che i servizi di prossimità, le cure domiciliari e la gestione delle liste d’attesa nelle strutture ambulatoriali richiedono investimenti urgenti e mirati per non scivolare verso l’area del rischio. A livello nazionale, il comparto distrettuale e quello della prevenzione sono le macroaree che hanno fatto registrare i maggiori balzi in avanti nel corso del 2024, trainati proprio dalle prime riforme strutturali e dai fondi europei, a fronte di una lieve flessione complessiva riscontrata nei reparti ospedalieri.
La forbice territoriale si riflette anche nei commenti del mondo scientifico e medico. Sulla pubblicazione dei dati è intervenuta la Società Italiana di Medicina Interna (Simi), evidenziando una realtà fatta di luci e ombre. I dati del ministero “restituiscono un quadro con aspetti contrastanti. Se da un lato c’è un miglioramento generale, grazie anche agli investimenti del Pnrr e al rafforzamento dei servizi di prossimità, dall’altro persistono differenze significative tra le Regioni che incidono concretamente sull’equità di accesso alle cure”, spiega l’associazione medica.
L’INTEGRAZIONE OSPEDALE-TERRITORIO E I NUOVI PARAMETRI DI EQUITÀ CONTRO LE DISUGUAGLIANZE
Un concetto ribadito con forza dal presidente nazionale della Simi, Nicola Montano, il quale ha ricordato che il percorso di rafforzamento del sistema sanitario deve proseguire “investendo sull’integrazione tra ospedale e territorio e sul potenziamento della presa in carico dei pazienti cronici e comorbidi”. Il report del ministero della Salute, curato dall’Ufficio 6 della Direzione generale della programmazione, ha introdotto per il monitoraggio del 2024 tre nuovi importanti parametri “Core” all’interno del paniere dei 27 indicatori totali.
Tra questi spicca l’indicatore di equità “EO01”, mirato a misurare la percentuale di cittadini che rinunciano alle prestazioni sanitarie a causa di ragioni economiche o per via di una inappropriatezza organizzativa nell’offerta dei servizi pubblici. Un segnale chiaro di come il sistema di valutazione stia provando a pesare non solo i volumi delle prestazioni erogate dalle singole aziende sanitarie regionali, ma anche il reale impatto delle disuguaglianze e delle barriere d’accesso sulla vita quotidiana della popolazione.
Il Quotidiano del Sud.
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