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Sanguisughe, lupi e algoritmi al Museo Scienza e Tecnologia

  • Postato il 12 settembre 2026
  • Di Focus.it
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  • 4 min di lettura
In sintesi

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Sanguisughe, lupi e algoritmi al Museo Scienza e Tecnologia
Si può insegnare a un'intelligenza artificiale giocando a carte con lei. Si può ascoltare come suona un pianeta che si deforma, si muove e trema. Si può scoprire che le sanguisughe, dopo duemila anni di uso e abuso, hanno ancora un posto nella medicina contemporanea. E si può finire la serata osservando le stelle dal cortile di un museo, in mezzo a Milano. Tutto nella stessa notte, e senza pagare il biglietto. Venerdì 25 settembre, dalle 18 alle 23.30, il Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci apre gratuitamente tutti i suoi spazi per la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, l'appuntamento che ogni anno, in tutta Europa, prova a far incontrare chi fa ricerca e chi la ricerca la vede solo raccontata. La scelta del Museo è di puntare sul contatto diretto: non conferenze da ascoltare in silenzio, ma laboratori in cui si prova, si sbaglia e si chiede, e incontri uno a uno in cui si può fare a un ricercatore quella domanda che in un'aula non si oserebbe mai. Nei laboratori. È qui che si capisce come funziona il mestiere. Con il CNR si allena un modello di intelligenza artificiale attraverso un gioco di carte, il modo più immediato per vedere che cosa significa davvero "addestrare" una macchina. Con l'Università degli Studi di Milano si entra nell'imaging matematico, cioè negli algoritmi che trasformano i segnali di una TAC o di una risonanza in immagini leggibili da un medico. Con l'Università dell'Insubria si torna alle sanguisughe e alle sostanze anticoagulanti che producono, un filone che la farmacologia non ha mai smesso di studiare. Con l'Università di Siena e il Parco Nazionale dello Stelvio si ragiona su che cosa è cambiato negli ecosistemi montani da quando il lupo è tornato: un solo predatore all'apice della catena alimentare può modificare il comportamento degli ungulati, e con loro la vegetazione. Con l'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo si sperimenta invece quanto il suono orienti la percezione, compreso il gusto di ciò che stiamo mangiando. Negli short talk. Il programma mette in fila alcune delle questioni più aperte del momento. Maria Chiara Carrozza (Università di Milano-Bicocca) confronta apprendimento umano e apprendimento artificiale, e si chiede che cosa voglia dire "conoscere" quando le informazioni sono a disposizione in quantità illimitata. Michèle Lavagna (Politecnico di Milano) affronta il problema di costruire insediamenti lunari che siano sostenibili, primo passo verso Marte, mentre Franco Ongaro, per anni alla guida del centro tecnologico dell'ESA in Olanda, racconta dove sia arrivato il programma Artemis. Giovanna Mascheroni (Università Cattolica) si occupa di adolescenti e media digitali e discute se i divieti di accesso ai social funzionino davvero. Claudio Gandolfi (Università di Milano) porta il discorso più vicino a casa: l'acqua della Pianura Padana, quanta ne resta e quanto dipenda dal clima e quanto dalle scelte di chi la gestisce. Enrica Maria Porcari arriva dal CERN, dove sono nate alcune delle prime reti globali, e parla di come il digitale abbia cambiato il modo di lavorare e di decidere. Performance e visite. Alcuni appuntamenti stanno a metà tra il concerto e la lezione. "Mātrā, la voce del pianeta" traduce in suoni e immagini i dati dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, cioè quello che gli strumenti registrano continuamente sotto i nostri piedi. "Le Mappe del Cosmo", a cura dell'Osservatorio Gravitazionale Europeo, ripercorre le grandi scoperte sull'Universo a partire dalle onde gravitazionali. C'è anche una storia di mare, quella del transatlantico Conte Biancamano, accompagnata dalle musiche degli studenti di jazz della Civica Scuola Claudio Abbado. Poi ci sono gli oggetti, che al Museo della Scienza restano il motivo principale per andarci. Le visite guidate portano a bordo del sottomarino Toti, in servizio nella Marina Militare per trent'anni e arrivato a Milano nel 2005 dopo un trasporto rimasto negli annali, e sul ponte di comando del Conte Biancamano. Con l'INFN si scende nella fisica delle particelle dell'esposizione Extreme. Con i circoli astrofili di Milano e Trezzano si osserva il cielo notturno. Marelli Motorsport porta una showcar di Formula 1 per spiegare come ibridi, elettrificazione e nuovi carburanti abbiano riscritto le regole del motorsport. Ai più giovani sono dedicate attività a ciclo continuo su tessitura, elettricità, alimentazione e osservazione della natura, fino ai micromondi invisibili a occhio nudo. Il filo di Volta. L'edizione 2026 rientra in "200VOLTeVOLTA", il progetto che accompagna il bicentenario della morte di Alessandro Volta, nel 2027. Michele de Nigris (RSE) racconta come sia cambiato il settore elettrico nell'epoca delle rinnovabili e della generazione distribuita, mentre un podcast della Fondazione Alessandro Volta, con Pandora Rivista, torna sulle ricerche del fisico comasco. Che la pila l'avesse messa a punto per chiudere una discussione con Luigi Galvani sull'elettricità animale, e non per alimentare il mondo, è uno di quei dettagli che rendono la storia della scienza più interessante di come la si racconta a scuola. Info. Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, via San Vittore 21, Milano. Venerdì 25 settembre, dalle 18 alle 23.30, ingresso libero. Metro M2 e M4, fermata Sant'Ambrogio; autobus 50, 96 e 97. Nelle aree esterne musica e proposte food & drink. .
Autore
Focus.it

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