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Sánchez difende Rabat: "Nessuna prova che il Marocco abbia guidato l'assalto a Ceuta"

  • Postato il 3 settembre 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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Sánchez difende Rabat: "Nessuna prova che il Marocco abbia guidato l'assalto a Ceuta"
Sánchez difende Rabat: "Nessuna prova che il Marocco abbia guidato l'assalto a Ceuta"

AGI - Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha dichiarato che non ci sono "prove concrete" che il Marocco abbia orchestrato l'ondata di migranti a Ceuta a luglio, dopo che un rapporto della polizia ha evidenziato molteplici mancanze da parte delle forze di sicurezza marocchine.

Le dichiarazioni di Sanchez

Nessuna istituzione legale o di polizia, "né il servizio diplomatico, né la Commissione europea, né alcun organismo internazionale, ha presentato al governo spagnolo prove concrete che il Marocco abbia pianificato o eseguito l'incidente", ha dichiarato Sanchez al Parlamento.

Ieri, 02 settembre, un rapporto della polizia spagnola, che cita un "dispiegamento di forze significativamente inferiore al solito" e la "permissività" degli agenti di polizia marocchini, aveva nuovamente gettato dubbi sul ruolo del Marocco nell'afflusso di migranti a Ceuta alla fine di luglio.

Le cause dell'assalto rimangono sconosciute

Sempre ieri, a seguito dello studio pubblicato sul sito web El Espanol, il ministero dell'Interno aveva ripetutamente rilasciato dichiarazioni di alti funzionari di polizia che assicuravano che "non è stato emesso alcun rapporto che attribuisca la responsabilità dell'assalto a un governo, un'agenzia o un individuo, dato che, a oggi, la mente dietro l'assalto rimane sconosciuta".

Già lo scorso 31 agosto, Sanchez aveva iniziato a scagionare il Marocco da ogni responsabilità, affermando che "nessun servizio di intelligence con cui il governo spagnolo collabora abitualmente ha sollevato alcun dubbio circa la partecipazione, in un modo o nell'altro, delle autorità marocchine". Ieri settembre, inoltre, il ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska aveva chiesto al Direttore Generale della Polizia di informarlo del contenuto del rapporto citato da El Espanol, in cui il CENIF (Centro Nazionale di Intelligence) "attribuisce il massiccio assalto al confine di Ceuta del 30 e 31 luglio alle forze e alle forze di sicurezza marocchine", secondo quanto dichiarato dal suo ministero. 

Il nodo del Sahara Occidentale

Di fatto però alcuni analisti hanno ipotizzato che il Marocco abbia sfruttato l'ondata migratoria per esercitare pressioni politiche sulla Spagna, dopo la visita del primo ministro spagnolo in Algeria, storica nemica di Rabat, avvenuta a luglio.

Il pomo della discordia? Le questioni legate al Sahara Occidentale, territorio conteso e fonte di tensione con il Marocco che controlla in gran parte l'ex colonia spagnola, rivendicata dal Fronte Polisario, sostenuto dall'Algeria e favorevole all'indipendenza. Tuttavia, nel 2022 la Spagna ha ribaltato la sua politica di neutralità, appoggiando il piano di autonomia di Rabat per il territorio sotto sovranità marocchina, scatenando l'ira dell'Algeria.

La visita del re Felipe VI a Caute e Melilla

 Proprio al fine di dimostrare vicinanza a questi territori, il governo spagnolo ha esortato il re Felipe VI a visitare Ceuta e Melilla, aree di particolare delicatezza diplomatica, "nelle prossime settimane".

L'ultima visita di un monarca spagnolo nelle due città risale al 2007 e scatenò una crisi con il vicino Marocco, che rivendica entrambi i territori. In crisi dall'ondata migratoria dal Marocco di luglio, "Ceuta ha bisogno del sostegno dello Stato più che mai", ha affermato Sanchez in Parlamento. 

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Autore
Agi.it

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