Sanac: vertice al Mimit con Erre Trading, ma pesa l’ombra del forno di Brindisi. A Vado Ligure 49 lavoratori in attesa
- Postato il 8 settembre 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Vado Ligure. Il futuro di Sanac passa di nuovo per le stanze del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Si è svolto a Roma l’atteso incontro istituzionale per fare il punto sulla vertenza, arrivata a uno snodo cruciale dopo l’avvio della trattativa in esclusiva con il gruppo Erre Trading.
Sullo sfondo restano forte la preoccupazione per la tenuta occupazionale dell’azienda e il destino dei diversi stabilimenti italiani. Tra questi c’è il sito di Vado Ligure, dove operano 49 dipendenti che attendono di capire quali saranno le prospettive concrete del nuovo piano industriale.
Il nodo Brindisi e l’incognita commesse
La trattativa per la vendita si intreccia in queste ore con uno scenario complesso a livello nazionale. A destare massimo allarme è la possibile chiusura del forno a caldo di Brindisi, i cui sviluppi sono attesi a breve. Un’eventualità che rischia di avere un impatto diretto e pesante sui conti di Sanac, tagliando fuori una fetta consistente del fatturato legato alla fornitura di materiali refrattari.
Le richieste dei sindacati: garanzie e tempi certi
Al tavolo ministeriale le rappresentanze sindacali hanno ribadito con fermezza le proprie priorità.
– Continuità industriale: un piano di rilancio reale e non solo un passaggio di quote.
– Tutela dell’occupazione: salvaguardia integrale di tutti i posti di lavoro nei siti del gruppo.
– Investimenti mirati: risorse certe per ammodernare gli impianti e garantire competitività.
– Cronoprogramma definito: tempi stringenti e senza ulteriori slittamenti per chiudere l’operazione.
La vicenda resta estremamente delicata e in continua evoluzione. Nelle prossime ore sono previsti ulteriori approfondimenti per monitorare ogni dettaglio di una vertenza decisiva per il tessuto occupazionale del territorio.
E si attende la convocazione di un secondo incontro per definire la situazione industriale e, quindi, dello stesso stabilimento vadese. Un nuovo confronto che dovrebbe arrivare solo successivamente al tavolo per l’ex Ilva, dal quale dipendono le reali prospettive dell’intera filiera dell’acciaio, comprese le forniture che ricadano nell’ambito produttivo della Sanac.
Le organizzazioni sindacali di categoria, attendono proprio il secondo incontro istituzionale per convocare le assemblee dei lavoratori nei singoli siti produttivi.