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San Siro, bocciati i 5 ricorsi contro la vendita a Inter e Milan: il Tar dà via libera al nuovo stadio e alla demolizione del Meazza

  • Postato il 6 ottobre 2026
  • Calcio
  • Di Il Fatto Quotidiano
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San Siro, bocciati i 5 ricorsi contro la vendita a Inter e Milan: il Tar dà via libera al nuovo stadio e alla demolizione del Meazza

Il Tar della Lombardia ha respinto i cinque ricorsi presentati contro la cessione dello stadio Giuseppe Meazza e delle aree circostanti a Milan e Inter, aprendo così la strada alla demolizione dello stadio e alla realizzazione del nuovo impianto che sorgerà nell’area di San Siro. La sentenza rappresenta un passaggio decisivo nell’iter burocratico che consentirà ai due club meneghini di procedere con il progetto di costruzione dello stadio e di tutte le aree commerciali circostanti (il vero tornaconto milionario dell’operazione): l’inizio effettivo dei lavori è atteso per l’estate 2027. La demolizione del Meazza invece comincerà in un secondo momento e sarà un’operazione imponente: verranno prodotte circa 225mila tonnellate di macerie, corrispondenti a quasi 94mila metri cubi.

La bocciatura dei ricorsi – tutti accorpati in un’unica udienza dello scorso 23 giugno – chiude la partita davanti alla giustizia amministrativa, a cui si erano rivolti comitati e cittadini contrari alla distruzione del Meazza. Quattro ricorsi sono stati giudicati inammissibili: i primi del 2022, perché di fatto nel frattempo sono cambiati atti e soggetti coinvolti. Ma anche quello del 2025 (che contestava l’iter del Comune verso la vendita ai due club) e il più recente che riguardava proprio la cessione a Inter e Milan. Tutti respinti per inammissibilità formale. L’unico discusso dal Tar nel merito è stato il ricorso presentato dal consigliere comunale Marco Fedrighini del gruppo misto, che contestava il modus operandi delle commissioni e gli emendamenti durante l’iter che ha portato alla delibera di vendita da parte di Palazzo Marino. Anche questo però è stato respinto.

Si va quindi verso la demolizione di un simbolo di Milano: quel Meazza che ha appena compiuto 100 anni. Un secolo di vita, di partite e di concerti, che lo hanno reso un monumento riconoscibile, quasi al pari del Duomo e della Scala. Anche se oltre alla giustizia amministrativa c’è ancora da attendere il verdetto delle indagini penali, ovvero il lavoro della Procura meneghina. Ad oggi, ci sono 9 indagati tra dirigenti del Comune di Milano e manager o consulenti di Milan e Inter (tra cui l’ex assessore Giancarlo Tancredi, Ada De Cesaris, il direttore generale Cristian Malangone, Alessandro Antonello e Giuseppe Bonomi). I magistrati ipotizzano che il bando e le delibere comunali siano stati condivisi e “cuciti su misura” in anticipo con i club per favorire l’operazione privata dei due club: da qui le ipotesi di reato di turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio.

Il progetto del nuovo San Siro e la demolizione del Meazza

Il nuovo San Siro dovrebbe cominciare a prendere forma sulla carta tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, quando Inter e Milan presenteranno il progetto elaborato da Foster+Partners e Manica. Finora i club hanno comunicato soltanto la capienza: 71.500 posti, oltre 13mila premium. L’obiettivo è completare lo stadio nel 2031, un anno prima degli Europei 2032: ad oggi il nuovo stadio risulta tra gli impianti candidati a ospitare le partite. Secondo i calcoli dei club, il nuovo San Siro avrà un valore di 2 miliardi e 149 milioni di euro.

Il percorso amministrativo è già partito. La società Stadio San Siro Spa ha presentato il Piano Attuativo il 16 marzo e il Comune ha avviato l’istruttoria e la Valutazione ambientale strategica. Dovranno poi arrivare l’esame del progetto di fattibilità tecnico-economica, la Valutazione d’impatto ambientale regionale e la Conferenza dei servizi. Comune e Regione puntano a chiudere le procedure entro l’estate 2027, così da aprire il cantiere appunto nel secondo semestre, dopo la fine della stagione calcistica. Tra gli interventi collegati c’è anche lo spostamento del tunnel Patroclo. Un primo lavoro preliminare è già stato realizzato a giugno con l’abbattimento della vecchia biglietteria Sud.

Il nuovo impianto nascerà accanto al Meazza, che continuerà nel frattempo a ospitare le partite di Inter e Milan. Soltanto quando il nuovo stadio sarà costruito potrà iniziare la demolizione parziale del Meazza. La prima operazione riguarderà i seggiolini: dei 75.817 attuali, Inter e Milan ipotizzano di consegnarne o venderne ai tifosi almeno 60mila, evitando così di smaltire tonnellate di plastica. Poi partirà lo strip out, cioè la rimozione di cavi, impianti elettrici e idrici, riscaldamento, condizionamento e sistemi antincendio. A questo si aggiungeranno circa 2mila tonnellate di Raee, tra tornelli, apparati audio-video, batterie, motori e componenti elettroniche.

La fase successiva sarà lo smontaggio dell’iconica copertura rossa realizzata per Italia ’90. Solo allora comincerà la demolizione vera e propria di spalti, rampe e torri. Secondo la Vas, le otto spirali e le 19 rampe peseranno per 85.200 tonnellate, le 11 torri per altre 37.800 tonnellate di macerie. I materiali saranno trattati in loco, probabilmente anche sull’attuale terreno di gioco, con frantumazione, separazione del ferro dal cemento e nebulizzazione continua d’acqua per contenere le polveri. Senza questa tecnica, la demolizione creerebbe una nube capace di oscurare San Siro e forse l’intera Milano. Il conto finale della demolizione è stato stimato nel 2025 in 127 milioni di euro: il prezzo per far fuori un pezzo di storia di Milano e del calcio mondiale.

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Il Fatto Quotidiano

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