San Luca, il Tar annulla il commissariamento della Fondazione Corrado Alvaro
- Postato il 13 giugno 2026
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Il Quotidiano del Sud
San Luca, il Tar annulla il commissariamento della Fondazione Corrado Alvaro
San Luca, il Tar annulla il commissariamento della Fondazione Corrado Alvaro. Ribaltata la decisione della Prefettura. «Esercitato un controllo sproporzionato». Nel frattempo si era insediato un nuovo Cda
SAN LUCA – La precedente amministrazione della Fondazione Corrado Alvaro non doveva essere sciolta. Lo hanno deciso i giudici (Caterina Criscenti, presidente, Roberta Mazzulla, consigliere, Giuseppe Nicastro, referendario, estensore) della sezione staccata di Reggio Calabria del Tribunale amministrativo regionale per la Calabria, che ieri hanno depositato la sentenza, dopo la decisione nella camera di consiglio del 15 aprile scorso. La causa amministrativa era contro il provvedimento di scioglimento degli organi della Fondazione di San Luca, dopo il ricorso presentato dal presidente dell’istituzione dedicata a Corrado Alvaro, il professore Aldo Maria Morace, congiuntamente al suo vicepresidente, il professore Tonino Perna.
IL TAR DECIDE SULLA FONDAZIONE CORRADO ALVARO: LE MOTIVAZIONI DEL COMMISSARIAMENTO DA PARTE DELLA PREFETTURA DI REGGIO CALABRIA
La Fondazione “Corrado Alvaro” esiste dal 2004, data in cui la stessa è stata iscritta nel registro delle persone giuridiche della Prefettura di Reggio Calabria. L’11 febbraio 2025, dopo oltre 20 anni di attività, è stato avviato dalla stessa Prefettura reggina il procedimento di scioglimento dell’amministrazione della Fondazione, in ragione di diverse criticità. «Nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2024 – si legge nel provvedimento di commissariamento – l’organo amministrativo ha prodotto iniziative episodiche e circoscritte, insufficienti al raggiungimento degli scopi statutari (…)
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Nello stesso periodo la Fondazione ha accumulato ininterrottamente perdite d’esercizio, avviando un processo di erosione del patrimonio che, vista l’assenza di qualsiasi correttivo, può prefigurare, anche se non nel breve periodo, un indice di probabilità di default. Il Consiglio di Amministrazione è composto da taluni amministratori che non offrono quelle garanzie di onorabilità ed indipendenza necessarie ad assicurare che il patrimonio sia correttamente destinato allo scopo per cui è stata costituita la Fondazione, e tali amministratori sono, altresì, in grado di esercitare un peso preponderante nelle decisioni dell’organo collegiale».
IL DECRETO PREFETTIZIO, I COMMISSARI STRAORDINARI E LE DIMISSIONI ANTICIPATE
Con lo stesso decreto, a firma della prefetta Clara Vaccaro, sono stati nominati per 12 mesi (con possibilità di proroga a un altro anno) un commissario e un sub commissario, rispettivamente nelle persone dell’ex magistrato Luciano Gerardis e del viceprefetto Zaccaria Sica. Tra i compiti assegnati ai due amministratori straordinari della Fondazione, la formazione e approvazione del bilancio di esercizio, modifiche statutarie, ricostituzione del Comitato scientifico e attivazione di tutte le procedure per la ricostituzione dell’organo amministrativo dell’ente. Fatto ciò, i commissari si sono dimessi, anticipatamente ai 12 mesi previsti dal decreto prefettizio.
L’INSEDIAMENTO DEL NUOVO CDA E LE RECENTI NOMINE ISTITUZIONALI
A quel punto è entrato in funzione il nuovo consiglio di amministrazione, costituito dagli enti della prima ora, Regione Calabria, Città Metropolitana di Reggio Calabria, Comune di San Luca e Università della Calabria, ma senza l’associazione “Il nostro tempo e la speranza”, che aveva promosso e fondato la Fondazione Corrado Alvaro, e costituita da professionisti e gente di San Luca. Veniva intanto nominato il nuovo presidente, Franco Arcidiaco, e solo due giorni fa, nel giorno della ricorrenza del 70esimo anniversario della morte di Corrado Alvaro, è stato presentato anche il nuovo Comitato scientifico, durante un convegno che si è svolto proprio a San Luca, nell’aula delle assemblee del comune. Ieri, la sentenza del Tar, che accoglie il ricorso di Morace e Perna.
L’ANNULLAMENTO DELLE MODIFICHE STATUTARIE E IL RITORNO ALLA VECCHIA GESTIONE
Il provvedimento dei giudici amministrativi si estende anche alla modifica dello Statuto della Fondazione, che ha escluso dal Cda della stessa, la locale associazione “Il nostro tempo e la speranza”, che aveva voluto oltre venti anni fa la Fondazione, accusata di avere tra i soci alcuni soggetti vicini alle ‘ndrine del luogo. «Tali provvedimenti, al pari di quello impugnato con il ricorso introduttivo, sono dunque illegittimi e vanno annullati. Il tipo di ‘controllo’ esercitato appare, quindi, in concreto e per le modalità con le quali è stato esercitato, distonico rispetto alle finalità dei poteri ispettivi e di vigilanza della Prefettura». Torna tutto come prima. Il primo a rallegrarsi per la sentenza del Tar è proprio l’attuale presidente Franco Arciadiaco: «Accolgo con viva soddisfazione la sentenza. Dal primo momento ho ritenuto questo atto immotivato ingiustificato e liberticida e plaudo alla vittoria dello Stato della giustizia contro lo Stato dell’ingiustizia».
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