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Sampdoria, Lombardo e quella piccola speranza playoff: “Dobbiamo essere onesti e provarci”

  • Postato il 7 maggio 2026
  • Calcio
  • Di Genova24
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  • 4 min di lettura
Sampdoria, Lombardo e quella piccola speranza playoff: “Dobbiamo essere onesti e provarci”

Genova. La Sampdoria, tra acciacchi e una liberazione mentale mai avuta in questa stagione, domani affronta la partita finale della regular season di Serie B senza la pressione di dover fare risultato per la classifica. Le speranze di raggiungere i playoff sono ridotte al lumicino, ma Lombardo ha impostato la settimana dando questo stimolo ai suoi ragazzi. La Reggiana invece deve vincere per sperare nei playout. “Ho parlato tanto coi ragazzi – dice nella conferenza stampa pre-gara – dopo aver raggiunto il risultato lo abbiamo archiviato. La Reggiana se ha una speranza se la gioca al 100%, non credo avranno le orecchie da un’altra parte. Anche noi abbiamo una piccola speranza, credo che sarà una partita aperta a ogni risultato, da giocare con rilassatezza, ma sappiamo che mai dire mai. Dobbiamo essere onesti e provarci. Non so con quali giocatori, tanti hanno dovuto lavorare con antinfiammatori, alcuni di questi non ci saranno, ma sono fiducioso di chi avrà la possibilità di giocare e fare buona gara”.

L’elenco degli infortunati si allunga: “L’ultimo è Abildgaard facendo la partitella ha risentito di un problema muscolare, ora farà la risonanza e vedremo. Brunori si portava avanti da mesi l’infiammazione al tendine rotuleo non si è allenato per tutta la settimana, Palma è stato fuori fino a oggi per un virus e spero oggi con noi per la rifinitura. Il virus ce lo siamo trasmesso un po’ tutti, l’aveva preso Barak, poi Depaoli, oggi anche Cherubini ha un piccolo problema intestinale, dobbiamo valutare tante cose”.

Lombardo si augura che la squadra sia focalizzata sul fare tre punti: “C’è quel lumicino di speranza: abbiamo sempre vissuto momenti delicati e di grande tensione, tra la paura di farcela e di non farcela. Perché non provarci? Dipende come andrà la partita, mi auguro che quel lavoro svolto dia più consapevolezza alla squadra. Loro intensificheranno i loro attacchi, noi aspetteremo e vedremo cosa fare”.

Domani, ci sarà appunto l’occasione per far giocare elementi che negli ultimi tempi hanno giocato meno: Soleri, Esposito, Coda, Depaoli. Sicuramente qualche cambiamento ci sarà, non mi nascondo. Da gennaio alcuni hanno giocato poco, ma poi Depaoli ha fatto gol a Pescara, Ferrari col Venezia ha giocato con 38 di febbre, tutti hanno dato disponibilità. Sicuramente ci sarà qualche cambiamento, ma non vuol dire che andiamo a Reggio a non giocarci la partita, il nostro motto era il gruppo e credo di essere contento di questo gruppo e di ringraziare tutti per l’impegno che ci hanno messo pur non giocando e pur con qualche malumore”.

Del gruppo Lombardo elogia soprattutto la grande disponibilità: “Non era facile, non so se ho avuto coraggio a valutare le caratteristiche dei giocatori, ma cambiare il sistema di gioco mi ha dato la possibilità di continuare. Dopo la sconfitta di Carrara si poteva pensare di tornare indietro perché nel calcio non ci sono certezze, ma se non è successo questo è merito dei ragazzi. Si sono sentiti messi in una situazione dove o si veniva fuori con un cambiamento o saresti rimasto nel limbo totale, ho azzeccato qualcosa io, ma loro hanno azzeccato ancora più di me”.

Il secondo obiettivo dopo la salvezza, per Lombardo è di fare più punti possibili e magari raggiungere quella parte sinistra della classifica: “farebbe sicuramente un effetto diverso”, commenta.

Indipendentemente da come andrà il futuro al fischio finale per Lombardo sarà un’emozione al fischio finale: “Quello che ho sentito venerdì scorso è stata una cosa a cui ho dato tutte le mie energie, rifarei le stesse cose che ho fatto non solo perché ho raggiunto l’obiettivo. Prima di accettare l’incarico ho ricevuto tanti messaggi di amici e conoscenti che mi dicevano chi cavolo te lo fa fare? Ma io me lo sentivo dentro. Questi ragazzi dovevano tirare fuori ancora il meglio di loro stessi, però secondo me è questo che mi ha portato anche a fare questa scelta. Domani sarà un’emozione liberatoria per cui mi sento di abbracciare tutti indistintamente”. Torna ancora su quel coro della Gradinata Sud e si commuove: “Mi sono venute in mente tante cose, tante belle situazioni. Non me l’aspettavo, però sono cose che fanno bene alla persona, all’uomo, a 60 anni mi sento un po’ come Ranieri per la Roma. Quello che mi piace di più di questa gente è che quando giro per strada sono i bambini che mi ringraziano, ma io ho fatto solo il mio lavoro”.

Autore
Genova24

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