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Sampdoria, addio Batman Battara: padrino di Pagliuca e incubo di tutta Napoli

  • Postato il 27 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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Sampdoria, addio Batman Battara: padrino di Pagliuca e incubo di tutta Napoli

La maglia rigorosamente nera col colletto, i polsini blu e i guanti grandi: Piero Battara, scomparso oggi a 90 anni, è stato l’emblema dei portieri per decenni, dal boom alla Sampdoria agli anni passati come preparatore dei portieri. Prima di tutti gli altri (come Taglialatela, ad esempio) fu Batman, soprannome più che azzeccato per la leggenda doriana.

Battara incubo per i napoletani

Era nato a Torino il 21 luglio 1936: ancora bambino, durante i duri anni della guerra, si trasferì con la famiglia a Bomporto, nel Modenese, per poi fare ritorno in Piemonte alla fine del conflitto. Fu tra i campetti degli oratori torinesi che cominciò quasi per caso quella che sarebbe diventata una carriera favolosa. Dopo il battesimo in B con il Lanerossi Vicenza, Battara esordì in Serie A alla fine degli anni Cinquanta e nel 1961 passò alla Samp che sarebbe diventata la sua casa per sempre, anche quando andò al Bologna nel 1972 (dove conquistò l’unico trofeo della sua carriera da calciatore: la Coppa Italia 1973-74).

Difese la rete doriana per ben 243 volte (190 in A) ma c’è anche un’altra tifoseria che non lo ha mai dimenticato. Battara fu l’incubo dei tifosi del Napoli perché a Fuorigrotta diventava una vera saracinesca. Per 6 volte di seguito grazie a lui i blucerchiati non persero a Napoli e nelle ultime 4 tra il 1968 e il 1972 non subì gol, con la Sampdoria che prima vinse per 3 a 0 e 2 a 0 e poi ottenne due pareggi a reti inviolate. Una volta, nel ’71, giocò addirittura buona parte della partita con un dito rotto ma non ci fu ugualmente nulla da fare e Battara parò di tutto.

La seconda vita di Battara

La Sampdoria oggi lo ricorda come «un autentico mito blucerchiato». La sua figurina Panini, un po’ come quella di un altro celebre portiere, Pizzaballa, era tra quelle considerate più difficili da trovare dai collezionisti. Dopo aver appeso i guanti al chiodo iniziò la sua seconda vita professionale che fu altrettanto importante e lo portò a diventare preparatore dei portieri, in un’epoca nella quale questa figura non aveva ancora assunto la centralità e la specializzazione che avrebbe avuto negli anni successivi.

A Casteldebole, nel settore giovanile del Bologna, si occupò soprattutto della formazione dei giovani portieri, lavorando insieme a figure come Perani e Fogli. Tornato alla Sampdoria nello staff tecnico, lavorò per anni con gli estremi difensori blucerchiati. Tra loro c’era Gianluca Pagliuca. Fu Battara a seguirlo, consigliarlo e accompagnarlo nella crescita fino alla consacrazione. La sua eredità nel mondo dei portieri è diventata anche una storia di famiglia. Il figlio Massimo Battara ha seguito la stessa strada, lavorando a lungo al fianco di Roberto Mancini e facendo parte dello staff della Nazionale italiana che nel 2021 conquistò il titolo europeo. Anche il nipote Daniele ha intrapreso la professione, entrando nello staff di Simone Inzaghi all’Al-Hilal.

Martedì i funerali

I funerali di Piero Battara saranno celebrati martedì alle 10 nella chiesa di San Pietro a Genova Quinto, il quartiere al quale era profondamente legato, in piazza Santa Paola Frassinetti, a Genova Quinto al Mare. Dopo la cerimonia, personale di A.Se.F. del Comune di Genova, a cui sono state affidate le esequie, trasferirà il feretro al Cimitero Monumentale di Staglieno, dove si terrà la cremazione. Le ceneri saranno poi tumulate a Gavi, in provincia di Alessandria.

Autore
Virgilio.it

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