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Salvini e Giorgetti, la cena che ha ricompattato la Lega

  • Postato il 18 giugno 2026
  • Politica
  • Di Libero Quotidiano
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  • 8 min di lettura
Salvini e Giorgetti, la cena che ha ricompattato la Lega
Salvini e Giorgetti, la cena che ha ricompattato la Lega

Galeotta è stata la cena di raccolta fondi per il partito, lunedì sera a Milano. Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti hanno convenuto che la Lega ha bisogno di una sferzata, ma che lo stillicidio di dichiarazioni sul futuro del partito più che aiutare fa perdere voti. Così in serata è stato il ministro dell’Economia e principale sponsor della vice segreteria a Zaia a mettere in chiaro la linea: «Matteo Salvini è stato eletto dal congresso un anno fa e ora sta ascoltando tutti, poi deciderà lui cosa fare...». Una risposta anche alle fantasie di “leghe” alternative che non trovano riscongtro nella realtà. Il Carroccio è uno e il segretario è Salvini. Punto.

E lui, Matteo Salvini continua a lavorare alla riorganizzazione del partito. Disegna un organismo snello capace di mettere a fuoco quei quattro o cinque temi sui quali il Carroccio può dire la sua da qui al voto dell’autunno 2027. E da ieri con più insistenza ha chiesto a tutti di veicolare il messaggio per dire «basta» alle polemiche interne. Discutere va sempre bene, ma alzare troppo i toni, soprattutto all’esterno, non giova alla Lega. Anzi.

 

 

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MESSAGGI CHIARI
Lo si è capito lunedì sera durante il direttivo della Lega Lombarda, quando i salviniani di più stretta ordinanza hanno chiesto - in maniera piuttosto robusta - ai vertici regionali di lavorare per abbassare la tensione interna. E anche nella riunione dei sindaci leghisti eletti in Lombardia, che si è tenuta subito dopo, le richieste sono state le stesse: basta litigi e lavoriamo tutti assieme per realizzare un cambio di passo più che mai necessario.

Non è casuale, dunque, che ieri sera si sia esposto in prima persona Giorgetti. Idem l’altra immagine di giornata: il video postato da Luca Zaia, che si affaccia sorridente dal balcone di Palazzo Ferro-Fini sul Canal Grande (sede del consiglio regionale veneto di cui il Doge è presidente) per ringraziare Roberto Baggio, il “Divin Codino” per avergli regalato il suo libro.

Parole e immagini che vogliono trasmettere serenità. Anche Attilio Fontana, le cui posizioni sono arcinote, prova a guardare avanti: «I sondaggi? Certi dicono una cosa, altri dicono che siamo al 7%, per cui i sondaggi lasciano il tempo che trovano. I sondaggi, grazie al cielo, nel mio caso sono sempre stati peggiori di quello che è stato il risultato elettorale. Penso che sarà così anche per la Lega». E sul momento del partito, smorza un po’ i toni usati nel recente passato: «Ci troveremo nei prossimi giorni o nelle prossime settimane. Abbiamo un appuntamento per il 4 e 5 luglio a Treviso (la due giorni voluta da Salvini) e in quella occasione ascolteremo», quello che il segretario avrà da dire. La soluzione, però, potrebbe arrivare anche prima. Come ha ricordato Giorgetti, in questi giorni Salvini sta ascoltando le varie voci e non è improbabile che ci siano dei colloqui riservatissimi con Luca Zaia e Massimiliano Fedriga, per trovare un punto di caduta che soddisfi tutte le parti in causa dell’operazione di rilancio della Lega.

Capitolo Vannacci. In Lega hanno una convinzione: più parla meglio è. Perché dopo la topica sul femmincidio e la perla sulle donne che dovrebbero lasciare il posto di lavoro agli uomini e stare a casa a badare ai figli, è stata vista come una castronata mica da poco. Un anno così è lungo da passare. E se il governo riesce a “coprire” coi fatti gli argomenti “rubacchiati” dall’ex generale, l’onda dovrebbe svanire.

 

 

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OPERAZIONE VIMINALE
Così come sembra svanita la partita per riportare Salvini al ministero degli Interni. A smorzarla non solo la freddezza degli alleati, ma anche quella di Salvini, che non vorrebbe lasciare a metà la mole di lavoro fatta al Mit. Lo ha spiegato bene a SkyTg24 Stefano Candiani: «Quella stagione l’ho visssuta in pieno. Ero con Matteo quando era al Viminale ed è stata una stagione molto efficace per il contrasto all’immigrazione. Bisogna stare molto attenti nel fare questa proposta prosegue l’onorevole del Carroccio- perché oggi può essere anche strumentalmente utilizzata per fare un danno sia a Salvini sia a Pianterdosi. E poi chiude Candiani- se si fa la proposta bisogna arrivare fino in fondo con un accordo di maggioranza e senza dimenticare che è il presidente della Repubblica a nominare i ministri».

 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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