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Runner trovata morta a Verona: l’autopsia indica una rara cardiopatia, indagine verso l’archiviazione

  • Postato il 5 maggio 2026
  • Sport
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Runner trovata morta a Verona: l’autopsia indica una rara cardiopatia, indagine verso l’archiviazione

La morte della runner Anna Zilio, 39 anni, trovata senza vita nella sua abitazione di Verona nell’ottobre scorso, sarebbe riconducibile a una rara patologia cardiaca. È quanto emerge dagli esiti dell’autopsia disposta dalla Procura, che indicherebbero come causa del decesso una cardiomiopatia aritmogena biventricolare, una malattia del muscolo cardiaco potenzialmente letale e spesso difficile da diagnosticare. Secondo quanto riportato dal Corriere di Verona, questo elemento potrebbe orientare verso l’archiviazione dell’inchiesta, aperta inizialmente per omicidio colposo contro ignoti. L’ipotesi investigativa si era infatti attivata in seguito a una coincidenza che aveva destato attenzione: la morte della 39enne era avvenuta appena due settimane dopo quella di un compagno di squadra, Alberto Zordan, residente a Sovizzo, nel Vicentino.

La vicinanza temporale dei due decessi aveva spinto le procure di Verona e Vicenza ad avviare accertamenti congiunti, ipotizzando inizialmente possibili responsabilità legate all’attività sportiva e, in particolare, a eventuali negligenze o anomalie nei controlli medici. Tuttavia, dagli approfondimenti tossicologici non era emersa alcuna sostanza anomala, e gli inquirenti hanno successivamente chiarito che tra i due atleti non vi era alcun legame personale diretto.

Zilio, segretaria del Team Km Sport di San Martino Buon Albergo, era una figura conosciuta nell’ambiente del podismo veneto. Proprio la sua attività sportiva aveva alimentato ulteriori interrogativi, soprattutto in relazione a una precedente sospensione forzata dagli allenamenti per problemi cardiaci. In seguito, la runner aveva ottenuto un certificato di idoneità agonistica, circostanza che ha portato gli investigatori a valutare anche l’ipotesi di una possibile irregolarità nella documentazione sanitaria, poi non suffragata dagli elementi raccolti. L’autopsia, invece, sembra aver indirizzato il caso verso una spiegazione clinica, escludendo cause esterne. La cardiomiopatia aritmogena biventricolare è una patologia rara che può restare a lungo asintomatica e manifestarsi improvvisamente con aritmie fatali, anche in soggetti apparentemente sani e attivi.

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Autore
Il Fatto Quotidiano

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