Rotondi: “Vannacci è democristiano, me lo ha detto lui. La Dc era piena di fascisti, Scalfaro schiaffeggiava le signore scollate”
- Postato il 24 giugno 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Ho incontrato Vannacci quando ancora non era una star ed era un politico che si affacciava alla sua prima esperienza di candidato alle elezioni europee. Fummo presentati in un ristorante di Roma e mi disse simpaticamente che era democristiano come me. Poteva essere una battuta, ma credo che, avendo un’età non molto lontana dalla mia, abbia votato sicuramente la Democrazia Cristiana“. Sono le parole pronunciate ai microfoni di Battitori liberi, su Radio Cusano, da Gianfranco Rotondi, deputato di Fratelli d’Italia e presidente di ‘Democrazia Cristiana con Rotondi’.
Allo sbigottimento dei conduttori per la rivelazione, il parlamentare replica: “Ma guardate che la Dc era tante cose, non era mica quella che raccontano i democristiani del Pd. In questi anni c’è stata un’operazione storiografica portata avanti dal politicamente corretto e dalla stampa tutta in mano alla sinistra, falsando la storia e raccontando la vicenda democristiana quasi come una premessa della fondazione del Pd, quasi come se ci fosse un grande fiume di sinistra incompresa che poi ha preso le sembianze di Elly Schlein. Ma la Dc viene da De Gasperi, da Moro, da Sturzo. Anche la povera Tina Anselmi, partigiana, coraggiosa è finita come mostro nella tessera del Pd“.
E aggiunge: “Oscar Luigi Scalfaro sui temi etici parlava a destra di Vannacci, prendeva schiaffi nei ristoranti le signore scollate. C’erano i fascisti nella Dc? Hai voglia, c’erano principalmente nella Dc”.
Tornando a Vannacci, secondo Rotondi, l’ascesa dell’ex generale non è affatto una preoccupazione per Fratelli d’Italia: “Il partito di Giorgia Meloni è quello che ha sostituito la Dc nel ruolo di architrave del sistema, di partito di maggioranza relativa. Come la Dc, anche Fratelli d’Italia è tante cose. Meloni sta governando bene e sono convinto che nessun democristiano si vergognerebbe mai di vedere al proprio posto una donna autorevole che tiene la scena nelle coordinate di politica internazionale”.
E conclude: “Il partito che vince in Italia è sempre il partito italiano, ossia un partito dell’italiano medio che non vuole i comunisti al governo. Ecco, io con orgoglio dico di aver rappresentato questo Paese con Berlusconi e con la Meloni“.
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