Roma, la diaspora americana fa un'altra vittima illustre: Shelton fuori al primo turno (e Sinner sorride)
- Postato il 9 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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L’hanno liberata più di 80 anni fa, ma l’attualità tennistica racconta che gli americani da Roma se ne stanno tornando a casa uno alla volta. Col più illustre di tutti, vale a dire Ben Shelton, rispedito indietro con perdite al debutto sulla terra del Foro Italico: Nik’oloz Basilashvili non fa sconto alcuno e spedisce fuori dal torneo la quinta testa di serie, facendo al contempo anche un grosso favore a Jannik Sinner, che sulla carta (che pure, come dimostrato dalla vittoria del georgiano, spesso e volentieri finisce per volatilizzarsi in fretta) avrebbe dovuto incrociare il sempre ostico Shelton nel proprio quarto di finale, essendo entrambi dalla stessa parte del tabellone.
- Dopo Monaco, Shelton sul rosso non ne ha più azzeccata una
- Differenza minima, ma il georgiano è stato chirurgico
Dopo Monaco, Shelton sul rosso non ne ha più azzeccata una
L’eliminazione al debutto a Madrid per mano di Prizmic (che in due settimane s’è regalato due scalpi eccellenti, visto che poi ha concesso il bis a Roma contro Djokovic) non era un semplice incidente di percorso. Perché Shelton nella Capitale ha dimostrato di avere ancora qualche meccanismo male oliato, sebbene a Monaco di Baviera non più tardi di tre settimane fa aveva alzato il trofeo battendo in finale un combattivo (ma esausto) Flavio Cobolli.
La stagione sul rosso era partita bene, ma qualcosa evidentemente a lungo andare non ha funzionato: dopo aver ceduto 6-4 il primo parziale, nel secondo il newyorchese aveva rimesso in piedi una situazione che s’era fatta assai complicata, vincendo un tiebreak combattuto e per nulla scontato per 7-5. Ma nel terzo, subito un altro break, s’è ritrovato sempre solo a inseguire, finendo per cedere 6-3 e regalando un’altra sorpresa (nel suo caso negativa) in questo primo scorcio di torneo.
Differenza minima, ma il georgiano è stato chirurgico
Per far capire la portata dell’impresa di Basilashvili, basti sapere che il georgiano non avanzava a un terzo turno di un Masters 1000 da più di quattro anni (Indian Wells 2022) e che sulla terra aveva ottenuto soltanto una volta due vittorie a Roma, ma nel 2019.
L’aggressività mostrata sin dai primi scambi ha messo in grossa difficoltà Shelton, che nel primo set ha perso due volte il servizio riuscendo unicamente a conquistare un contro break, buono solo per allungare un po’ il brodo. Nel secondo set è stato sempre il georgiano a menare le danze, andato peraltro a un passo dall’ipotecare il match sulla palla break avuta sulla racchetta sul 5-5 (ma annullata dallo statunitense).
La mini flessione accusata nel tiebreak, dove Shelton s’è fatto bastare un minibreak per allungare la partita al terzo, è rimasta isolata: altro break in avvio di parziale e stavolta poco o nulla da eccepire. Non sono bastati al numero 6 del mondo una sequenza di 12 ace (a 2) per avere la meglio. Addirittura Shelton ha ricavato più punti con la prima (83% contro 81%), ma la percentuale di seconde (48% a 53%) ha finito per fare la differenza in un match deciso davvero su pochi dettagli (100 punti a 97 per Basilashvili).
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