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Roland Garros, che amarezza: Sinner teme solo Djokovic (e se stesso). Nole è acciaccato e frustrato, ma rimane l’unico rivale di Jannik

  • Postato il 21 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Roland Garros, che amarezza: Sinner teme solo Djokovic (e se stesso). Nole è acciaccato e frustrato, ma rimane l’unico rivale di Jannik

Un po’ come ai tempi di Rafael Nadal, l’edizione 2026 del singolare maschile del Roland Garros sembra avere un unico esito possibile, ovvero la vittoria di Jannik Sinner, autentico dominatore del circuito maschile negli ultimi mesi e in grado di vincere tutti i Masters 1000 sulla terra nella stessa stagione, impresa riuscita in passato solamente nel 2010 proprio a Rafa.

A ribellarsi a questo destino già scritto potrebbe esserci però il solito, immortale, Novak Djokovic, che a 39 anni (che compirà domani) non ha intenzione di appendere la racchetta al chiodo nonostante gli acciacchi e le difficoltà fisiche che l’avanzare dell’età porta con sé. In questo periodo in cui tutti gli altri rivali di Sinner stanno faticando (a eccezione di qualche giovane rampante ma ancora troppo acerbo) Nole appare l’unico vero rivale di Jannik, oltre a Jannik stesso.

Djokovic frustrato e acciaccato

Col passare del tempo e degli anni, il fisico sta portando un conto sempre più salato a Djokovic, che per via dei vari acciacchi in questa stagione ha preso parte solamente a tre tornei, non potendo così dare seguito all’ottima finale raggiunta all’Australian Open a inizio anno. Di questi tornei solo uno si è disputato sulla terra rossa, gli Internazionali d’Italia, l’unico in cui ha perso all’esordio contro Dino Prizmic.

Un’avvicinamento tutt’altro che ideale al Roland Garros per Nole, come ammesso da lui stesso nelle parole riportate da adnkronos: “A dire il vero, non è una preparazione ideale. Non ricordo l’ultima volta, negli ultimi due anni, in cui la mia preparazione non abbia avuto problemi fisici o di salute prima del torneo. C’è sempre qualcosa. È una sorta di nuova realtà con cui devo fare i conti. È frustrante. Allo stesso tempo, è una mia decisione continuare a giocare in queste condizioni.

Capisco cosa mi manca. Un piccolo passo indietro. Non sono ancora al livello che vorrei per competere ai massimi livelli e arrivare lontano. Mi alleno duramente. Mi alleno il più possibile, finché il mio corpo me lo permette. Poi, come va andrà a finire in campo, è davvero imprevedibile”.

In assenza di Alcaraz, nella pochezza generale Djokovic rimane l’unico rivale di Sinner

Nonostante le poche partite disputate e i vari problemi fisici, Djokovic appare comunque come l’unico giocatore in tabellone a poter impensierire Sinner. Questo un po’ per colpa anche degli altri rivali di Jannik, che contro il numero 1 del mondo sembrano entrare in campo demoralizzati e già battuti, ma anche perché Nole rimane comunque Nole, uno in grado di vincere tutto e più volte in carriera, di stabilire record su record e di raggiungere vette che prima di lui erano impensabili. Insomma, un giocatore al quale non è possibile porre dei limiti.

E poi Djokovic rimane anche l’unico giocatore al di fuori di Carlos Alcaraz ad aver battuto Sinner a livello slam (ma anche 1000 se si esclude la partita persa per ritiro da Jannik contro Griekspoor a Shanghai) dall’inizio del 2025 dopo esserci riuscito lo scorso gennaio all’Australian Open, quando fece impazzire l’azzurro e gli inflisse un enorme dispiacere al quinto set. Una vittoria più di testa che di gioco, per dimostrare a tutti che lui c’era e c’è ancora.

L’unico altro avversario di Sinner, è Sinner stesso

Insomma, Djokovic è con ogni probabilità l’avversario sulla carta più temibile che Sinner possa trovare dall’altre parte della rete al Roland Garros. Ce n’è uno però che non sarà contrapposto a lui, ma che si troverà nel suo stesso lato del campo, Sinner stesso. L’incredibile serie di vittorie e la contemporanea assenza di Alcaraz per infortunio hanno portato tutte le attenzioni sull’azzurro, che al Roland Garros dovrà gestire una pressione sempre crescente e le alte aspettative di tutti che lo vedono già come vincitore del torneo.

Aspetti che Sinner ha sempre dimostrato di saper gestire al meglio, ma che comunque richiedono un buon dispendio di energie mentali, fondamentali in questo periodo anche per sostenere il proprio fisico, reduce da un tour de force intensissimo e ora chiamato a disputare sette match al meglio dei cinque sulla superficie più fisica di tutte. Ricordando anche le parole di Jannik, che di recente aveva spiegato di voler esplorare i propri limiti, il rischio più grande per Sinner è che – portano allo strenuo – al Roland Garros i suoi limiti possano emergere, soprattutto se dovesse venire obbligato a un quinto set, da sempre il suo tallone d’Achille.

Autore
Virgilio.it

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