Roland Garros, Bolelli e Vavassori eliminati in semifinale: il 39enne cade e gioca con una fasciatura al piede, ma non basta
- Postato il 5 giugno 2026
- Tennis
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Si ferma in semifinale la corsa di Simone Bolelli e Andrea Vavassori al Roland Garros, seconda prova stagionale del Grande Slam. Gli azzurri sono usciti sconfitti contro la coppia composta dallo spagnolo Marcel Granollers e dall’argentino Horacio Zeballos, con il punteggio di 7-6 (7-4), 6-4 in un’ora e 55 minuti. Un match condizionato da un problema per Simone Bolelli a metà del primo set, quando il doppista è caduto e si è fatto male al piede destro.
Bolelli ha chiamato un medical time out ed è stato costretto a un trattamento e a una fasciatura per continuare il match, anche se da quel momento non è più riuscito a ritrovare brillantezza. Tra primo e secondo set il suo angolo gli suggerisce di ritirarsi, visto che anche a distanza di diversi game continuava a mostrare segni di sofferenza. Ma Bolelli ha voluto proseguire fino alla fine in un match combattuto, equilibrato e deciso da un tie-break nel primo set e da un break (l’unico del match) nell’ultimo game nel secondo set. Granollers e Zeballos si riscattano dopo la finale persa a Roma proprio contro Bolelli e Vavassori e si qualificano per la finale del Roland Garros.
Granollers/Zeballos, campioni in carica a Parigi, puntano a diventare i primi a trionfare nel doppio maschile per due anni di fila dopo i tedeschi Kevin Krawietz e Andreas Mies (2019-2020): sabato si giocheranno il trofeo con la formazione composta dal finlandese Harri Heliovaara e dal britannico Henry Patten (entrambi n.4 nel ranking di doppio), secondi favoriti del seeding ma primi nella Race to Turin, che giovedì in semifinale hanno regolato per 6-3 6-4 i francesi Quentin Halys e Pierre–Hugues Herbert (rispettivamente n.87 e n.57), 19esimi nella Race.
L'articolo Roland Garros, Bolelli e Vavassori eliminati in semifinale: il 39enne cade e gioca con una fasciatura al piede, ma non basta proviene da Il Fatto Quotidiano.