Rocchi, "lo chiamavano Gioca Jouer". Pugno chiuso e mano alzata, cosa succedeva in Sala Var
- Postato il 27 aprile 2026
- Sport
- Di Libero Quotidiano
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Rocchi, "lo chiamavano Gioca Jouer". Pugno chiuso e mano alzata, cosa succedeva in Sala Var
L'ora dei veleni e dei regolamenti di conti contro Gianluca Rocchi. L'ex arbitro internazionale e designatore delle giacchette nere è al centro dell'inchiesta milanese che lo vede indagato per concorso in frode sportiva. Accusa grave che può rappresentare un terremoto per il sistema-calcio italiano.
Si sprecano oggi i retroscena con cui si ripercorre la carriera di Rocchi e il suo rapporto con la sala Var di Lissone, centro nevralgico dei sospetti. Tra i più pesanti, quello di Repubblica: "Non solo le 'bussate' (...). A dar retta ai critici dell'operato di Gianluca Rocchi e del suo interventismo nella sala Var di Lissone, c'era una sorta di metodo che qualcuno, con velenosa ironia, definiva Gioca Jouer, come il famoso tormentone di Claudio Cecchetto. Una collezione di gesti e segnali per segnalare ai varisti come comportarsi nel caso, per esempio, di un rigore sospetto".
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Si parla di "messaggi in codice, come a briscola. Un vocabolario muto. Il gesto della mano alzata? Significava «non intervenire». Il pugno chiuso? «Intervieni»". Anche Repubblica mette le mani avanti: "Se sono esagerazioni (o denigrazioni) frutto delle faide interne al mondo dei fischietti, oppure tasselli che sostanziano le accuse, lo si capirà quando i pm scopriranno le carte".
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Uno dei momenti-chiave è la partita tra Udinese e Parma dell'1 marzo 2025, che secondo gli inquirenti sarebbe esemplificativa dell'uso del Var da parte di Rocchi: "In qualità di supervisore Var, in concorso con altre persone, durante lo svolgimento della partita" avrebbe condizionato l'addetto Var Daniele Paterna, a sua volta indagato per falsa testimonianza. Paterna in un primo momento sorvola su un possibile rigore per i friulani, "poi si gira di scatto, sul suo labiale si legge la domanda «È rigore?», e tutto cambia. Perché comunica al direttore di gara in campo, Fabio Maresca, che si tratta di un possibile tiro dal dischetto e induce il collega a rivedere l'azione al monitor". A "bussare" contro il vetro sarebbe stato proprio il designatore Rocchi, "e non può farlo", chiosa Repubblica, perché "i giudici della partita, in quella stanza protetta, dovrebbero essere sereni di valutare secondo il loro giudizio".
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