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Ripristino della natura, Genova scrive ad Anci: “Comuni protagonisti della transizione, non difendiamo solo le previsioni urbanistiche”

  • Postato il 1 settembre 2026
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  • Di Genova24
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Ripristino della natura, Genova scrive ad Anci: “Comuni protagonisti della transizione, non difendiamo solo le previsioni urbanistiche”

Genova. Il Comune propone ad ANCI una posizione più avanzata sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura: più risorse e autonomia agli enti locali, ma anche revisione delle previsioni urbanistiche non attuate, depavimentazione e infrastrutture ecologiche come elementi strutturali dei nuovi piani urbanistici.

Genova prende posizione nel confronto tra i Comuni italiani sul Piano Nazionale di Ripristino della Natura. Con una nota trasmessa alla Commissione Urbanistica di ANCI, il Comune propone di rafforzare il ruolo delle città nell’attuazione del Piano, chiedendo risorse adeguate, maggiore protagonismo degli enti locali e la possibilità di integrare i dati nazionali con le conoscenze territoriali prodotte dai Comuni.

Ma Genova pone anche una questione più generale: il Piano di Ripristino non può limitarsi ad adattarsi alle previsioni urbanistiche esistenti, ma deve diventare un’occasione per aggiornare il modo stesso in cui le città pianificano il proprio futuro.

“Condividiamo molte delle preoccupazioni poste da ANCI: gli obiettivi nazionali devono essere territorializzati, i Comuni devono poter verificare i dati e soprattutto devono essere messi nelle condizioni economiche di realizzare gli interventi. Ma crediamo che il confronto debba fare un passo ulteriore – dichiara l’assessora all’Urbanistica e al Verde urbano Francesca Coppola – Non possiamo chiedere che ogni previsione urbanistica del passato venga considerata intoccabile mentre le condizioni climatiche e ambientali delle nostre città stanno cambiando. Le situazioni giuridicamente consolidate vanno naturalmente tutelate; altra cosa sono le previsioni urbanistiche mai attuate, che un’amministrazione deve poter riesaminare alla luce delle condizioni contemporanee”.

È questo uno dei punti centrali della proposta genovese: distinguere i diritti e i titoli già consolidati dalle semplici previsioni di piano non ancora realizzate, la cui revisione fa parte dell’ordinaria responsabilità della pianificazione urbanistica.

“La domanda che poniamo ad ANCI è semplice – aggiunge l’assessora Coppola – vogliamo soltanto rendere il Piano di Ripristino compatibile con le città che abbiamo pianificato ieri, oppure vogliamo utilizzarlo anche per progettare meglio le città di domani? Per noi la seconda strada è quella più interessante. Il ripristino della natura non deve diventare un nuovo vincolo calato dall’alto, ma neppure essere neutralizzato per lasciare tutto esattamente com’è”.

Genova propone quindi che suolo, copertura arborea, sistemi del verde, reti ecologiche e ciclo delle acque diventino componenti strutturali della pianificazione urbanistica e concorrano a determinare dove e a quali condizioni la città possa trasformarsi.

Una posizione che il Comune ha già iniziato a tradurre nei propri strumenti urbanistici. Con l’aggiornamento delle Norme Generali del PUC approvato nell’aprile scorso, Genova ha riconosciuto il suolo come ecosistema non rinnovabile e il verde urbano come infrastruttura ambientale, climatica e sociale, assumendo l’azzeramento del consumo di suolo come principio di riferimento e introducendo depavimentazione, rinaturalizzazione e incremento della permeabilità tra gli strumenti della trasformazione urbana.

Proprio la depavimentazione è uno dei temi sui quali Genova chiede ad ANCI un cambio di prospettiva: non più intervento eccezionale legato a singoli progetti, ma categoria ordinaria dell’urbanistica, programmabile attraverso gli strumenti comunali. Nelle città già fortemente costruite, sostiene il Comune, ripristinare la natura significa anche recuperare superfici artificializzate non più necessarie, liberare suolo e ricostruire funzioni ecosistemiche.

“I Comuni devono chiedere al Governo risorse e strumenti per fare tutto questo – conclude l’assessora – Ma proprio perché chiediamo maggiore autonomia e maggiore capacità di decisione, dobbiamo assumerci anche la responsabilità di utilizzarle per affrontare la crisi climatica. Più potere ai Comuni deve significare anche più capacità di cambiare le città”.

L’obiettivo della proposta genovese è quindi contribuire alla costruzione di una posizione comune di ANCI che tenga insieme autonomia locale, fattibilità amministrativa e ambizione ambientale, facendo del Piano Nazionale di Ripristino della Natura non un ulteriore livello vincolistico, ma un’occasione per una nuova generazione di piani urbanistici.

Autore
Genova24

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