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Rilascio del passaporto per i minori in caso di separazione

  • Postato il 8 giugno 2026
  • Amore Amaro
  • Di Libero Quotidiano
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  • 5 min di lettura
Rilascio del passaporto per i minori in caso di separazione
Rilascio del passaporto per i minori in caso di separazione

Tra le domande che mi vengono rivolte più spesso dai genitori separati ce n'è una che riguarda un aspetto molto pratico della vita quotidiana: chi può richiedere il passaporto o la carta d'identità valida per l'espatrio di un figlio minorenne? Argomento ancora più sentito con l’arrivo del periodo estivo. La questione, apparentemente semplice, è stata fonte di conflitti, ritardi e talvolta veri e propri ricatti tra ex coniugi. 

Immaginiamo una situazione molto comune: due genitori separati con una bambina di 5 anni e la madre vorrebbe portarla in vacanza all'estero durante l'estate e, per questo motivo, ha bisogno di richiedere il passaporto. Il padre, però, è contrario e si rifiuta di firmare qualsiasi documento. Firma che, invece, è necessaria perché per il rilascio del passaporto di un minore è richiesto il consenso di entrambi i genitori esercenti la responsabilità genitoriale. Questo perché, naturalmente, la separazione o il divorzio non fanno venir meno la responsabilità genitoriale e ciò significa che le decisioni più importanti riguardanti la vita dei figli devono essere assunte insieme: istruzione, salute, educazione e, naturalmente, anche gli aspetti che riguardano la possibilità di espatriare.

In caso di mancato accordo, il genitore interessato, in passato, doveva rivolgersi al Giudice Tutelare per ottenere un provvedimento sostitutivo del consenso mancante; oggi, la competenza è del Tribunale ordinario che già si occupa della gestione della crisi familiare e delle questioni riguardanti il minore.

In ogni caso, il fine è quello di spiegare al Giudice le ragioni per le quali, ad avviso del richiedente, il minore ha diritto e interesse a ottenere il documento. 

L'approccio attuale invita a riportare l'attenzione sul soggetto più importante della vicenda: il minore. Ogni decisione deve essere valutata alla luce del suo interesse concreto e compiuto e non delle tensioni esistenti tra gli adulti.

Nella mia esperienza professionale, la maggior parte delle controversie sui documenti dei figli potrebbe essere evitate con una comunicazione più chiara e tempestiva.
Informare l'altro genitore sul viaggio programmato, fornire dettagli sull'organizzazione, condividere date e recapiti spesso consente di prevenire inutili conflitti.

Quando, però, il dialogo diventa impossibile e il dissenso appare immotivato, l'ordinamento offre oggi strumenti più efficienti per tutelare il diritto del minore a vivere esperienze formative, culturali e personali importanti.

D’altra parte, dietro alla richiesta di passaporto non c'è soltanto un documento amministrativo: molto spesso c'è la possibilità per un bambino o un ragazzo di conoscere il mondo, crescere e costruire nuove esperienze.

Avv. Marzia Coppola 
studio@marziacoppola.it
 

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Libero Quotidiano