Rifiuti, l’Associazione Diritti, cultura e sviluppo a Sea-s: “Sistema che non risponde ai bisogni reali”
- Postato il 30 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. “Un numero importante di cittadini non si sente rispettato dalle azioni portate avanti nei mesi dall’azienda dei rifiuti SEA-S e dall’amministrazione comunale. Nel dibattito pubblico abbiamo assistito più volte a tentativi di minimizzare il malcontento, accompagnati da narrazioni che attribuiscono le responsabilità del degrado urbano ai cittadini, ad esempio a chi non avrebbe ritirato il kit per la raccolta differenziata, per poi risultare nei sistemi e ricevere le scuse per errori tecnici non imputabili all’utente”. Così Alice Greta Marino, presidente dell’associazione Diritti, Cultura e Sviluppo replica alle dichiarazioni dell’amministratore delegato di Sea-s.
“Oggi si insiste sul rispetto rigoroso di giorni e orari di conferimento – continua – come condizione per il decoro urbano. Ma i cittadini continuano a chiedersi: come si può pretendere l’applicazione di regole così rigide solo in alcune zone della città, mentre il centro ottocentesco ne resta sollevato? È stato dimostrato più volte che tali modalità risultano difficili, per alcuni impraticabili, Savona presenta caratteristiche specifiche, tra cui un elevato numero di seconde case e una necessità concreta di conferire i rifiuti anche al di fuori di schemi rigidi. Ignorare questa realtà significa continuare a proporre un sistema che non risponde ai bisogni reali. Il piano di raccolta ormai noto, è stato più volte modificato, senza però risolvere le criticità principali”.
“La collaborazione sul tema rifiuti, con l’attuale amministrazione, non è stata possibile, ci auguriamo che lo possa essere con la futura. Come cittadini e attivisti faremo tutto il possibile affinché si trovi una soluzione migliore insieme all’azienda.
La città ha bisogno di un sistema all’avanguardia, comodo e semplice, progettato per permettere ai cittadini di conferire i rifiuti quando necessario, e non vincolato a modalità che, nei fatti, si stanno dimostrando inefficaci. Ieri alle Fornaci i cinghiali hanno spaventato diverse persone e frugato sparpagliando rifiuti e rovesciando cassonetti in diversi punti del litorale, ora mi chiedo: possibile che nessuno pensi alle conseguenze sanitarie che ci possono essere?”
“Ai lavoratori – prosegue – che raccolgono il disastro che si viene a creare con questa modalità che prevede i sacchi nel suolo pubblico? E non si parla di “fuori orario” ma di rispetto del calendario e problemi legati alla progettazione errata.
“Infine come presidente di associazione, ieri ho ricevuto segnalazioni di mancato ritiri, che poi hanno ricevuto l’adesivo configurandosi come errore dell’utente quando questo non era. I cittadini sono esausti, io compresa, mi sto chiedendo cosa poter fare per portare avanti la richiesta certa di oltre 5000 cittadini”, conclude.
Nel frattempo le associazioni scrivono ad Arera: ”
La raccolta differenziata è gestita male e in modo diverso tra cittadini – spiegano i firmatari – ma tutti pagano la stessa tassa, ma ricevono servizi non uguali. Il sistema crea disagi e possibili problemi igienici. Si sospetta la violazione di diverse leggi. Chiediamo un intervento per rendere il servizio più equo e conforme alle norme”.
I firmatari della lettera sono Alice Greta Marino per l’associazione diritti cultura e sviluppo, Franco Fenoglio per UPPI, Giulio Bronzo per comitato inquilini Arte, Procopio per comitato Villapiana, assoutenti e Don Lupino chiesa Sacro cuore).
Nel frattempo le associazioni scrivono ad Arera: “Chiediamo un intervento per avere un servizio più equo”.