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Restituzione fiscale, la proposta di Avs: “Riforma Irpef progressiva, meno tasse ai lavoratori e di più ai super ricchi”

  • Postato il 8 ottobre 2026
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  • Di Genova24
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Restituzione fiscale, la proposta di Avs: “Riforma Irpef progressiva, meno tasse ai lavoratori e di più ai super ricchi”

Genova. Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato “Restituzione fiscale”, un pacchetto di riforma del sistema tributario italiano che consente di tagliare le tasse al 98% dei contribuenti attraverso una rimodulazione dell’IRPEF e l’introduzione di una patrimoniale esclusivamente sui patrimoni superiori ai 5 milioni di euro. La proposta, composta da due progetti di legge, punta ad alleggerire il carico fiscale su chi lavora facendo contribuire maggiormente le grandi ricchezze e recuperando l’evasione, il tutto senza aumentare il debito pubblico.

Il cuore della riforma è la sostituzione delle attuali aliquote IRPEF con un’unica funzione continua progressiva, come già avviene in Germania e Danimarca. Secondo le proiezioni su dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze, 41,5 milioni di contribuenti vedrebbero diminuire le proprie tasse. Per il ceto medio, tra 20.000 e 40.000 euro annui, il taglio medio sarebbe del 29%, circa 1.200 euro all’anno: cento euro in più al mese nelle tasche di insegnanti, infermieri, operai, commessi e camerieri. Per chi guadagna 20.000 euro il taglio arriverebbe al 64%, mentre per le fasce più deboli, sotto i 20.000 euro, la riduzione sarebbe dell’85%.

A finanziare il taglio delle tasse contribuirebbe una tassa patrimoniale annuale progressiva applicata esclusivamente a chi possiede un patrimonio netto superiore a 5,4 milioni di euro, pari allo 0,1% più ricco della popolazione italiana. “Non si tratta di colpire la classe media o i benestanti, ma i super-ricchi – spiegano Carla Nattero, segretaria regionale di Sinistra Italiana Liguria – AVS e Simona Simonetti, co-portavoce regionale di Europa Verde Liguria – AVS – ed infatti gli stessi dati dimostrano come il 7% più ricco paga un’aliquota effettiva media del 32,6% contro il 45% di un lavoratore dipendente della classe media.”

La patrimoniale, modellata su quella introdotta in Spagna dal governo Sánchez, garantirebbe un gettito di 15,9 miliardi di euro annui, concentrati per 15 miliardi nell’ultimo scaglione (oltre i 10 milioni di euro). Per scongiurare fughe di capitali è prevista un’exit tax del 26% sulle plusvalenze latenti in caso di trasferimento all’estero.

Il costo complessivo della riforma ammonta a 22 miliardi di euro l’anno, coperti per 15 miliardi dalla patrimoniale e per i restanti 7 dalla lotta all’evasione fiscale. “Ogni euro recuperato da una serrata lotta all’evasione viene restituito ai lavoratori – sintetizzano Nattero e Simonetti – e la nostra proposta intende chiudere con la stagione dei condoni e dei ‘furbetti’ che campano sulle spalle di chi paga le tasse”.

Alleanza Verdi e Sinistra definisce la proposta una “rivoluzione copernicana” perché sposta il carico fiscale dal lavoro alla rendita e punta a restituire progressività a un sistema considerato regressivo nella parte alta della distribuzione. Secondo AVS, mentre la destra ha raccontato per 40 anni di tagliare le tasse consentendo in realtà ai ricchi di arricchirsi ulteriormente e agli evasori di continuare a evadere, questa riforma mostra concretamente come redistribuire il peso fiscale.

La riforma si ispira a modelli già collaudati: la funzione continua IRPEF è utilizzata da Germania e Danimarca, mentre la patrimoniale trova riferimento in Spagna, Norvegia e Svizzera. Quella spagnola, dichiarata costituzionale, applica aliquote dell’1,7%, 2,1% e 3,5%. L’obiettivo dichiarato di AVS è che Italia e Spagna diventino “capofila per l’estensione di questa proposta a tutta l’Europa”.

Autore
Genova24

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