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Regista, attore e sceneggiatore, Paolo Ruffini si racconta: "Le mie riflessioni sono sull'inclusione e la fragilità"

  • Postato il 25 luglio 2026
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  • Di Libero Quotidiano
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Regista, attore e sceneggiatore, Paolo Ruffini si racconta: "Le mie riflessioni sono sull'inclusione e la fragilità"
Regista, attore e sceneggiatore, Paolo Ruffini si racconta: "Le mie riflessioni sono sull'inclusione e la fragilità"

Avendo visto per anni Paolo Ruffini nei panni del comico di classe dove ha ottenuto applausi da critica e pubblico, incontralo per questa intervista è stato sorprendente. Il suo innato carisma unito ai sentimenti puri, decisamente rari in questo periodo, lo fanno diventare ai nostri occhi un uomo unico, un amico di cui ti puoi fidare. E per ciò che sta creando, in questa società che non vive di emozioni, va considerato un gesto raro. Ma sentiamo cosa ci racconta:

Ruffini, da regista  ha messo in scena “L' Alzheimer “ nel docufilm “Perdutamente” riuscendo ad unire dolore e forza. Eppure faceva il comico... 
“Sì, è vero, ma oggi sarei diverso. Però ammetto che sarebbe più difficile trovare qualcosa  di comico...”
Infatti sta lavorando sulla disabilità. Perché? 
“E' un punto importante in cui credo, ma senza pietismi. La pietà crea ostacoli, lontananza, differenza. Aggiungere anche una certa  comicità può abbattere le differenze”:  
So che scrive anche testi per i bambini Down . Cosa le piace? 
“La sensibilità. Li chiamano bambini, ma molti di loro hanno anche 50 anni. A teatro sono stupendi, seguono tutti gli insegnamenti. Non capisco perché c'è gente che li emargina. Io li trovo splendidi , ammetto  di non essere un teologo,  però loro mi stupiscono sempre. Vorrei che fossero giudicati come gli altri, nel mio podcast Il Baby sitter, dove c'è scritto, quando diventerai piccolo capirai, lascio una grande libertà ai bambini, voglio che siano loro a raccontare il mondo”. 
Qual è la cosa più brutta che sta creando questa società spesso “malata”? 
“Ci stanno togliendo la fantasia, vivendo tra mille paure. Ho presentato il libro “Io sono perfetto” (Edizioni La nave di Teseo), sulle fragilità ci sono molte riflessioni, come sull'amore”.

Dal 27 luglio sarà in onda su Radio 24 con “Come stai? E non risponde: tutto bene. Un programma dedicato alla salute mentale”.
Prima di chiudere, devo farle questa domanda: un attore noto, un regista di talento, un comico molto amato dal pubblico perché cambia il volto alla sua vita? 
“E' morto mio padre, lo amavo. Poi c'era il Covid, e il tempo mi ha fatto riflettere. E' lì che sono cambiato. Ma continuerò a fare il mio lavoro. Ho già un'idea in mente: sto scrivendo una storia, senta se le piace: un tizio prende una botta in testa e diventa il maestro di Mussolini. Ovviamente, tutto in chiave ironica. Mentre a teatro, farò anche il badante. Il 10 ottobre sarò al Verdi di Firenze”.
 

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Autore
Libero Quotidiano

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