Referendum sottosegretari, il Tar rinvia la Regione Calabria al giudice ordinario
- Postato il 11 settembre 2026
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- Di Quotidiano del Sud
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Il Quotidiano del Sud
Referendum sottosegretari, il Tar rinvia la Regione Calabria al giudice ordinario
Il centrosinistra in Calabria incassa un’altra vittoria sul referendum sui sottosegretari: il Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso della Regione. La competenza, dicono i giudici, è del giudice ordinario
Il Tar Calabria ha dichiarato inammissibile il ricorso della Regione Calabria contro il decreto con cui l’ufficio centrale della Corte d’Appello ha disposto il referendum sui sottosegretari. La sentenza è stata depositata oggi (11 settembre 2025), a dieci giorni circa dall’udienza in camera di consiglio.
Se la Regione vorrà continuare il contenzioso, con la Corte d’Appello e con i consiglieri di centrosinistra che il referendum lo hanno chiesto, dovrà rivolgersi al giudice ordinario.
Il Tribunale amministrativo non è entrato nel merito della questione. I giudici – che avevano già negato alla Regione la sospensiva d’urgenza perché la materia era così complessa da non poter essere decisa in sede monocratica – hanno concordato sul fatto che il provvedimento della Corte d’Appello non rientrasse nelle competenze della giustizia amministrativa.
COSA DICE LA SENTENZA DEL TAR CALABRIA
Nella sentenza c’è un punto a favore della Regione: il Tar esclude che la decisione dell’Ufficio centrale sia sottratta al sindacato giurisdizionale. Ovvero, che non possa essere impugnata. I giudici, rispetto a una delle obiezioni mosse dalla difesa, spiegano che il paragone con l’Ufficio centrale per il referendum presso la Cassazione non funziona. L’ufficio centrale presso la Cassazione applica un controllo formale, ma non decide sui ricorsi. In questo caso invece l’Ufficio centrale della Corte d’Appello di Catanzaro ha deciso su un contenzioso.
Dal momento quindi che la funzione svolta dall’Ufficio centrale è stata di natura giurisdizionale, il provvedimento può essere impugnato solo davanti al giudice ordinario. Ma anche nel caso in cui la decisione non avesse natura giurisdizionale, dice il Tar, la conclusione non cambia: la controversia riguarda diritti soggettivi pubblici dei promotori del referendum e non l’esercizio di un potere amministrativo. Tocca quindi al giudice ordinario pronunciarsi.
Il Tar, quindi, non dice che il referendum (intanto fissato per fine novembre) sia illegittimo né si pronuncia sulla possibilità di chiedere il referendum sulla modifica che nello Statuto ha introdotto i sottosegretari. Dice che la Regione Calabria ha scelto il giudice sbagliato. La Cittadella ora ha la possibilità di continuare il contenzioso e di riproporre il ricorso davanti al giudice ordinario.
La battaglia giudiziaria, insomma, potrebbe essere ancora lunga.
Il Quotidiano del Sud.
Referendum sottosegretari, il Tar rinvia la Regione Calabria al giudice ordinario