Real Cittadella di Messina, il monumento simbolo dello Stretto corre per il FAI 2026
- Postato il 6 giugno 2026
- Storia Arte Cultura
- Di Paese Italia Press
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
di Rosa Maria Lucifora
I primi greci che, intorno alla metà dell’VIII secolo a.C., approdarono sulla sponda siciliana dello Stretto rimasero verosimilmente impressionati dalla penisoletta a forma di falce e scelsero per la città che si accingevano a fondare il nome di Zancle, termine che richiamava proprio quella particolare conformazione geografica. Grati alla divinità che li aveva guidati – probabilmente Artemide – eressero presso l’approdo un tempio di cui oggi restano tracce più nell’archeologia che nella mitologia.
Quel luogo mantenne nei secoli una forte sacralità. Lo testimonia il nome stesso della penisola, legato alla memoria di San Ranieri, che qui avrebbe ricercato l’ascesi nel XII secolo, e successivamente impreziosita dalla celebre Lanterna di San Ranieri, opera di Giovanni Angelo Montorsoli.

Poco distante si erge il massiccio edificio circolare che oggi sostiene la Madonnina tanto cara ai messinesi: nel 1131 Ruggero II lo fece edificare per accogliere i monaci italo-greci e farne il cuore dell’Archimandritato del Santissimo Salvatore, la vasta arcidiocesi siculo-calabra voluta dal sovrano normanno per riorganizzare il clero di rito greco disperso dopo la dominazione islamica.
Nel corso dei secoli il magnifico porto naturale di Messina, profondo e ben protetto dal mare aperto, rese la città uno snodo fondamentale delle rotte mediterranee, favorendo un dinamismo economico che calamità naturali, guerre e pestilenze riuscirono solo a rallentare, senza interromperlo del tutto fino al secondo dopoguerra, quando i mutamenti nei sistemi di trasporto modificarono profondamente il ruolo dello scalo peloritano.
La cosiddetta “zona falcata” fu presto riconosciuta anche come punto strategico per la difesa militare. Dopo lo sbarco di Carlo V a Messina nel 1535, il monastero del Santissimo Salvatore venne trasformato in fortezza militare, costringendo i monaci a trasferirsi altrove. Tuttavia, quella struttura si rivelò meno solida del previsto: durante la rivolta antispagnola del 1674, sostenuta dai francesi, fu espugnata con relativa facilità.
La riconquista spagnola portò a dure punizioni per la città: oltre a incarcerazioni e condanne dei rivoltosi, Messina perse la Zecca, l’Archivio documentario e parte della propria autonomia universitaria. Fu in quel contesto che tra il 1680 e il 1686 sorse la nuova Real Cittadella, costruita sulla punta estrema della Penisola di San Ranieri per sorvegliare non soltanto il mare, ma anche gli umori della popolazione cittadina.
La fortezza rispecchia l’ambizioso progetto del regio architetto Karl von Grunenberg, che la concepì come un imponente pentagono formato da cinque bastioni. Da qui lo sguardo abbraccia i Colli Peloritani e lo Stretto, offrendo un panorama di straordinaria suggestione e, un tempo, una posizione difensiva pressoché imprendibile.

Eppure, nei secoli, la Real Cittadella ha dovuto fare i conti non solo con terremoti e salsedine, ma anche con gli effetti dell’intervento umano: ristrutturazioni portuali, nuove infrastrutture, saccheggi di materiale edilizio, asportazioni architettoniche e degrado ambientale hanno profondamente ferito il monumento. Nonostante ciò, la fortezza conserva ancora oggi una monumentalità capace di raccontare la grandezza storica di Messina.

.Per richiamare l’attenzione sull’urgenza di restituire dignità a questo straordinario patrimonio, un comitato spontaneo di cittadini impegnati nel volontariato culturale ha promosso la candidatura della Real Cittadella alla campagna “Luoghi del Cuore” FAI 2026.
Un risultato significativo potrebbe contribuire concretamente alla salvaguardia del monumento e dell’intera area circostante.
L’appello ai cittadini è semplice ma importante: sostenere la candidatura con un voto sul sito ufficiale del FAI, affinché uno dei simboli più imponenti dello Stretto possa tornare al centro dell’attenzione culturale e civile della città.
@Riproduzione riservata
L'articolo Real Cittadella di Messina, il monumento simbolo dello Stretto corre per il FAI 2026 proviene da Paese Italia Press.