Ravenna, l'inchiesta dei certificati anti-cpr: otto dottori sotto indagine
- Postato il 31 maggio 2026
- Di Tgcom24
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Ravenna, l'inchiesta dei certificati anti-cpr: otto dottori sotto indagine
"Il modo per esprimere il dissenso è la non idoneità", scrive candidamente uno dei medici coinvolti nell’inchiesta della procura di Ravenna sui presunti certificati anti rimpatrio per i migranti. Parole contenute nelle chat estratte dai cellulari sequestrati agli otto dottori finiti sotto indagine. L'ipotesi di reato è falso in atto pubblico; lo scopo evitare, grazie a certificati fatti ad arte, i trasferimenti dei migranti nei cpr: "Visto cosa sono i centri di rimpatrio per me è una questione etica" - scrive uno dei professionisti coinvolti per poi aggiungere - ...è in corso una campagna al riguardo che alcuni di noi abbracciano". E quegli "alcuni" non sarebbero solo gli 8 medici sotto inchiesta, per i quali è già scattata la sospensione cauetalare dal servizio, ce ne sarebbero molti altri. Molti dei 34 extracomunitari dichiarati "inidonei", una volta liberi, si sono resi responsabili di numerosi reati. In ordine sparso: furto, spaccio, rapina, minacce, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Clamoroso il caso di un uomo originario della Guinea che per ben due volte ottiene il certificato anti cpr. Rimesso in libertà colleziona denunce a raffica per resistenza e minaccia a pubblico ufficiale, lesioni, rapina, furto e atti persecutori. Dello stesso livello il curriculum di un altro "non idoneo", un gambiano che viene denunciato per violenza a pubblico ufficiale, rapina e per due volte anche per furto aggravato. Quando si dice un "criminale certificato"... Continua a leggere...