Rari Nantes Savona, l’ultima calottinna di Valerio Rizzo: la “Zanelli” celebra la leggenda biancorossa
- Postato il 20 giugno 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. Finisce ufficialmente un’era nella Rari Nantes Savona con l’ultima partita disputata da Valerio Rizzo. Dopo 37 anni di attività, 682 presenze con i biancorossi e 94 presenze con la Nazionale italiana, lo storico capitano ha deciso di appendere la calottina al chiodo.
Nel pre partita contro il Brescia, alla piscina “Zanelli” il presidente Daniele Polti e il vice presidente Giuseppe Gervasio gli hanno consegnato una targa celebrativa. Poi nel post altri momenti intensi: dell’abbraccio commosso con i compagni di squadra e le persone dell’ambiente Rari, fino all’abbraccio di tutta la gente di Savona presente sugli spalti.
Per Rizzo, alla sua ultima intervista da giocatore, è subito tempo di ringraziamenti: “Ringrazio ovviamente tutto l’ambiente, tutta la piscina, tutti i savonesi, i miei compagni e la società. Ringrazio tutte le persone che in questi anni mi hanno accompagnato in questa carriera lunghissima, che oggi si è fermata dal punto di vista agonistico in acqua, ma che continuerà sotto altre vesti perché la Rari rimarrà per sempre con me e io rimarrò per sempre con la Rari“.
Sulla partita “Non siamo riusciti a correggere gli errori che avevamo commesso in Gara 1. È venuta fuori una partita più brillante da parte nostra, con più cuore e più carattere perché in casa nostra volevamo vincere, ma non siamo riusciti a correggere il tiro e abbiamo commesso tanti errori. Io per primo mi metto davanti a tutti, ho sbagliato le prime azioni e abbiamo subito troppo. Il risultato purtroppo è giusto. Non so se la differenza sia stata così ampia tra le due partite, ma bisogna dare merito a loro. Questa squadra però ha un futuro: i giovani sono pronti e questa sera lo hanno dimostrato. Devono continuare a migliorare. Forza Rari”.
I suoi ultimi minuti sono stati vissuti con particolare patos: “Sono passate tante immagini, tante emozioni e tante sensazioni vissute in questi anni qui a Savona. Una Rari che, soprattutto negli ultimi anni, ha giocato sempre ad alti livelli, disputando la Champions League ed entrando tra le prime otto d’Europa. Quest’anno abbiamo affrontato il Marsiglia, che poi ha vinto la Coppa Len. Non è facile restare a questi livelli, però la Rari ha fatto di tutto e c’è anche la mia firma in questi anni. Sono orgoglioso di questo. Sono stato presente dai tempi dell’ultimo Scudetto, quello del 2005, e oggi finisce anche per me quel capitolo perché ho smesso di giocare. La Rari è una società, una squadra, ma soprattutto una famiglia che lavora tutti i giorni per migliorarsi. Restare ad alti livelli è il certificato del lavoro quotidiano di tante persone appassionate che vogliono continuare a portare il nome della città avanti. Farò parte anche io di questo team”.
Valerio Rizzo resterà, quindi, all’interno della Rari Nantes Savona con un’altra veste: “Ci sarà sicuramente una parte tecnica e una parte più dirigenziale, per dare una mano alla società. È chiaro che non è vero che un giocatore bravo in acqua debba per forza diventare un bravo allenatore, vale in tutti gli sport, però il percorso tecnico è quello che oggi mi interessa maggiormente. Continuare a bordo vasca, non più in acqua ma con le partite e con il lavoro da allenatore, è quello che mi affascina di più e che seguirò sicuramente“.
E in questo aspetto giocherà un ruolo importante coach Angelini, con il quale Rizzo ha un ottimo rapporto: “Con il mister Angelini ho avuto la fortuna di vivere tanti momenti: prima da avversari, poi insieme, poi allenato da lui e anche come capitano della sua squadra. Per me è un ulteriore motivo d’orgoglio poter rimanere qui dentro. Uso il termine “chioccia”, spero che lui non se la prenda: essere al suo fianco sarà un percorso importante, perché smettere di giocare e passare dall’altra parte non è automatico. Sono molto contento che ci sia lui e spero di affidarmi il più possibile alla sua guida. Mi auguro un buon futuro”.
“Sono tante le immagini che porto nel cuore. La prima è sicuramente l’ultima partita dello Scudetto del 2005 qui a Savona, quando la piscina era ancora scoperta e giocammo sotto un diluvio universale. Vincemmo, uscii dall’acqua e abbracciai le persone che erano accanto a me: erano più bagnate loro di me, anche se io ero appena uscito dalla vasca. Tutta Savona era rimasta lì per vedere quello che poi è stato un trionfo. La seconda immagine riguarda invece una prestazione personale: la vittoria dell’Euro Cup, allora chiamata Coppa Len, qui a Savona. In quella finale segnai sette gol e diedi un contributo importante alla vittoria finale. Sono queste le due immagini che mi porto dietro, ma spero di poterle arricchire ancora con altri risultati in altri ruoli“, conclude.