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Ranucci, la telefonata che incastra Valter Lavitola? "Tutto dipende da lui"

  • Postato il 8 luglio 2026
  • Italia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 4 min di lettura
Ranucci, la telefonata che incastra Valter Lavitola? "Tutto dipende da lui"
Ranucci, la telefonata che incastra Valter Lavitola? "Tutto dipende da lui"

C'è un'intercettazione che incastrerebbe Valter Lavitola, per i pm mandante dell'attentato a Sigfrido Ranucci. Dopo l'esplosione dell'ordigno davanti casa del giornalista di Rai 3, Gomes Tavares Clesio secondo gli inquirenti della procura di Roma è l'intermediario - lascia l'Italia per raggiungere il Camerun. È proprio una conversazione tra l'uomo e la fidanzata a far vacillare la posizione di Lavitola. Gomes si trova nell'Africa Centrale. La fidanzata, al telefono, si lamenta "perché non è ancora rientrato in Italia e cita tale Valter" come responsabile: "Tutto dipende da lui". Nelle carte dell'inchiesta - riporta La Stampa - si legge come Lavitola "si sia interessato all'immediato allontanamento dell'uomo dal Paese e si sia anche preoccupato della sua assistenza legale".


Dipendente del ristorante di pesce Cefalù Bistrot di Monteverde proprio di Lavitola, Gomes avrebbe ingaggiato i membri del commando dell'attentato al conduttore di Report. A quanto emerge dagli atti, Gomes avrebbe ingaggiato Pellegrino D'Avino, Antonio Passariello, Saverio Mutone e Marika De Filippis (già arrestati nei giorni scorsi) per piazzare l'ordigno, realizzato con gelatina di cava, "che avrebbe potuto determinare conseguenze devastanti".

 

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Sempre Gomes avrebbe messo a disposizione della banda le auto per raggiungere Roma dalla Campania. Negli atti dell'indagine, si legge poi come l'uomo avesse anche organizzato la fuga dei membri del commando, garantito risorse economiche e carte di credito. "Ti danno i soldi e per 10-15 giorni ti vai a divertire". L'obiettivo: proprio allontanare gli autori dell'attentato dall'Italia. Ricostruzioni che hanno sconvolto Ranucci. Intervistato dal Corriere della Sera, il conduttore ha ammesso: "Io posso solo pensare che lui non avrebbe mai voluto fare del male a me e alla mia famiglia. Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura e in quello dei nuclei dei carabinieri che stanno indagando su questa storia. Le loro indagini sono state straordinarie sotto ogni profilo, anche quello etico e morale". 

 

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Autore
Libero Quotidiano

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