Ranucci e Report, cosa nasconde chi si vergogna dello stipendio?
- Postato il 18 agosto 2026
- Politica
- Di Libero Quotidiano
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Ranucci e Report, cosa nasconde chi si vergogna dello stipendio?
Complimenti ai colleghi de Il Tempo che sono riusciti a mettere le mani sulle maxi, in alcuni casi mega, retribuzioni della squadra di giornalisti di Report capitanata da Sigfrido Ranucci. Si chiama “giornalismo di inchiesta” e trattandosi di soldi pubblici (paga mamma Rai, cioè noi tutti) è ridicolo appellarsi alla tutela della privacy, soprattutto da parte di colleghi che hanno costruito la loro carriera (e i loro stipendi) sulla metodica e costante violazione della privacy stessa (chiedere alla moglie dell’ex ministro Sangiuliano che si è ascoltata in prima serata su Report le sue telefonate private col marito che nulla avevano a che fare con l’inchiesta in corso).
Anni fa, per intenderci, L’Espresso fece uno scoop, pubblicò il compenso di Vittorio Feltri neo direttore de Il Giornale: “È il primo giornalista a guadagnare ottocento milioni di lire” diceva il titolo. Feltri annunciò querela: “Mi diffamano, io sono il primo a guadagnare oltre un miliardo”. Altri tempi, altri uomini, uno dovrebbe vergognarsi solo dei soldi che ruba, quelli guadagnati onestamente semmai dovrebbero costituire un vanto.
L’alzata di scudi degli interessati, delle sinistre e dei vertici della nostra categoria fa nascere il sospetto che in effetti in quelle retribuzioni ci sia qualche cosa da nascondere, almeno di poco chiaro nel senso che si può ipotizzare che Report fosse diventata – tanto è il divario con le retribuzioni medie dei giornalisti Rai - una repubblica a sé stante, fuori controllo in tutti i sensi.
Coraggio colleghi di Report, prendetela sportivamente: chi di scoop ferisce prima o poi di scoop perisce, è una vecchia regola dalla quale non si scappa. E quando accade andare a piagnucolare dai vari papà politici in cerca di protezione e comprensione non è cosa da “professione reporter” senza paura e senza macchia, è da sfigati travet (impiegato di livello basso, professionalmente grigio e modesto) del mestiere.
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