Ranucci chiede di tornare a Report: la partita non è chiusa
- Postato il 5 settembre 2026
- Attualità
- Di Paese Italia Press
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Generazione sintesi AI in corso…
di Francesco Mazzarella
Ranucci chiede di tornare a Report: la partita non è chiusa
La nuova conduzione ricompatta la redazione, ma Sigfrido Ranucci contesta la rimozione e punta al reintegro anche in via d’urgenza. E resta una domanda che riguarda la Rai prima ancora del giornalista: quali fatti hanno determinato realmente la sua rimozione?
di Fr@ncesco Mazzarella | Paese Italia Press
Questo editoriale aggiorna e prosegue la riflessione pubblicata il 28 agosto su Paese Italia Press: “Il caso Ranucci e la domanda che resta: chi garantisce la libertà di chi controlla il potere?”. Da allora il quadro è cambiato: la Rai ha individuato una nuova conduzione per Report, la redazione sembra aver ritrovato una maggiore compattezza, ma la contestazione di Sigfrido Ranucci nei confronti della decisione aziendale resta aperta.
Sembrava che la partita fosse ormai chiusa.
Sigfrido Ranucci fuori dalla conduzione di Report, una nuova squadra alla guida della trasmissione e la Rai intenzionata ad aprire una nuova fase del suo storico programma d’inchiesta.
Invece il caso è tutt’altro che concluso.
Ranucci, attraverso i propri legali, ha formalmente contestato la decisione della Rai, riservandosi ogni azione, anche cautelare e d’urgenza, finalizzata a ottenere la cessazione degli effetti del provvedimento e il ripristino della situazione precedente.
È questo l’elemento che mantiene aperta la partita.
Nel frattempo l’azienda ha trovato una soluzione per la trasmissione: Claudia Di Pasquale, storica inviata della squadra di Report, affiancherà Daniele Piervincenzi nella conduzione.
La scelta è stata accolta positivamente dalla redazione dopo giorni particolarmente difficili e dopo il passo indietro di Giulia Presutti.
Al centro del confronto interno sono rimaste due parole decisive: autonomia e indipendenza.
La stessa Di Pasquale ha rivendicato il metodo e il rigore con cui vengono costruite le inchieste della trasmissione.
Report, dunque, può ripartire.
Il paradosso
Ma proprio qui nasce il paradosso.
La crisi della redazione sembra almeno momentaneamente ricomposta; la nuova conduzione è stata individuata; l’intenzione dichiarata dall’azienda è quella di riportare la trasmissione in onda l’8 novembre.
Eppure rimane aperta la questione dalla quale tutto è cominciato.
Perché Sigfrido Ranucci è stato rimosso dalla conduzione di Report?
Non è una domanda retorica e non significa stabilire preventivamente che Ranucci abbia ragione o che la Rai abbia torto.
È una domanda di trasparenza.
La documentazione consegnata dalla Rai
Il 2 settembre la Rai ha consegnato ai legali del giornalista la documentazione richiesta nell’ambito dell’accesso agli atti.
Secondo quanto dichiarato dall’avvocato Roberto De Vita, tuttavia, l’azienda avrebbe comunicato di non voler esplicitare le ragioni di fatto e le circostanze poste alla base del provvedimento.
Ed è probabilmente questo uno dei punti più delicati dell’intera vicenda.
Un servizio pubblico deve poter cambiare un conduttore. Nessun giornalista può essere considerato proprietario di una trasmissione e nessun volto televisivo dovrebbe diventare insostituibile.
Ma proprio perché parliamo di servizio pubblico, una decisione così rilevante dovrebbe poter essere spiegata con altrettanta chiarezza.
Soprattutto quando riguarda uno dei programmi d’inchiesta più conosciuti della Rai e quando quella decisione provoca una reazione così forte all’interno della stessa redazione.
Non con Ranucci o contro Ranucci
La domanda quindi non dovrebbe essere:
Siamo con Ranucci o contro Ranucci?
Sarebbe troppo semplice e trasformerebbe ancora una volta una questione che riguarda l’informazione pubblica nell’ennesimo scontro tra tifoserie politiche.
La domanda dovrebbe essere un’altra:
Quali sono i fatti?
Se esistono elementi professionali, editoriali o aziendali tali da giustificare l’allontanamento di Ranucci dalla conduzione, la Rai ha non soltanto il diritto di assumere le proprie decisioni, ma anche la responsabilità di sostenerle e spiegarle.
Se invece questi elementi non vengono indicati chiaramente, il problema supera il destino professionale di un singolo giornalista.
Diventa un problema di credibilità dell’istituzione.
Una redazione non è soltanto un insieme di persone
C’è poi un altro elemento che merita attenzione.
La reazione della redazione ha dimostrato che una comunità professionale non è semplicemente la somma delle persone che la compongono.
Possiede una storia, un metodo, relazioni, competenze e una propria identità.
La scelta di Claudia Di Pasquale sembra avere riconosciuto almeno in parte questa realtà.
È una giornalista cresciuta dentro quell’esperienza e la reazione positiva della squadra dimostra quanto questo elemento sia stato importante.
Ma adesso comincia una fase nuova.
Ranucci contesta la sua rimozione.
La Rai ha scelto una nuova conduzione.
La redazione vuole difendere autonomia e indipendenza del programma.
Tre esigenze che potrebbero presto tornare a scontrarsi.
Il soggetto dimenticato: il pubblico
Per questo il caso Report non può essere considerato concluso.
E forse, oltre Ranucci, Di Pasquale, Piervincenzi e i vertici Rai, esiste un altro soggetto che troppo spesso dimentichiamo.
Sono i cittadini a finanziare il servizio pubblico.
Ed è innanzitutto a loro che dovrebbe essere garantito il diritto di comprendere perché vengono prese decisioni capaci di modificare profondamente uno dei principali programmi d’inchiesta della televisione italiana.
Non servono processi sommari.
Non servono nemmeno santificazioni.
Servono fatti, motivazioni e trasparenza.
Perché quando si parla di informazione pubblica, la domanda più importante non è mai soltanto chi conduce.
È quanto resta libero il giornalismo di fare domande.
Fr@ncesco Mazzarella
@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella
Il caso Ranucci e la domanda che resta: chi garantisce la libertà di chi controlla il potere?
Editoriale del 28 agosto 2026
Leggi l’articolo precedente →Fonti e approfondimenti
- ANSA – Contestazione formale dei legali di Sigfrido Ranucci alla decisione Rai e riserva di azioni anche cautelari e d’urgenza.
- ANSA – Documentazione consegnata dalla Rai ai legali il 2 settembre 2026 e dichiarazioni dell’avvocato Roberto De Vita.
- RaiNews – Nomina di Claudia Di Pasquale alla conduzione di Report insieme a Daniele Piervincenzi e posizione della redazione.
- Rai / Direzione Approfondimento – Indicazione dell’8 novembre come data prevista per il ritorno in onda di Report.
- Paese Italia Press – Francesco Mazzarella, “Il caso Ranucci e la domanda che resta: chi garantisce la libertà di chi controlla il potere?”, 28 agosto 2026.
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