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Raddoppio, il Comitato Territoriale: “Spostare la ferrovia a monte aumenta il traffico e gli incidenti stradali”

  • Postato il 11 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Raddoppio, il Comitato Territoriale: “Spostare la ferrovia a monte aumenta il traffico e gli incidenti stradali”

Lo spostamento a monte della ferrovia in provincia di Imperia ha determinato alcuni cambiamenti nella vita quotidiana dei cittadini. In primo luogo, ogni giorno migliaia di persone hanno rinunciato a utilizzare il treno per spostarsi perché nel nuovo tracciato le stazioni sono diminuite e sono più distanti dai centri abitanti rispetto alla precedente linea costiera.

Prendiamo come esempio la stazione di Diano Castello. Nel luglio 2023, questa stazione ha visto transitare una media di 472 passeggeri al giorno. Nel luglio 2016, prima dello spostamento, le stazioni di Diano Marina e Cervo (riassorbite successivamente nella stazione comprensoriale di Diano Castello) avevano un’utenza quotidiana di 882 passeggeri. In pratica, lo spostamento a monte ha fatto perdere alla ferrovia il 46% dei viaggiatori. Nello stesso lasso di tempo di 7 anni, le presenze turistiche annue a Diano Marina sono calate da 823 mila nel 2016 a 590 mila nel 2023, con un calo del 28%.
Queste persone ovviamente hanno dovuto continuare a viaggiare (per motivi di lavoro, studio o altro) e sono state costrette a utilizzare mezzi privati, in particolare l’automobile.

Quali sono state le conseguenze di questo cambiamento?
Per i singoli, c’è stato un aumento della spesa, perché il mezzo pubblico costa di meno rispetto a quello privato.
Per l’ambiente, c’è stato un incremento delle emissioni e quindi dell’inquinamento, con un peggioramento della qualità della vita.
L’aumento del traffico ha portato una ripercussione spesso sottovalutata: sono aumentati gli incidenti stradali, portando nel 2024 la provincia di Imperia ad avere il triste record nazionale con 492 incidenti ogni 100 mila abitanti contro una media nazionale di 294 incidenti.

In tutta Europa, gli Stati promuovono il mezzo pubblico per superare le difficoltà economiche e la crisi climatica. Il progetto di spostamento a monte va purtroppo nella direzione opposta: più veicoli privati, più spese, più inquinamento, più incidenti, minore accesso alle scuole, peggiore qualità della vita.

È un progetto che risale agli anni Novanta del secolo scorso e quindi obsoleto. Con le nuove conoscenze e le nuove tecnologie, emerse negli ultimi 30 anni, si possono trovare soluzioni più efficienti, sostenibili ed economiche, lasciando un servizio capillare.

Ci auguriamo che questa folle corsa si fermi, prima di andarsi a scontrare contro la dura realtà.

Il direttivo del Comitato Territoriale

Autore
Il Vostro Giornale

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