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Quando un attacco spegne un Paese

  • Postato il 13 agosto 2026
  • Di Focus.it
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  • 4 min di lettura
In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Quando un attacco spegne un Paese
Questo è il primo articolo di un percorso dedicato alla cybersicurezza, realizzato in collaborazione con DEAS: come sta cambiando, chi la minaccia oggi e perché riguarda sempre più da vicino la vita di tutti, non solo le aziende. DEAS è una realtà italiana specializzata in ricerca sulle minacce informatiche, simulazione di attacchi reali (Adversary Emulation) e protezione delle infrastrutture critiche: secondo i dati delle CTF (Capture The Flag) di Hack The Box, la società DEAS, fondata dall'imprenditrice Stefania Ranzato, rappresenta una delle migliori realtà al mondo nel settore della cybersicurezza. La sua esperienza sul campo è il punto di partenza per raccontare un tema che l'Italia non può più permettersi di considerare marginale.. Per sei giorni, nel maggio 2021, metà della costa orientale degli Stati Uniti è rimasta senza benzina. Nello stesso mese, in un ospedale irlandese, medici e infermieri hanno dovuto tornare a carta e penna perché i computer non rispondevano più. Non erano guasti. Erano le conseguenze di due attacchi informatici, e insieme raccontano quanto sia cambiato, negli ultimi quindici anni, il vero bersaglio della cybersicurezza.Dall'energia alla sanità. Il 7 maggio 2021 il gruppo criminale DarkSide colpisce con un ransomware i sistemi informatici di Colonial Pipeline, la società che gestisce l'oleodotto che fornisce circa il 45% del diesel, della benzina e del carburante per aerei della costa orientale degli Stati Uniti. Per prudenza, l'azienda blocca l'intera rete di 8.850 chilometri di condutture, lasciandola ferma per sei giorni. Gli aggressori, prima di cifrare i sistemi, sottraggono circa 100 gigabyte di dati sensibili: è lo schema della doppia estorsione, cifrare e minacciare di pubblicare. Colonial Pipeline finisce per pagare un riscatto di circa 4,4 milioni di dollari in criptovaluta. Codice alla mano, non è un caso isolato: una settimana dopo si scopre che gli stessi aggressori avevano colpito anche Toshiba e altre tre organizzazioni.. Una settimana più tardi, il 14 maggio, in Irlanda il gruppo Conti colpisce l'Health Service Executive (HSE), l'ente che gestisce il servizio sanitario nazionale: tutti i sistemi informatici dell'HSE vengono spenti in tutto il Paese per contenere il danno. Gli aggressori chiedono un riscatto di 19.999.000 dollari, che l'ente rifiuta di pagare, ricevendo comunque in seguito uno strumento gratuito di decifrazione. Il conto finale, secondo l'analisi tecnica pubblicata dall'Idaho National Laboratory, è pesante: oltre alla perdita di disponibilità dei sistemi e a quattro mesi di tempi di recupero, l'attacco compromette dati sanitari riservati, genera cause legali da parte dei pazienti e comporta un costo di recupero stimato in circa 100 milioni di dollari.. Il meccanismo. Due episodi diversi, un'unica tendenza: i danni non si misurano più solo in dati rubati, ma in ospedali, carburante, produzione industriale che si fermano. Il motivo è strutturale: la parte essenziale del funzionamento di fabbriche, reti elettriche, ospedali, trasporti e banche oggi passa da sistemi digitali interconnessi. Chi attacca quei sistemi non punta più, o non solo, a rubare informazioni, ma a interrompere un processo: fermare una produzione, bloccare una filiera, rallentare una decisione, fare pressione economica.È cambiato anche chi attacca. Al "ragazzino" solitario si sono affiancate organizzazioni criminali strutturate, spesso organizzate come vere aziende con divisioni tecniche e commerciali, e gruppi legati a Stati. Capire una minaccia di questo tipo richiede quindi qualcosa in più della sola analisi tecnica: serve capire chi c'è dietro, con quali obiettivi e quanto è capace di adattarsi.Su questo terreno lavora DEAS, azienda italiana specializzata in ricerca sulle minacce e Adversary Emulation, la simulazione controllata di attacchi reali per testare la tenuta di aziende e infrastrutture prima che sia un vero avversario a farlo.. La conseguenza, vista dall'Italia. Il problema non è più solo americano o irlandese spiegano gli esperti DEAS. Secondo l'ultimo Rapporto Clusit, che fotografa lo scenario 2025, nel mondo sono stati registrati 5.265 incidenti informatici gravi, il 49% in più rispetto al 2024. L'Italia, pur pesando una frazione minima del Pil mondiale, ha subito 507 incidenti di particolare gravità, pari al 9,6% del totale globale, con una crescita del 42% sull'anno precedente. Nell'arco degli ultimi cinque anni, gli incidenti noti contro organizzazioni italiane sono stati complessivamente 1.432: un bersaglio ricorrente, non occasionale.Da qui nasce un concetto che - ci spiegano i tecnici DEAS - nei prossimi anni diventerà sempre più centrale: la continuità strategica, cioè la capacità di un'organizzazione, o di un intero Paese, di continuare a svolgere le proprie funzioni essenziali anche mentre è sotto attacco. Non significa solo ripristinare i sistemi dopo l'incidente, come ha dovuto fare l'HSE in quattro mesi, ma limitarne i danni mentre è ancora in corso.L'intelligenza artificiale renderà lo scenario più veloce su entrambi i fronti, accelerando sia gli attacchi sia le difese. Secondo DEAS, a fare la differenza, però, resteranno la qualità delle decisioni e la capacità di leggere in anticipo il comportamento di chi attacca: variabili che nessun algoritmo, da solo, può sostituire del tutto..
Autore
Focus.it

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