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Qual è la differenza tra brutto sogno e incubo?

  • Postato il 9 ottobre 2026
  • Di Focus.it
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In sintesi

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Qual è la differenza tra brutto sogno e incubo?
Apriamo gli occhi ed ecco il sollievo: "era solo un brutto sogno": nessuno ci sta inseguendo, i nostri cari stanno bene, non esiste nessun insetto gigante che potrebbe attaccarci ecc. Al risveglio, quando tutto torna chiaro, i sogni ritornano là dove devono stare: confinati nell'imagginazione. E di solito vengono dimenticati nel giro di pochi minuti. Ma non è sempre così e l'impressione sgradevole lasciata da quelli più negativi qualche volta può durare.. Definizione e differenze Da qualche decennio la scienza ha cominciato a studiare proprio i brutti sogni. E gli incubi, naturalmente, che però non sono la stessa cosa: secondo la definizione medica, questi ultimi sono sogni caratterizzati da terrore o minacce all'integrità fisica, in cui le immagini visive e lo stress emotivo causano il risveglio improvviso. I brutti sogni invece sono considerati esperienze oniriche sgradevoli, che però non implicano l'interruzione del sonno e vengono ricordati solo al risveglio (che sia naturale o provocato da un rumore, per esempio una sveglia o una voce). Insomma, se ci si sveglia di colpo, magari sudati e con il cuore in gola, si tratta di un incubo, altrimenti no.. Frequenza Del resto, i brutti sogni sono quattro volte più comuni rispetto agli incubi: il 90% delle persone sostiene di farne almeno uno all'anno, il 30% uno al mese e il 10% uno a settimana.. E si tratta più di donne che di uomini, mentre durante l'infanzia e l'adolescenza la frequenza per maschi e femmine è la stessa. Va detto poi che – mentre i brutti sogni sono pressoché universali – gli incubi non riguardano tutti: uno studio condotto l'anno scorso alla Swansea University (Gran Bretagna) evidenzia che tra gli adulti esiste un 6-7% di persone che dichiara di non averne mai avuto nemmeno uno e in generale solo il 4,8% delle donne e il 2,9% degli uomini ne soffre in modo abituale.. La struttura narrativa di sogni e incubi Gli studi hanno inoltre dimostrato che i due fenomeni si distinguono tra loro anche per "struttura narrativa". Una ricerca condotta all'Università di Montreal (Canada) mostra infatti che i brutti sogni sono veicoli di minacce soprattutto psicologiche: hanno come tema dominante i conflitti interpersonali, le incomprensioni, i rifiuti e le preoccupazioni, mentre gli incubi riguardano principalmente aggressioni, inseguimenti, presenze inquietanti, vale a dire minacce fisiche. Una curiosità: nello studio canadese, la caduta nel vuoto – che molti associano all'incubo per eccellenza – è risultata rara (appena l'1,5%), ed è stata catalogata tra gli incidenti.. A cosa servono? Ma a che serve il brutto sogno? Secondo le teorie attualmente accettate, tutti i sogni hanno due funzioni principali: consolidare i ricordi riordinandoli anche rispetto alle esperienze passate e smorzare le emozioni legate a questi ricordi.. E tra le emozioni, quelle che psicologicamente ci disturbano di più sono di certo la rabbia, la tristezza e la paura: ecco perché il cervello deve metterle in scena per poterne assumere il controllo. Così, inevitabilmente, oltre ai sogni belli e a quelli neutri arrivano anche i sogni brutti. Ma non è un male.. Il sogno catartico e l'elaborazione del dolore I ricercatori dell'Università di Ginevra hanno studiato proprio il cosiddetto "sogno catartico": quello che appunto serve a trovare risposte o vie d'uscita (anche fantasiose) da una situazione che nella realtà ci riempie di angoscia e che magari non ha soluzione. Si tratta appunto di brutti sogni, ma con un "lieto fine", in cui il protagonista in qualche modo se la cava, e che spesso bastano a rasserenare chi li fa, anche se poi la realtà non cambia. In ogni caso, anche quando non terminano con una "vittoria" i sogni negativi funzionano: alcune ricerche hanno preso in considerazione le persone che hanno subìto un divorzio dimostrando che, a distanza di tempo, quelle che hanno spesso sognato la rottura del rapporto stanno meglio e ripensano al passato con meno tristezza e meno rabbia.. Quando il cervello va in sovraccarico Attenzione però: se lo stress è troppo alto il cervello fallisce ed ecco l'incubo vero e proprio. Non a caso le persone a cui capita più spesso di svegliarsi di botto con la fronte imperlata di sudore sono quelle molto ansiose e quelle che durante il giorno rimuovono i problemi e le paure cercando di non pensarci, come dimostra uno studio condotto all'Università di Oxford (GB) nel 2017: così il cervello è costretto a provare a gestire le emozioni negative soltanto durante il sonno, generando sogni fin troppo inquietanti. Riassumendo dunque, gli incubi non sono altro che brutti sogni "non andati a buon fine".. Cascata di eventi e meccanismi cerebrali Benché brutti sogni e incubi abbiano quindi la stessa funzione, ovvero liberare il cervello dallo stress e rielaborare le emozioni vissute durante il giorno (anzi: nei giorni precedenti, visto che i sogni possono riguardare eventi che si sono svolti anche 5-7 giorni prima), i meccanismi fisiologici che danno origine ai due fenomeni sono diversi. Nel caso dei brutti sogni, le indagini hanno rilevato che si ha soltanto una diminuzione di attività nella corteccia prefrontale mediale e in quella cingolata anteriore, rispetto a chi fa sogni neutri.. Cosa succede nel cervello durante un incubo Mentre durante un incubo sono coinvolte in modo "anomalo" molte più aree cerebrali: l'amigdala è iperattiva, ma soprattutto la sincronizzazione tra l'attività dei neuroni è molto alta, in particolare a livello dell'ippocampo, ma anche nel cervelletto, una zona finora ritenuta poco importante per la vita emotiva. Quando la sincronizzazione tra le cellule cerebrali è eccessiva significa che l'encefalo funziona in modo anomalo.. È però l'iperattività dell'amigdala a provocare la sensazione di minaccia che a sua volta genera tachicardia, sudorazione e respiro affannoso, fino a spezzare la paralisi del sonno e a provocare un brusco risveglio per cercare di "salvarsi". Alcuni studiosi pensano che il primo meccanismo sia quello fisiologico, ovvero "normale" (e si hanno i brutti sogni), mentre il secondo sarebbe in un certo senso patologico, dovuto al fatto che qualcosa nella elaborazione notturna delle emozioni è andato storto, ed arrivano gli incubi.. Terapia di Ripetizione Immaginativa Sia come sia, agli incubi (soprattutto quelli sporadici non causati da gravi traumi) c'è rimedio. Il metodo più efficace per allontanarli si chiama Terapia di Ripetizione Immaginativa. Si tratta di rimettere in scena in modo cosciente l'incubo vissuto durante la notte. Attraverso l'immaginazione, bisogna pensare a una conclusione diversa della vicenda sognata, magari per renderla ridicola: la presenza oscura che ci minacciava diventa all'improvviso un mostriciattolo grande come una pallina da ping pong che possiamo prendere a colpi di scacciamosche, per esempio. In pratica occorre riraccontare a sé stessi l'incubo trasformandolo così in un sogno catartico, anche se a occhi aperti.. Un metodo efficace per vincere gli incubi Può sembrare banale, ma funziona: uno studio dell'Università di San Diego, che nel 2015 ha messo a confronto questo metodo con l'uso di prazosina, un farmaco che viene dato soprattutto alle persone che soffrono di Disturbo postraumatico da stress per farle dormire tranquille, ha dimostrato che la Terapia di Ripetizione Immaginativa e il farmaco hanno esattamente la stessa efficacia. E in genere bastano un paio di settimane per ottenere risultati positivi. A furia di immaginare un happy end gli incubi diventano molto meno spaventosi e piano piano si trasformano in semplici, utilissimi, brutti sogni..
Autore
Focus.it

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