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Pud Spotorno, i Bagni Marini: “Dati distorti, spiagge libere abbandonate e rischio Bandiera Blu. Un blitz elettorale che danneggia il paese”

  • Postato il 30 luglio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Pud Spotorno, i Bagni Marini: “Dati distorti, spiagge libere abbandonate e rischio Bandiera Blu. Un blitz elettorale che danneggia il paese”

Spotorno. L’Associazione Bagni Marini di Spotorno interviene “con fermezza” a seguito della seduta del consiglio comunale del 27 luglio 2026 in cui è stato discusso, tra gli altri, il nuovo Pud.

I balneari sottolineano che “la riunione è stata convocata alle ore 17:30 nel pieno della stagione estiva, un orario che ha nei fatti impedito la partecipazione dei concessionari demaniali, impegnati sul lavoro a garantire l’accoglienza e i servizi ai turisti. Una scelta di metodo che conferma la volontà dell’amministrazione di evitare un confronto aperto con chi vive e lavora quotidianamente sul litorale”.

“Da mesi il sindaco ripete a mezzo stampa e in televisione una narrazione palesemente distorta, sostenendo che Spotorno disponga soltanto del 3,5% di spiagge libere per giustificare interventi d’urgenza. Gli atti ufficiali firmati dalla sua stessa giunta smentiscono categoricamente questa affermazione. Consultando la delibera di giunta comunale numero 161 del 29/12/2023 (pagina 5), i dati reali dell’arenile risultano inequivocabili: la superficie destinata a spiagge libere e libere attrezzate è pari a 13.583,79 metri quadri, ossia il 15,81% del totale della superficie demaniale – commentano – Agli stabilimenti privati appartiene il 66,33%, mentre la quota restante è suddivisa tra associazioni nautiche (13,40%), bagni di beneficenza (3,47%) e campo solare (0,99%). Estrapolare ad arte un singolo dato per far credere all’opinione pubblica che non vi siano spiagge pubbliche è un’operazione di pura disinformazione, tesa a colpire il comparto privato e a giustificare decisioni già prese a tavolino.”

“Se davvero, come sostiene il sindaco, il Comune avesse da gestire soltanto un risicato 3,5% di spiagge libere, ovvero poche decine di metri di litorale, dopo ben dieci anni di amministrazione continua quei pochi tratti dovrebbero essere un autentico gioiello di efficienza, decoro, pulizia, servizi e accessibilità. La realtà, purtroppo, è l’esatto contrario. Tratti di arenile oggi pubblici o lasciati a spiaggia libera per problemi di assegnazione del Comune, come gli ex Bagni Premuda e la SLA Serra, versano in uno stato di totale abbandono e degrado: sono privi di servizi igienici e docce decorosi; manca il servizio di salvataggio e vigilanza; mancano i punti di primo soccorso e gli accessi idonei per le persone con disabilità” descrivono così la situazione associazione bagni Marini di Spotorno.

“In un decennio l’amministrazione non è stata in grado di manutenere e dotare dei servizi primari le poche spiagge pubbliche già esistenti. Un’omissione gravissima che, oltre a mettere a rischio l’incolumità dei bagnanti, espone Spotorno al rischio concreto di revoca della Bandiera Blu, riconoscimento internazionale che impone tra i suoi criteri vincolanti e inderogabili proprio la presenza della vigilanza e dell’assistenza al salvataggio. Ci chiediamo come si possa credere che chi ha abbandonato al degrado le spiagge libere attuali sia in grado di gestirne e riqualificarne un’estensione maggiore.”

Per quanto riguarda la sicurezza affermano: “L’incoerenza tra gli annunci e la realtà emerge chiaramente anche sul fronte dei presidi salvavita. L’Associazione Bagni Marini ha acquistato interamente a proprie spese 14 defibrillatori semiautomatici (DAE) distribuendoli sul litorale, uno dei quali è risultato decisivo proprio pochi giorni fa nel salvataggio di una vita umana. Nonostante il Sindaco si fosse solennemente impegnato di fronte a Confcommercio e al Presidente Nazionale SIB Enrico Schiappapietra a posizionare la cartellonistica di emergenza per segnalare la presenza e la posizione esatta dei DAE, a oggi quella segnaletica non è mai stata installata dal Comune.”

“L’Associazione Bagni Marini, in poco più di un mese (nel ristretto periodo concesso tra la pubblicazione della bozza e il termine per le osservazioni), ha elaborato e presentato un PUD alternativo. Non si trattava di un’opposizione ideologica, ma di una proposta concreta e costruttiva per dimostrare che, attraverso un dialogo serio, si sarebbe potuta raggiungere la quota del 40% di aree pubbliche senza demolire attività esistenti. Ovviamente nel poco tempo a disposizione la proposta dell’associazione, sicuramente migliorabile, voleva semplicemente essere la dimostrazione che si sarebbe potuti arrivare alla quota auspicata dall’amministrazione senza scontri ideologici o legali – continuano – L’amministrazione ha preferito rifiutare ogni reale apertura, approvando in tutta fretta un PUD calato dall’alto a meno di un anno dalle elezioni amministrative. Dopo dieci anni di inerzia demaniale, si è scelto il blitz di campagna elettorale per soddisfare ambizioni politiche personali, lasciando in eredità alle future amministrazioni un assetto mai condiviso con la minoranza e le categorie economiche, che rischia soltanto di paralizzare il paese in un interminabile contenzioso legale.”

L’Associazione conclude chiedendo con forza “l’immediata installazione dei servizi primari, dei presidi di vigilanza, primo soccorso e accessi disabili sulle spiagge libere (ex Premuda e SLA Serra) per tutelare i bagnanti e salvare la Bandiera Blu di Spotorno; l’immediata installazione della segnaletica dei defibrillatori (DAE) su tutto il litorale; il ripristino della verità sui dati demaniali, ponendo fine alla narrazione denigratoria nei confronti delle imprese balneari locali.”

Autore
Il Vostro Giornale

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