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PSR 2014-2022, Liguria al sesto posto per capacità di utilizzo delle risorse comunitarie

  • Postato il 16 giugno 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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PSR 2014-2022, Liguria al sesto posto per capacità di utilizzo delle risorse comunitarie

Liguria. La Liguria promossa a pieni voti per la capacità di spesa delle risorse del PSR – Programma regionale di Sviluppo Rurale 2014–2022. Ad esprimere il giudizio sono stati oggi i tecnici europei del Comitato di Sorveglianza del Psr dell’ultimo settennato (esteso fino al 2025) che hanno approvato il rapporto annuale di attuazione, registrando una percentuale di utilizzo delle risorse comunitarie per il settore agricolo pari al 99,73% del totale. 

La Liguria si colloca così al 6° posto della classifica nazionale, sopra la media delle Regioni italiane, superando anche il dato dei programmi nazionali del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste e anche di diverse Regioni storicamente strutturate e dotate di propri organismi pagatori.

A presiedere la riunione è stato l’assessore all’Agricoltura di Regione Liguria Alessandro Piana, che oggi pomeriggio presiederà l’incontro con rappresentanti del Comitato di Monitoraggio per il Csr-Complemento di sviluppo rurale per il quinquennio 2023-2027. 

“Abbiamo ricevuto i complimenti da parte dei rappresentanti della Commissione europea – ha spiegato Alessandro Piana – che hanno certificato i risultati raggiunti con l’impiego della quasi totalità delle risorse disponibili. Questo è stato possibile grazie al netto miglioramento della capacità amministrativa di Regione Liguria nella gestione dei fondi destinati allo sviluppo rurale. Siamo sopra la media nazionale, con un posizionamento di assoluto rilievo in valore assoluto. Non possiamo dimenticare che il periodo di programmazione che si chiude è stato molto particolare, attraversato da una pandemia e da eventi bellici che hanno modificato profondamente il contesto economico per il quale il PSR era stato pensato e scritto, portando tra l’altro, all’attivazione di nuove misure specifiche per le imprese, volte a contenere gli effetti derivanti dell’emergenza Covid-19 prima (misura 21) e dal conflitto tra Russia e Ucraina poi (misura 22). Avvenimenti che hanno indotto l’Unione Europea a prolungare di due anni l’originario periodo di programmazione, che unico caso fra i fondi europei, ha avuto per la prima volta una durata di nove anni, fino al 2025, anziché dei canonici sette. Senza dimenticare che i nostri uffici regionali hanno dovuto modificare ben 17 volte il Psr, con un lavoro straordinario per cui ringrazio tutto il personale del Dipartimentimento Agricoltura. Il traguardo che abbiamo raggiunto in Liguria è il frutto del lavoro di riorganizzazione, semplificazione amministrativa e costante e proficua collaborazione con il mondo agricolo e rurale, in particolare con le Associazioni di categoria, i Centri di assistenza agricola di Coldiretti, Confagricoltura, Cia e Terra Viva. Questi numeri rafforzano il nostro impegno anche nell’attuazione del Csr 2023–2027, per continuare a sostenere imprese, comuni e comunità dell’entroterra grazie ad una disponibilità di risorse per 205 milioni di euro, utilizzabili fino al 2029. Non solo: abbiamo già partecipato a tre incontri nazionali – conclude Piana – per il prossimo settennato 2028-2034 per la programmazione del Piano di partenariato nazionale regionale a partire dall’ascolto del territorio”.

Autore
Il Vostro Giornale

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