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Psg, Luis Enrique un uomo solo al comando: la ginnastica, la casa sperduta nel silenzio, il dolore, la rivincita

  • Postato il 7 maggio 2026
  • Di Virgilio.it
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Psg, Luis Enrique un uomo solo al comando: la ginnastica, la casa sperduta nel silenzio, il dolore, la rivincita

Prima di lui avevano fallito Ancelotti, Blanc, Emery, Tuchel, Pochettino e Galtier: per il Psg versione petroldollari le uniche soddisfazioni arrivavano dalla Ligue1, dove vinceva titoli a ripetizione, ma la Champions era sempre stata un tabù nonostante il plotone di assi reclutati da ogni dove (da Ibra a Thiago Silva, da Lavezzi a Cavani, da Di Maria a Messi fino a Mbappè solo per citarne alcuni). Poi è arrivato lui, Luis Enrique, e ha messo la chiesa al centro del villaggio tanto desiderato. Una Champions vinta con la manita all’Inter e una finale conquistata ieri dopo aver fatto fuori tutte le più forti: Chelsea, Liverpool, Bayern. Ora aspetta in finale l’Arsenal ma lui, Lucho, ha già vinto.

Derby spagnolo in panchina

Curiosamente, a sfidarsi in finale saranno una squadra francese ed una inglese ma in panchina ci sono due allenatori spagnoli: Luis Enrique e Mikel Arteta . La finale PSG-Arsenal è solo la quarta nella storia della competizione a vedere affrontarsi due allenatori dello stesso paese. In precedenza, nel 2020, si erano scontrati Hansi Flick del Bayern Monaco e Thomas Tuchel del PSG , entrambi tedeschi, con il Bayern che aveva vinto per un solo gol (1-0). Nel 2013, altri due allenatori tedeschi hanno portato le rispettive squadre in finale. Bayern Monaco e Borussia Dortmund si sono affrontate in una finale in stile Bundesliga, vinta infine dalla squadra di Heynckes , mentre la squadra di Jürgen Klopp si è classificata seconda (2-1).

La ginnastica al mattino e la mezzora di esercizi

La filosofia di gioco di Luis Enrique è chiara: possesso palla veloce, aggressione degli spazi, cambio di ruoli in corsa, mentalità sempre offensiva ma la filosofia di vita? Le giornate, per Lucho, iniziano con una serie di esercizi ginnici in casa, tra flessioni, addominali e pesi per arrivare già attivo al centro di allenamento dove cammina a lungo a piedi nudi sui prati dei terreni di gioco.

Ha orari cadenzati per i suoi allenamenti, anche durante una riunione con il suo staff può capitare che suoni la sveglia del suo orologio da polso. Ogni 30 minuti, l’allenatore si interrompe infatti per eseguire una serie di esercizi fisici. Si alza dalla sedia, si appoggia a un tavolo per fare delle flessioni, poi si accovaccia per eseguire degli squat e infine completa la sua mini-sessione di allenamento con degli affondi.

Il ricordo della figlia morta

Ha conosciuto il dolore, quello che ti squassa il petto e porta sempre nel cuore la figlia Xana, scomparsa nel 2019 a soli 9 anni per una malattia incurabile, ricordandola spesso con magliette o gesti dedicati, sentendola spiritualmente vicina ma senza mai indulgere al pietismo: “Xana è viva. Non è con noi sul piano fisico – ha sempre detto – ma è qui sul piano spirituale. Perché ogni giorno parliamo di lei, ridiamo e la ricordiamo”

Il buen ritiro sulle Asturie

Se i ritmi di lavoro a Parigi sono frenetici, quando stacca Luis Enrique si ripara nel silenzio e nella solitudine, nella sua casa sulla costa occidentale delle sue Asturie, a Soriana, vicino a Navia e affacciata sul Mar Cantabrico , Soirana è un piccolo agglomerato di case immerse nel verde e affacciate sul mare. Conta meno di cento abitanti: una comunità isolata, quasi incontaminata dove prevale il suono del mare, il vento che sferza la costa e il silenzio delle notti quasi prive di luce artificiale. Stretti sentieri si snodano tra prati e boschetti di eucalipti, qui Lucho trova la sua pace.

La rivincita di Luis Enrique

Dopo la qualificazione alla finale il tecnico spagnolo si è preso una rivincita sugli scettici: “Quest’anno è stato molto insolito. Abbiamo avuto il peggior sorteggio, gli avversari, tutto era l’opposto… Ci è sempre mancato uno o due giocatori rispetto alla squadra che ha vinto la Champions League l’anno scorso. E abbiamo gareggiato allo stesso modo, abbiamo dimostrato un livello di maturità spettacolare. Abbiamo saputo attaccare e difendere. Si vede la mentalità che abbiamo. Come allenatore, è un piacere vedere questo tipo di prestazione. Quando vedi quello che ci danno i nostri tifosi, è incredibile. Sarà difficile vincere un secondo titolo consecutivo in Champions League , ma abbiamo l’ambizione di farlo”.

“Negli ultimi anni abbiamo dimostrato di essere pronti a competere in qualsiasi tipo di partita. Vi ricordate cosa vi dissi alla fine della fase a gironi? Non ve lo ricordate? Dissi che non vedevo nessuna squadra migliore della mia. Tutti mi criticarono. Tutti dicevano che il PSG era questo o quello… Non avevo torto. Questa squadra è migliore di quella della scorsa stagione?”È difficile dirlo. Questa è una domanda per i giornalisti, per voi, che ci pensate sempre. Quello che posso dire è che questa è una squadra affidabile che lotta sempre. Potremmo essere migliori o peggiori, ma oggi abbiamo dimostrato che se dobbiamo difenderci con un blocco basso per lunghi periodi, possiamo farlo. Non è una cosa che ci piace, ma possiamo farcela. Questo dimostra la nostra capacità di prepararci alle sfide.”

Autore
Virgilio.it

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