Psg-Arsenal, in finale di Champions gli eredi diversi di Guardiola: il doppio vantaggio di Luis Enrique
- Postato il 29 maggio 2026
- Di Virgilio.it
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La conferma del Psg o la prima volta dell’Arsenal? Manca poco alla finale di Champions League di Budapest che metterà uno contro l’altro Luis Enrique e Mikel Arteta, due tecnici che hanno sviluppato in maniera diversa gli insegnamenti di Pep Guardiola. Ma lo spagnolo parte con un doppio vantaggio.
- Psg-Arsenal, sfida tra eredi di Guardiola
- Il calcio a cento all’ora di Luis Enrique
- L’approccio conservativo di Arteta
- Il doppio vantaggio di Luis Enrique
- Psg-Arsenal, le probabili formazioni
Psg-Arsenal, sfida tra eredi di Guardiola
Ci sono infinite maniere di giocare a calcio e la finale di Champions League di domani tra Psg e Arsenal è destinata a dimostrarlo: alla Puskas Arena di Budapest si affronteranno due squadre che, grazie al lavoro dei rispettivi allenatori, hanno sviluppato in maniera diversa le idee di Pep Guardiola, giungendo a esiti molto differenti. Sia Luis Enrique che Mikel Arteta hanno lavorato col catalano e coltivato il culto del calcio posizionale e di possesso, ma declinandolo in maniera opposta: proprio per questo, la partita di domani promette spettacolo.
Il calcio a cento all’ora di Luis Enrique
Il Psg di Luis Enrique, formatosi al Barcellona B mentre Guardiola cambiava volto al calcio europeo insieme Messi, Iniesta e Xavi, ha nell’intensità e nel pressing alto la sua prima caratteristica. E una volta in possesso, amano sì palleggiare (il dato del possesso palla in Champions è superiore a quello dell’Arsenal, 60% a 54%), ma ancora di più verticalizzare. Se c’è spazio, si va subito sulle frecce dell’attacco, anche con i lanci lunghi, strumento a cui il Psg ricorre molto più spesso dell’Arsenal nonostante manchi di una prima vera punta: 43,1 contro 29,8 il dato dei lanci lunghi completati a partita.
E quando la palla è tra i piedi di Kvaratskhelia – di gran lunga il giocatore più decisivo di questa Champions League con 10 e 7 assist -, Dembelé o Doué, spazio alla fantasia, con i laterali Hakimi e Nuno Mendes autorizzati a inserirsi centralmente in area: nell’ultimo terzo offensivo il Psg hanno prodotto un numero simile di 18,4 azioni individuali a partita (18,4 contro 18,5), ma il numero di dribbling completati per gara dai transalpini è nettamente più alto (19-13).
L’approccio conservativo di Arteta
Arteta ha adottato invece un approccio più conservativo. Anche l’Arsenal fa largo uso del pressing, ma accendendo e spegnendo l’interruttore della pressione e non disdegnando di conservare un assetto più compatto. I Gunners hanno collezionato meno recuperi dei francesi in Champions (34 contro 39 a partita), ma l’atteggiamento ha sicuramente pagato in fase difensiva: incredibile il dato dei 6 gol incassati in Europa contro i 22 del Psg (che ha giocato due gare in più), anche perché appena 2 sono arrivati nella fase a eliminazione diretta.
In attacco, l’efficacia dell’Arsenal sui calci piazzati è ormai nota, anche per aver suscitato le proteste dei colleghi di Arteta in Premier – tra loro Carrick, Iraola, lo stesso Guardiola – sulla tendenza dei Gunners nell’esasperare i contatti in area e nel disturbo al portiere: le situazioni in area del Psg saranno uno dei momenti chiave per l’arbitro tedesco Daniel Siebert. Il gioco collettivo dell’Arsenal, inoltre, potrebbe rendere più difficile per Luis Enrique adottare soluzioni particolari come l’ormai celebre rinvio in fallo laterale di Safonov, applicato contro il Bayern per limitare Olise.
Il doppio vantaggio di Luis Enrique
Al di là degli aspetti tattici, il Psg arriva alla finale di domani con un doppio vantaggio. Il primo è psicologico: è vero che i parigini si giocano l’opportunità di vincere la seconda Champions League consecutiva, ma il peso della gara per l’Arsenal è sicuramente maggiore. I Gunners non si sono mai laureati campioni d’Europa e nell’unica finale disputata, ormai 20 anni fa a Parigi, dovettero inchinarsi al Barcellona.
L’altro vantaggio, invece, è relativo agli uomini in campo. Luis Enrique arriva alla finale col miglior Psg, ha recuperato gli acciaccati Dembelé ed Hakimi ed è pronto a schierare il suo tipico 4-3-3. L’Arsenal, invece, dovrà fare a meno di una pedina importante come il terzino destro White, infortunato: per sostituirlo Arteta potrebbe dirottare il centrocampista Zubimendi o più probabilmente il centrale Mosquera, piuttosto che puntare sull’olandese Timber, titolare a inizio stagione prima dell’infortunio. Chiunque giocherà, se la vedrà brutta: da quelle parti, infatti, agirà Kvaratskhelia. In dubbio, infine, la presenza di Calafiori, unico italiano ad arrivare fino in fondo in Champions: il ballottaggio con Hincapié per la fascia sinistra vede l’ecudoriano favorito.
Psg-Arsenal, le probabili formazioni
Psg (4-3-3): Safonov; Hakimi, Marquinhos, Pacho, Nuno Mendes; Joao Neves, Vitinha, Zaire-Emery; Doué, Dembelé, Kvaratskhelia. All. Luis Enrique.
Arsenal (4-3-3): Raya; Mosquera, Saliba, Gabriel, Hincapié; Zubimendi, Rice, Odgaard; Saka, Gyokeres, Trossard. All. Arteta.