Pronta la mossa anti Zverev, la famiglia Shelton contro Sascha dopo la finale dello US Open: "Regola stupida"
- Postato il 16 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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Agli Shelton la delusione per la sconfitta nella finale dello US Open non è ancora passata. Non solo a Ben, piegato in quattro set da Sascha Zverev nella bolgia di un Arthur Ashe Stadium pieno zeppo di bandiere a stelle e strisce, ma anche a papà Bryan, il coach che ha trasmesso al figlio la passione per il tennis e che lo segue meticolosamente sin da quando ha mosso i primi passi con palline e racchette. A entrambi non è andato giù un atteggiamento del tedesco al servizio, in particolare tra la prima e la seconda palla in battuta: l’accusa, neanche troppo velata, è che si sia trattata di una mossa studiata, più che di una casualità.
- Papà Shelton contro Zverev: "Ti distrae prima di servire"
- La delusione di Ben: "Regola stupida, va anche contro i fan"
- Zverev serafico sul suo 'vizietto': "Non lo faccio mica apposta"
Papà Shelton contro Zverev: “Ti distrae prima di servire”
Subito dopo la finale, ai microfoni di ESPN, papà Bryan ha alimentato la polemica: “Zverev fa rimbalzare la palla così tante volte prima di servire che ti distrae“. Una questione a cui aveva accennato anche Karen Khachanov, battuto dal tedesco in semifinale, ma che naturalmente ha trovato più vasta eco dopo il match decisivo per il titolo. In cui, per la verità, Sascha ha davvero allungato a dismisura – e in più circostanze – i tempi prima di andare al servizio. Zverev si è beccato un warning durante la finale per non essere rimasto entro il tempo limite di 25 secondi prima di battere. Tra la prima e la seconda, però, questo limite non c’è. E Sascha s’è sbizzarrito, impunemente.
La delusione di Ben: “Regola stupida, va anche contro i fan”
“Penso sia una regola stupida dover stare fermi lì se l’avversario ha una routine lunga“, ha poi ribadito Ben in sala stampa dopo la partita, ammettendo che le lungaggini di Zverev al servizio gli hanno creato qualche problema, soprattutto sul fatto di dover stare impalato a lungo in attesa della battuta del rivale. “L’unica cosa che conta è che tu sia pronto quando lui unisce le mani e inizia a far rimbalzare la palla. Penso che si dovrebbe mettere un limite: non dovresti avere tempo illimitato, sia per il nostro sport sia per i tifosi che guardano. È dura rimanere lì ad aspettare così a lungo prima che arrivi l’azione successiva. Prima o poi i tornei analizzeranno la cosa, si creano grossi ritardi in certe partite”.
Zverev serafico sul suo ‘vizietto’: “Non lo faccio mica apposta”
Insomma, dagli Shelton è arrivata una richiesta in piena regola di cambiare una norma del tennis, o quanto meno di fissare un tempo limite anche tra una prima e una seconda palla di servizio. Ma Zverev, in tutto questo, come si è giustificato? “Non lo faccio apposta”, ha detto dopo la partita contro Khachanov. “Ho visto una statistica, ho fatto rimbalzare la pallina circa 12mila volte o giù di lì e devo ammettere che è piuttosto divertente. Non le conto nella mia testa e non cerco di arrivare a un numero preciso, devo riconoscere anche che non so perché il numero sia aumentato così tanto”. Sarà. Fatto sta che il ‘vizietto’ di Sascha potrebbe far riscrivere le regole del tennis.