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Primo Maggio, ecco il corteo tra le vie di Savona: “Nuove tutele e diritti nell’era dell’intelligenza artificiale”

  • Postato il 1 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Primo Maggio, ecco il corteo tra le vie di Savona: “Nuove tutele e diritti nell’era dell’intelligenza artificiale”

Liguria. “Contrattazione, nuove tutele, nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale” è il tema che Cgil, Cisl e Uil hanno dato a questo Primo Maggio 2026.

A Savona si è tenuta, a partire dalle ore 10:00, il comizio unitario in piazza Sisto IV a cura di Santo Biondo, segretario nazionale UIL. A seguire si è tenuto il tradizionale corteo che si è snodato per le vie cittadine fino ad arrivare in Piazza Mameli dove, al rintocco della campana, è stata deposta una corona d’alloro in memoria dei martiri del lavoro.

“In una fase in cui il lavoro povero rischia di radicarsi nel tessuto sociale, in cui i contratti pirata alimentano sfruttamento e l’intelligenza artificiale è ancora un’incognita da inserire nella contrattazione, Cgil, Cisl e Uil sentono l’urgenza di rimettere al centro il valore del lavoro insieme alla necessità di nuove politiche industriali e di investimenti capaci di generare sviluppo sostenibile e buona occupazione” il messaggio lanciato dai sindacati.

E la Uil “punta il dito sulle condizioni salariali in Liguria, in particolare sulla situazione delle lavoratrici“.

“Il Paese cambia ma per le donne le condizioni salariali non cambiano mai – dichiara Riccardo Serri, segretario generale Uil Liguria -. Abbiamo visto che in Liguria aumentano le lavoratrici occupate ma con importanti contraddizioni che sono tradizionalmente legate al differenziale retributivo influenzato dall’elevata percentuale del part time involontario nel lavoro femminile e dalla discontinuità dei percorsi occupazionali. Tutto questo relega le donne ai gradini più bassi del mercato del lavoro, in particolare nel terziario”.

“La Uil – prosegue Serri – ha intrapreso da tempo una battaglia culturale contro le disuguaglianze e per la legalità, che è il presupposto per qualunque azione a contrasto del cattivo lavoro: dal dumping retributivo ai diritti disapplicati. Anche per le nuove generazioni le condizioni salariali non sono buone: donne e giovani rimangono al palo. Per un cambio di passo occorre un’interlocuzione con la politica che spesso abdica al ruolo di controllo e governance”.

I dati sulle retribuzioni del lavoro dipendente elaborati dall’Inps raccontano di un reddito medio annuo pari a 27.366 euro per gli uomini, mentre per le donne il reddito medio è pari a 17.996 euro, con una differenza di 9.370 euro in termini di divario retributivo di genere, il 12% in meno all’ora rispetto agli uomini.

“Occorre ripensare ai modelli organizzativi e alla contrattazione di primo e di secondo livello per valorizzare la crescita del personale. Occorre continuare a contrastare i contratti pirata insieme alle associazioni datoriali e alle istituzioni, così come avviare percorsi formativi finalizzati all’acquisizione e al consolidamento delle competenze per giovani e donne”, conclude Serri.

La Cisl Liguria guarda ai dati positivi sull’occupazione, ma chiede un cambio di passo su qualità del lavoro, salari più alti, stabilità, sicurezza e politiche per trattenere i giovani. La Liguria arriva al Primo Maggio 2026 con 651 mila occupati e un tasso di occupazione al 68,8%, superiore alla media nazionale. “Sono numeri importanti, che vanno riconosciuti senza esitazioni perché raccontano l’impegno quotidiano di lavoratori, imprese, parti sociali e istituzioni. Ma proprio perché il lavoro cresce, oggi abbiamo il dovere di chiederci che lavoro stiamo costruendo” afferma il segretario generale della Cisl Liguria Luca Maestripieri.

“Non possiamo limitarci alla quantità degli occupati. Dietro le statistiche ci sono persone che fanno i conti con contratti ancora troppo fragili, salari spesso insufficienti rispetto al costo della vita, percorsi professionali discontinui e giovani che continuano a cercare altrove le opportunità che la nostra regione fatica a offrire. La Liguria ha bisogno di lavoro stabile, ben retribuito, sicuro e capace di dare prospettiva. Questa è la vera sfida del Primo Maggio” prosegue Luca Maestripieri.

Secondo la Cisl Liguria, la crescita occupazionale resta fortemente legata ai servizi e al turismo, settori fondamentali ma ancora segnati da stagionalità, part-time involontario e redditi non sempre adeguati. L’industria, invece, continua a mostrare difficoltà e molti giovani sotto i 35 anni faticano a trovare contratti solidi. “Retribuzioni medie sotto i 1.600 euro netti al mese non bastano per costruire una vita autonoma in una regione costosa come la nostra. Per questo servono politiche orientate alla qualità: stabilità contrattuale, salari dignitosi, formazione continua, crescita professionale e partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese” sottolinea Luca Maestripieri.

Il tema della sicurezza resta centrale. “Qualche passo avanti è stato fatto, ma non basta. La curva degli infortuni rimane inaccettabile e in troppi luoghi di lavoro prevenzione e formazione non sono ancora una prassi quotidiana. La sicurezza non può essere considerata un adempimento formale o un costo da comprimere: è un investimento sul capitale umano più prezioso che abbiamo. Su questo serve un salto culturale prima ancora che normativo” dichiara il segretario della Cisl Liguria.

Attenzione anche alle piccole e medie imprese, definite dal segretario generale della Cisl “la spina dorsale dell’economia ligure, ma anche il segmento più esposto alle turbolenze del mercato”. Il dato del 32% di piccole e medie imprese che segnala difficoltà serie per il 2026, osserva il sindacato, impone strumenti concreti di accompagnamento alla riconversione, accesso al credito, innovazione e presenza istituzionale. “Non parliamo di assistenzialismo, ma di intelligenza economica. Difendere il lavoro significa anche mettere le imprese nelle condizioni di investire, innovare e restare sul territorio”.

Il nodo demografico completa il quadro. La Liguria ha un’età mediana di 52,3 anni, la più alta d’Europa, e nel 2024 oltre 2.100 under 39 hanno scelto di costruire il proprio futuro altrove. “Questa emorragia non è inevitabile. Si può invertire se la regione diventa attrattiva: servono incentivi per assunzioni stabili, formazione su economia verde e digitale, politiche abitative credibili e un sistema produttivo capace di offrire prospettive vere. I talenti ci sono, ma vanno trattenuti e valorizzati” prosegue Maestripieri.

“La Cisl Liguria sarà, domani, nelle piazze della Liguria con le altre sigle sindacali per celebrare chi lavora ogni giorno e per rilanciare una visione fondata su dignità, stabilità, sicurezza e opportunità reali. I numeri ci dicono che la Liguria può crescere. La nostra responsabilità è fare in modo che questa crescita diventi buona occupazione, reddito giusto e futuro per le nuove generazioni. La Liguria che vogliamo è ancora da costruire, e noi siamo pronti a farlo insieme ai lavoratori e a chi ha a cuore il futuro di questa regione” conclude Luca Maestripieri.

Autore
Il Vostro Giornale

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