Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Prevenzione tumori, Basilicata promossa

  • Postato il 15 luglio 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 0 Visualizzazioni
  • 4 min di lettura
In sintesi

La Basilicata si distingue nel panorama nazionale per l'efficace prevenzione oncologica, registrando tassi di adesione ai programmi di screening superiori alla media italiana. Secondo lo studio della Fondazione Gimbe, i cittadini lucani dimostrano elevata consapevolezza nell'utilizzo dei test diagnostici gratuiti. Tuttavia, emerge un'area di miglioramento relativa all'invio degli inviti di partecipazione. Le autorità sanitarie regionali stanno implementando strategie concrete per incrementare ulteriormente la copertura dei programmi di prevenzione tumorale.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Prevenzione tumori, Basilicata promossa

Il Quotidiano del Sud
Prevenzione tumori, Basilicata promossa

La Basilicata emerge, secondo i dati Gimbe, nella prevenzione dei tumori. Adesioni superiori alla media ma regione indietro sugli inviti: «Al lavoro per migliorare»


La Basilicata spicca nella prevenzione tumorale. L’analisi della Fondazione Gimbe, infatti, colloca i lucani tra gli italiani maggiormente solerti nell’eseguire screening oncologici, cogliendo le occasioni dei test gratuiti messi a disposizione a livello regionale. Nello specifico, prendendo in considerazione gli esami mammografici eseguiti nel 2024 sulle donne tra i 50 e i 69 anni, se la media italiana si attesta al 50%, la Basilicata viaggia su un considerevole 56,5%, registrando quindi percentuali di adesione che la portano al nono posto a livello nazionale.

Un risultato importante considerando che i lucani risultano gli unici cittadini del Sud a superare la media del Paese. Più o meno gli stessi risultati per gli screening cervicali: dodicesimo posto in Italia con il 52,2% di adesione, al di sopra della soglia nazionale del 51%. Risultati leggermente inferiori, ma comunque in piena linea di galleggiamento, sul fronte della prevenzione colon-rettale: 32,9% (su una media del 33,3%), in ogni caso prima regione del Mezzogiorno e decimo posto assoluto, tenendo presente che il test in questione è, tra quelli analizzati, il meno eseguito.

«L’analisi pubblicata dalla Fondazione Gimbe sugli screening oncologici regionali – come ricordato dal presidente Nino Carabellotta – si basa sui dati 2024 dell’Osservatorio Nazionale Screening, già pubblicati lo scorso anno. I nuovi dati sull’andamento del 2025 verranno resi noti a breve dall’Osservatorio stesso. Inoltre tutto il Sud, tranne la Basilicata, registra livelli di adesione inferiori alla media nazionale».

GIMBE CERTIFICA LA PROPENSIONE VERSO LA PREVENZIONE DEI TUMORI DEI CITTADINI DELLA BASILICATA

Gimbe, di fatto, certifica la buona lena dei cittadini lucani nel sottoporsi a esami di prevenzione oncologica, ricordando al contempo quanto sussistano non solo degli squilibri a livello territoriale (considerando che la Basilicata risulta, a tutti gli effetti, un’eccezione nella parte inferiore dello Stivale) ma anche la necessità di ripensare una politica di estensione degli inviti alla prevenzione.

Una procedura che, seppur strutturata e comunque efficace visti i risultati, mostra ancora delle disomogeneità. E, in questo senso, anche il territorio lucano rientra tra i destinatari dell’avviso, risultando gli inviti al di sotto (o appena in linea) con la media nazionale. Ad esempio, per quel che riguarda lo screening mammografico, nel 2024 la Basilicata è finita al terzultimo posto nella graduatoria dell’estensione, registrando un 79,2% contro il 97,3% del Paese.

Un risultato, questo, condiviso con il resto del Sud con la sola eccezione del Molise, unica meridionale oltre “quota 100” (100,4%): «Con l’eccezione del Molise – ha commentato Cartabellotta – nessuna Regione del Sud raggiunge la soglia del 100%, segnale di criticità organizzative ancora rilevanti nella gestione degli inviti». Va comunque ricordato, come sottolineato anche da Gimbe, che le regioni con percentuali oltre la soglia del 100% hanno effettuato inviti di recupero, principalmente per colmare quelli mancati durante il periodo pandemico.

SOTTO LA MEDIA NELLO SCREENING CERVICALE

Sul piano dell’estensione, la Basilicata resta al di sotto della media nazionale anche nello screening cervicale (91,1% contro il 117,2%, in ogni caso seconda regione del Sud dopo la Puglia e il suo 151,8%) e per quello colon-rettale, con il terzultimo posto certificato dall’84,6% contro il 94% nazionale. Difetto ocndiviso praticamente con tutte le regioni del Sud, fatta eccezione per Puglia e Sicilia.

Un aspetto sul quale la Regione ha comunque affermato di star lavorando: «Siamo consapevoli – ha spiegato l’assessore alla Salute, Cosimo Latronico – dei margini di miglioramento sul piano amministrativo dell’invio degli inviti cartacei, ambito su cui stiamo lavorando ma gli indicatori NSG confermano che sugli screening oncologici la Basilicata è una regione virtuosa, l’unica regione del Mezzogiorno a riportare dati superiori alla media nazionale. Merito del lavoro svolto quotidianamente dal personale sanitario e amministrativo e dalla grande partecipazione attiva dei nostri cittadini. Aspettiamo i nuovi dati che saranno pubblicati dall’Osservatorio Nazionale Screening per verificare l’andamento anche per l’anno 2025».

Il Quotidiano del Sud.
Prevenzione tumori, Basilicata promossa

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti