“Premio il Telaio”, a Rombiolo il filo della memoria che non si spezza
- Postato il 25 settembre 2026
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Il Quotidiano del Sud
“Premio il Telaio”, a Rombiolo il filo della memoria che non si spezza
A Rombiolo il “Premio il Telaio” a Peppe Voltarelli e Noemi Spinetti. L’omaggio alla compianta tessitrice Carmela Restuccia
ROMBIOLO – Per una vita aveva intrecciato fili. Ma insieme ai fili Carmela Restuccia aveva intrecciato anche una parte della memoria di Rombiolo, custodendo gesti e tecniche di un mestiere antico che nelle famiglie calabresi è stato per generazioni una cosa normale, quotidiana, quasi invisibile. Oggi che quei gesti rischiano di scomparire, il suo ricordo acquista un significato diverso: quello di una memoria che chiede di non essere dispersa.
È anche per questo che Carmela Restuccia, recentemente scomparsa, sarà ricordata questa sera (25 settembre) a Rombiolo, durante il “Premio Letterario Il Telaio“, storica manifestazione promossa dall’amministrazione comunale. Un premio che quest’anno mette insieme passato e presente, tradizione e nuovi linguaggi, con l’obiettivo di capire come una comunità possa continuare a raccontarsi senza perdere il filo della propria identità.
CARMELA RESTUCCIA HA DEDICATO LA SUA VITA ALLA TESSITURA, VISSUTA COME TESTIMONIANZA
Carmela Restuccia aveva dedicato gran parte della sua vita alla tessitura. La sua esperienza era diventata anche una testimonianza per le nuove generazioni, attraverso il progetto “Volti, Villaggi”, che aveva portato gli studenti delle scuole di Rombiolo e San Calogero a incontrare artigiani e custodi delle tradizioni locali.
La sua scomparsa ha lascito così un vuoto che non è soltanto personale. Con lei è venuta meno una delle testimoni di una cultura artigianale fatta di gesti, tecniche e saperi che rischiano di essere consegnati all’oblio.
“PREMIO IL TELAIO” CONFERITO AL CANTAUTORE PEPPE VOLTARELLI E ALL’INFLUENCER NOEMI SPINETTI
Da questa memoria parte il filo della manifestazione. Questa sera (25 settembre) alle 21 in piazza Italia, accanto alla chiesa di San Michele, saranno infatti premiati Peppe Voltarelli e Noemi Spinetti, due protagonisti di mondi apparentemente lontani.
Voltarelli affida alla chitarra e alla canzone d’autore il racconto di una Calabria capace di superare gli stereotipi. Spinetti utilizza, invece, smartphone e social per raccontare borghi, dialetto, tradizioni e cibo, trasformando il digitale in uno spazio nel quale la cultura popolare può incontrare nuove generazioni e nuovi pubblici.
Due strumenti diversi, dunque, ma una stessa esigenza: raccontare un territorio e tenere insieme i fili dell’appartenenza.
A ROMBIOLO UN CONFRONTO TRA PERCORSI PERSONALI E ARTISTICI DIFFERENTI
La serata, condotta dal giornalista Tonino Fortuna, sarà costruita come un talk show, alternando conversazione e spettacolo. Un confronto tra percorsi personali e artistici che vuole interrogarsi anche sul modo in cui oggi si raccontano il Sud e la Calabria.
A CHIUDERE LA SERATA UNA DEGUSTAZIONE DELLE ECCELLENZE ENOGASTRONOMICHE DEL PORO
«La cultura è tessitura viva di comunità», sottolinea l’assessore alla Cultura Laura Papaianni, spiegando il senso di un premio che guarda alla tradizione non come a qualcosa da conservare sotto vetro, ma come a una trama capace di cambiare.
Sulla stessa linea la sindaca Caterina Contartese, per la quale le visioni del futuro «non possono prescindere dalla storia individuale e collettiva della comunità». Da quella storia, sottolinea, devono nascere la linfa e le idee per progettarsi e rinnovarsi.
E così il filo torna a Carmela. A una donna che quel filo lo ha tenuto tra le mani per una vita e che oggi, attraverso il suo ricordo, diventa parte di una storia più grande: quella di una comunità che prova a non dimenticare ciò che è stata mentre cerca nuove parole per raccontare ciò che vuole diventare.
A chiudere la serata sarà una degustazione delle eccellenze enogastronomiche del Poro, altro tassello di una narrazione del territorio fatta di persone, memoria, cultura e tradizioni.
Il Quotidiano del Sud.
“Premio il Telaio”, a Rombiolo il filo della memoria che non si spezza