“Poteva essere salvato”, la perizia sul 14enne morto di tumore dopo le “cure” secondo il metodo Hamer
- Postato il 7 settembre 2026
- Giustizia
- Di Il Fatto Quotidiano
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Sarebbe ancora vivo il 14enne vicentino malato di cancro, morto nel gennaio 2024 perché i genitori hanno preferito la pseudoscienza alla medicina. I genitori si erano infatti affidati al metodo Hamer, che si basa sul presupposto, totalmente falso e completamente antiscientifico, che il tumore sia il frutto di un conflitto psichico. Un trattamento che prende il nome dal suo inventore che ha già portato a diversi lutti. Nella relazione della perizia, per la quale erano stati incaricati dalla Corte d’Assise di Vicenza i periti Antonello Cirnelli e Franca Fagioli, viene specificato il motivo per cui i genitori sono imputati per omicidio volontario del figlio con dolo eventuale.
I farmaci utilizzati per curare Francesco Gianello, in osservanza del metodo Hamer, potrebbero essere stati neurotossici, causando danni al sistema nervoso centrale o periferico. Tra questi c’è l’Artemisia, una pianta che, se usata in dosi elevate, può danneggiare il sistema nervoso e la sua efficacia contro il cancro è priva di ogni fondamento scientifico. La tesi portata avanti dalla difesa, che sosteneva la mancanza di nesso di causa tra le scelte dei genitori e il decesso del figlio, viene quindi confutata; si attende in ogni caso l’udienza di discussione prevista il prossimo 16 settembre. I primi sintomi di Francesco Gianello erano comparsi nel dicembre del 2022 e da allora, l’osteosarcoma di alto grado – variante osteoblastica secondo la Classificazione dell’Oms del 2020 – ha mostrato una rapida progressione.
Nel marzo 2023 il tumore era ancora localizzato, operabile e non metastatico. Il ritardo di diagnosi e trattamento ha peggiorato le condizioni cliniche del ragazzo, affetto da malattia polmonare metastatica e localmente avanzata. Secondo quanto emerge dalla relazione, le chance di sopravvivenza a 5 anni si sono ridotte dal 74,8% al 45%. La terapia corretta dell’osteosarcoma avrebbe richiesto una biopsia, l’immediata “stadiazione” – definizione dello stadio del tumore -, chirurgia radicale e chemioterapia. Il ritardo diagnostico-terapeutico di 45 giorni ha invece causato la progressione locale e polmonare della malattia, con la compromissione delle possibilità di trattamento chirurgico, e la riduzione delle possibilità di controllo della malattia.
La controversa e pericolosa figura di Ryke Geerd Hamer, il fondatore della ‘Nuova Medicina Germanica‘, poi morto nel luglio del 2017. ha fatto diverse vittime. Lo scorso giugno era morta a i Rita Benini per un cancro non curato, madre di figlia Eleonora Bottaro, morta a 18 anni, perché i genitori la convinsero che la chemioterapia era nociva. La Cassazione aveva confermato la condanna a due anni, per omicidio colposo, dei genitori deceduta per leucemia nell’agosto 2016 dopo essersi opposta alla chemioterapia prescritta dai medici. Anche in quel caso la patologia poteva essere trattata e curata.
L'articolo “Poteva essere salvato”, la perizia sul 14enne morto di tumore dopo le “cure” secondo il metodo Hamer proviene da Il Fatto Quotidiano.