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Potenza, in ostaggio per 20 metri di strada Sp 168 chiusa

  • Postato il 11 agosto 2026
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Potenza, in ostaggio per 20 metri di strada Sp 168 chiusa

Il Quotidiano del Sud
Potenza, in ostaggio per 20 metri di strada Sp 168 chiusa

Potenza, in ostaggio per 20 metri di strada Sp 168 chiusa, momenti di grande tensione durante l’incontro sulla viabilità. Il presidente della Provincia di Potenza Giordano annuncia il ricorso a un mutuo per sbloccare la frana che rischia di mettere in ginocchio le cantine del  Vulture Melfese. L’assessore Pepe: «Meglio tardi che mai».


POTENZA – Un tratto stradale di appena venti metri rischia di far crollare l’intera economia vitivinicola del Vulture. La chiusura della Strada Provinciale 168, interdetta dallo scorso aprile a causa di una frana causata dalle forti alluvioni, si è trasformata in un durissimo scontro politico. Con la raccolta dell’uva ormai imminente, la tensione tra la Provincia di Potenza, la Regione Basilicata e i produttori locali è giunta al punto di rottura. L’ultimo tavolo tecnico tenutosi nella Sala Giunta della Provincia di Potenza ha certificato un profondo corto circuito istituzionale. L’incontro, convocato dal Presidente della Provincia Christian Giordano per fare il punto con i viticoltori, ha finito per accendere una polemica infuocata, registrando attacchi frontali e pesanti smentite.

Il vertice si è aperto con la netta difesa del Presidente Giordano, il quale ha respinto le accuse di assenteismo relative a un precedente tavolo d’urgenza regionale convocato a Potenza. Giordano ha attaccato gli uffici regionali e l’assessore alle Infrastrutture Pasquale Pepe, dichiarando che la Provincia non aveva preso parte a quel vertice perché non era mai stata formalmente invitata. La giustificazione è stata però immediatamente smentita davanti ai presenti.

STRADA CHIUSA A POTENZA: L’IMPATTO SULLA VENDEMMIA E LO STALLO DEI FONDI STATALI

Il Presidente della Cantina di Venosa, Francesco Perillo, ha replicato a stretto giro affermando di aver inoltrato e notificato personalmente l’invito all’ente provinciale. A complicare lo scenario si aggiungono le dichiarazioni dell’assessore regionale Pepe, che ha a sua volta giustificato la propria assenza all’incontro odierno lamentando la totale mancanza di una convocazione ufficiale da parte della Provincia. Il blocco dell’arteria stradale minaccia un comparto agricolo d’eccellenza in un biennio cruciale per il territorio, proclamato Vulture Capitale del Vino.

L’impatto potenziale è devastante: 50 mila quintali di uva pronti per il taglio, 300 imprenditori agricoli che rischiano il blocco logistico e 40 chilometri di deviazione forzata per i trattori in mancanza di una via diretta. Oltre al danno economico, i produttori sollevano una grave questione di incolumità pubblica. Il tratto chiuso (tra il km 11+900 e il km 13+000) è infatti inserito nel Piano di Protezione Civile comunale come via di esodo ufficiale. Isolare l’area significa esporre a forti rischi logistici e di sicurezza centinaia di mezzi agricoli e circa 300 famiglie di soci viticoltori della cooperativa lucana. A livello burocratico la situazione appare totalmente bloccata.

L’ULTIMATUM DELLA CANTINA DI VENOSA E LA SOLUZIONE DEL MUTUO PROVINCIALE

Nonostante il Consiglio dei Ministri abbia dichiarato lo stato di emergenza stanziando una prima tranche di 5 milioni di euro, i fondi non sono ancora spendibili per la mancanza di un soggetto attuatore abilitato a gestire ed erogare le risorse. Davanti a questa paralisi, la Cantina di Venosa ha lanciato una provocazione concreta: finanziare di tasca propria i lavori di ripristino della carreggiata franata pur di accelerare i tempi. Per scongiurare l’intervento dei privati sulla rete pubblica, Giordano ha annunciato che la Provincia agirà in isolamento istituzionale accendendo un mutuo proprio. Il piano tecnico prevede la rimozione del manto stradale danneggiato e la costruzione di una paratia in cemento armato a valle per stabilizzare il versante, con l’obiettivo di terminare l’intervento transitorio entro la fine di agosto.

A pesare sull’incontro è stata anche la scelta della Provincia di escludere dal tavolo i sindaci dei Comuni più colpiti dai disagi: Venosa, Maschito e Forenza, oltre ai rappresentanti della Regione. «Le parole non bastano più, servono fatti immediati», ha dichiarato con fermezza il presidente della Cantina di Venosa, Francesco Perillo.

STRADA CHIUSA A POTENZA: LE RICHIESTE DEI COMUNI E L’APPELLO PER LA EX SS 103

La cooperativa ha quindi formalizzato un ultimatum di 48 ore alla Provincia di Potenza, richiedendo l’adozione immediata di percorsi alternativi sicuri, l’installazione rapida della segnaletica di deviazione per la raccolta, la definizione di un cronoprogramma certo per l’avvio dei lavori strutturali e l’allargamento del tavolo operativo a tutti i primi cittadini del Vulture. La decisione del mutuo ha fatto sì che anche la sindaca di Corleto Perticara, Ilenia Magaldi,  chiedesse  parità di trattamento: «Accolgo con favore la presa di coscienza del Presidente Giordano sulla necessità di sbloccare la viabilità provinciale. Tuttavia è doveroso e non più rinviabile accendere i riflettori su un’altra grave emergenza».

Il riferimento è  alla ex Strada Statale 103, oggi strada provinciale, che continua ad essere  interrotta al km 79+250 a causa di un imponente movimento franoso verificatosi quattro anni fa. «Se di fronte ai problemi del territorio occorre avere il coraggio di prendere decisioni e fare affidamento su fonti finanziarie certe, allora  chiedo al Presidente Giordano di applicare con lo stesso rigore e con la medesima immediatezza questo approccio anche per la ex 103». «Dopo quattro anni di stallo non sono più accettabili ritardi né disparità di attenzione . L’auspicio è che la Provincia attivi anche per la ex  103 uno strumento straordinario o un’azione d’urgenza analoga a quella annunciata per le altre strade. Corleto Perticara e i suoi cittadini hanno atteso fin troppo: ora servono i fatti», ha concluso la sindaca.

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