Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Potenza: dopo il “no” del vescovo alla benedizione, il sindaco diserta il Corpus Domini

  • Postato il 5 giugno 2026
  • Notizie
  • Di Quotidiano del Sud
  • 0 Visualizzazioni
  • 3 min di lettura
Potenza: dopo il “no” del vescovo alla benedizione, il sindaco diserta il Corpus Domini

Il Quotidiano del Sud
Potenza: dopo il “no” del vescovo alla benedizione, il sindaco diserta il Corpus Domini

A Potenza è ormai scontro silenzioso tra Comune e Curia: dopo il rifiuto dell’arcivescovo Carbonaro alla benedizione al tempietto di San Gerardo, il sindaco Telesca non si è presentato al Corpus Domini negando anche il gonfalone della città


Il sindaco di Potenza, Vincenzo Telesca, ha ripagato l’arcivescovo Carbonaro con la stessa moneta. Dopo che lo scorso 29 maggio, al termine della Storica parata dei turchi, Carbonaro non è uscito dal Duomo per impartire, come sempre accaduto, la benedizione al tempietto di San Gerardo e ai potentini, il primo cittadino non si è presentato alla processione per il Corpus Domini. Oltre alla sua voluta assenza non c’era neanche il Gonfalone della città. Unico a partecipare – ma non in veste istituzionale – l’assessore comunale alla Cultura, Roberto Falotico che ha seguito il processione dalla retrovie.

Insomma Potenza come Brescello, il paese dove sono stati girati i film tratti dai libri di Giovannino Guareschi. Con una differenza: se Guareschi pose al centro le figure dell’orgoglioso prete di campagna don Camillo e dall’arcigno, ma neanche troppo, sindaco comunista Peppone – due personaggi emblematici dell’Italia politica appena uscita dai drammi della Seconda guerra mondiale e già calata nello scenario mondiale dominato dalla «Guerra fredda» – a Potenza, invece, quanto accaduto lo scorso 29 maggio è andato oltre.

LA “GUERRA FREDDA” E IL SILENZIO

Di fatto l’arcivescovo che dopo l’accaduto si è chiuso nel silenzio, ha messo un muro tra la sua Chiesa e il santo portato a spalla per cinque chilometri. Non solo. Tanti i fedeli che attendevano la benedizione. Benedizione attesa anche dalle istituzioni: sindaco di Potenza e presidente della regione Basilicata in testa. Guareschi diede vita a una storia di valore universale, che ha raccontato vicende private e sociali in una terra, l’Emilia-Romagna, dominata da aspre contrapposizioni politiche.

Ma erano altri tempi. E se don Camillo e Peppone si “contendevano” i cuori e le anime dei loro paesani tra episodi comici e dichiarazioni di saggezza popolare alla fine le loro contese si risolvevano nella reciproca comprensione e nelle batture esilaranti. A Potenza tutto questo è mancato. Quel portone del Duomo che non si è aperto ha davvero lasciato di sasso un’intera città. E il sindaco di Potenza ha deciso che il Comune non avrebbe partecipato alla processione del Corpus Domini.

Il Quotidiano del Sud.
Potenza: dopo il “no” del vescovo alla benedizione, il sindaco diserta il Corpus Domini

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti