Portogallo, caso Ronaldo: Jorge Jesus mette la parola fine alla telenovela, Hojlund difende Cr7 e spintona il ct
- Postato il 2 ottobre 2026
- Di Virgilio.it
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Il Portogallo vince, convince e prova a voltare pagina. Almeno sul campo. Il 4-2 rifilato alla Danimarca in Nations League ha restituito a Jorge Jesus una serata di calcio dopo giorni nei quali di calcio si era parlato pochissimo. A monopolizzare l’attenzione era stato infatti il clamoroso addio di Cristiano Ronaldo al ritiro della Nazionale, maturato dopo le tensioni con il ct e diventato rapidamente un vero caso in patria. Anche a Copenaghen, però, il nome di CR7 è rimasto inevitabilmente al centro della scena. Prima con i fischi rivolti al ct, poi con le parole dello stesso Jesus e infine con Hojlund, autore del momentaneo 2-2 e protagonista di un’esultanza dedicata proprio al fuoriclasse portoghese. Come se non bastasse, al termine della gara l’attaccante danese ha avuto anche un singolare contatto con il ct lusitano.
- Jorge Jesus chiude il caso Ronaldo e guarda avanti
- I fischi dei tifosi e quella frase sul passato insieme a Cristiano
- Hojlund difende Ronaldo e poi spintona Jorge Jesus
Jorge Jesus chiude il caso Ronaldo e guarda avanti
La posizione di Jorge Jesus è ormai chiara. Il tecnico non vuole che il caso Cristiano Ronaldo continui a divorare tutto ciò che ruota intorno alla sua Nazionale. Già prima della partita contro la Danimarca aveva spiegato di essere tranquillo, assicurando di non ritenere di aver fatto nulla che potesse giustificare una rottura di queste dimensioni. Allo stesso tempo aveva rimandato qualsiasi ricostruzione completa a dopo l’ultima partita di questa finestra internazionale, ovvero quella contro la Norvegia.
Dopo il successo di Copenaghen, Jesus ha preferito insistere ancora sul campo. Alla domanda su cosa Ronaldo gli avesse detto prima di lasciare il ritiro, il ct ha spostato immediatamente l’attenzione sulla prestazione della squadra, definendo più importante la vittoria e il livello di gioco mostrato contro i danesi. Nessun passo indietro nemmeno sulle dichiarazioni relative allo status all’interno dello spogliatoio. Per Jesus esistono calciatori con un peso differente, ma le regole devono essere uguali per tutti.
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I fischi dei tifosi e quella frase sul passato insieme a Cristiano
La vittoria contro la Danimarca non ha cancellato il clima pesante che circonda il ct. All’uscita dall’hotel di Copenaghen, Jorge Jesus e il presidente della Federazione portoghese Pedro Proenca sono stati contestati da alcuni sostenitori lusitani. Anche sugli spalti sono comparsi messaggi di sostegno nei confronti di Cristiano Ronaldo. Jesus, però, ha raccontato di non aver sentito fischi provenire dai tifosi portoghesi e dopo il successo si è avvicinato al settore occupato dai sostenitori per condividere i festeggiamenti. Un comportamento che, secondo il tecnico, fa parte da sempre del suo modo di vivere il rapporto con il pubblico.
Ed è proprio parlando di quei momenti che Ronaldo è tornato nuovamente nel racconto. Jesus ha ricordato la precedente esperienza all’Al Nassr, quando festeggiava le vittorie insieme allo stesso Cristiano: “Se guardate il mio passato da allenatore nelle altre squadre, facevo la stessa cosa. All’Al Nassr facevo lo stesso quando vincevamo. Suonavo perfino il tamburo con Cristiano“. Il tecnico ha poi sottolineato quanto il rapporto con i tifosi sia sempre stato importante nella sua carriera: “Il mio rapporto con i tifosi è totale, ma il Portogallo è diverso”.
La vittoria contro la Danimarca ha permesso al ct di tornare almeno per qualche ora a parlare della propria squadra: “Credo che voi giornalisti siate molto felici perché il Portogallo ha mostrato qualità di gioco, una squadra matura, con idee rischiose e convinta di poterle mettere in pratica durante la partita”. Poi, una frase che riassume bene il momento che sta vivendo: “La vita di un allenatore è questa. Solo una cosa ci dà garanzie, si chiama vittoria. Vincere. È la vita dell’allenatore”. Infine, alla domanda sul sostegno del Paese: “Non so se ho il Paese dalla mia parte. Questo non lo so, ma mi piacerebbe averlo“.
Hojlund difende Ronaldo e poi spintona Jorge Jesus
Anche senza essere in campo, Ronaldo è riuscito a diventare uno dei protagonisti della notte di Copenaghen. A riportarlo simbolicamente dentro la partita è stato Hojlund. L’attaccante della Danimarca ha firmato il momentaneo 2-2 e subito dopo ha festeggiato imitando la celebre esultanza di CR7. Nessuna provocazione, almeno secondo quanto spiegato dallo stesso centravanti nel post partita. Il gesto era rivolto direttamente al suo idolo: “Sono felice di aver avuto l’occasione di segnare oggi, anche se sono triste che non siamo riusciti a vincere. Volevo solo dedicare il mio gol al mio idolo, Cristiano, per tutto quello che sta passando in questo periodo della sua carriera”.
Hojlund ha poi raccontato quanto Ronaldo abbia inciso sulla sua passione per il calcio: “Si è fatto un nome che non sarà mai dimenticato nella storia di questo sport e lo ricorderemo sempre. Guardare Cristiano giocare è stata una parte enorme del mio amore per il calcio. Vedi giocatori come lui e sogni di raggiungere un giorno quel livello”. Il danese ha insistito ancora sul proprio rispetto per il fuoriclasse portoghese: “Quando ho segnato non ci ho pensato due volte. Volevo che sapesse che ci sono ancora giocatori cresciuti ispirandosi a tutto quello che ha realizzato. Ha dato così tanto al calcio e io non ho che rispetto per lui”. E ancora: “Forse un giorno, quando la mia carriera sarà finita, guarderò indietro e realizzerò quanto sono stato fortunato a giocare nella stessa epoca del mio idolo. Per ora spero soltanto che sappia che la sua eredità è più grande di qualsiasi momento difficile possa stare attraversando”.
La serata non è però terminata con l’esultanza. Dopo il triplice fischio Hojlund ha incrociato proprio Jorge Jesus. Il ct si è avvicinato per salutarlo, ma il danese lo ha allontanato con il braccio in un gesto apparso come uno spintone. Una scena durata pochi secondi, ma immediatamente diventata virale anche per tutto ciò che aveva preceduto la partita. Prima l’omaggio a Ronaldo, poi il contatto con l’allenatore al centro della rottura con CR7. Abbastanza per rendere ancora più movimentata una notte nella quale il Portogallo avrebbe voluto parlare soltanto dei quattro gol segnati alla Danimarca.