Polemica su Emanuele Fiano, i collettivi pro Pal replicano a Podio e Vaccarezza: “‘Niente lezioni da chi è vicino agli alleati di Trump’”
- Postato il 24 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Provincia. “Abbiamo letto i commenti di Vaccarezza e Podio sul nostro comunicato stampa e non possiamo non prendere posizione e rimandare ai mittenti le gravissime accuse”. Così, in una nota congiunta, il presidio Albenga Palestina, Non Una di Meno Albenga e Sinistra Ingauna.
Spiegano: In primo luogo, come si evinceva dal comunicato, non era nostra intenzione zittire nessuno. Abbiamo solo puntualizzato che non condividiamo la scelta dell’oratore, che ribadiamo con convinzione. Non condividiamo la ferma negazione di Emanuele Fiano del genocidio in atto in Palestina”.
“Ringraziamo quindi il consigliere Podio per i suggerimenti, anche se non prendiamo lezioni di moralità e valori civili da chi è stato sostenuto dal partito alleato di Trump – aggiungono -. Quanto alle accuse di Vaccarezza, vorremmo sottolineare prima di tutto che i collettivi che firmano congiuntamente il comunicato sono apartitici. La politica è una scelta quotidiana a beneficio della comunità in cui viviamo, la scelta partitica è purtroppo ben altra cosa. Inoltre se Emanuele Fiano ha diritto a festeggiare il 25 aprile è perché è, esattamente come tutte e tutti noi, un cittadino italiano, libero grazie all’opera dei partigiani valorosi di 81 anni fa, stufi di un regime di oppressione e violenza che aveva perpetrato le peggiori atrocità. E che si era macchiato di un genocidio. Se la vicenda sembra familiare a quello che sta accadendo in altre parti del mondo, è un bene, e si chiama Storia”.
“Ribadiamo che non abbiamo mai in alcun modo messo un bavaglio al signor Fiano, che è certamente libero di esprimere le proprie opinioni, come d’altronde noi di fare lo stesso, prendendo le distanze dalle sue affermazioni in merito al genocidio in Palestina. Perché se le opinioni sono legittime, i fatti però sono fatti. Questo, signor Vaccarezza è il punto dirimente. Nulla c’entra che Fiano sia ebreo. Perché mai questo costituirebbe una colpa poi dovrebbe spiegarlo Lei per bene, perché sinceramente è un concetto estraneo a noi che blateriamo di inclusività, che siamo collettivi che comprendono persone anche molto diverse tra loro. Per concludere, ribadiamo che non è mai stata nostra volontà di impedire a Fiano di tenere la sua orazione, cosa tra l’altro chiarissima nel comunicato stampa, ma solo far riflettere sulla dissonanza tra questa scelta e l’importanza della celebrazione di una giornata che non deve in alcun modo perdere il suo valore e la sua attualità. Buona festa della liberazione a tutte e tutti, ci vediamo in piazza”, concludono.