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Pogacar andrà alla Vuelta, caccia alla triplice corona per l'insaziabile sloveno: che ieri però ha perso da un... amatore

  • Postato il 3 agosto 2026
  • Di Virgilio.it
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In sintesi

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Pogacar andrà alla Vuelta, caccia alla triplice corona per l'insaziabile sloveno: che ieri però ha perso da un... amatore

Alla fine ha deciso di farlo per davvero: partecipare alla Vuelta non era nei piani di Tadej Pogacar, ma la verità è che quando si è una spanna sopra tutti gli altri si può fare tutto e il contrario di tutto. Anche decidere a meno di tre settimane dal via di Montecarlo (guarda a caso, dove risiede quando non corre in giro per il mondo) di iscriversi all’unico grande giro mancante alla sua sfavillante collezione. Che se dovesse finire ad arricchire il suo già ricchissimo palmares gli consentirebbe anche di diventare il nono ciclista all time a completare la tripletta dei GT.

Sette anni dopo, Tadej torna a correre in Spagna

La Vuelta e Pogacar si sono rincorsi per lunghi anni, ma l’occasione propizia non sembrava mai voler arrivare. Lui che peraltro in Spagna corse il suo primo grande giro nel 2019, chiudendo terzo alle spalle di Primoz Roglic (che la Vuelta potrebbe doverla saltare dopo l’incidente nel quale è rimasto coinvolto la scorsa settimana) e Alejandro Valverde.

Fu proprio in quell’edizione che Pogi si rivelò al mondo del ciclismo, vincendo tre tappe e chiudendo a poco meno di 3’ dal connazionale (e a 22 secondi dall’eterno Don Aleandro). L’anno successivo si presentò per la prima volta al Tour e lo ribaltò alla penultima tappa, nella cronoscalata con la quale infranse il sogno di Roglic di completare la sua personale triplice corona. Un sogno che resterà tale, mentre quello di Pogacar è pronto a essere coronato, appena tre mesi dopo quanto fatto da Vingegaard al Giro.

Perché se non dovessero intercorrere situazioni di corsa legate a variabili imprevedibili come cadute o giornate di crisi (rarissime quando si parla dello sloveno: di fatto non ne ha una da tre anni) il verdetto appare bello che scontato. Basta dare un’occhiata alla start list per capire che non c’è nessuno in grado di poter reggere il ritmo di Pogi, anche dovesse andare a scartamento un po’ ridotto, visto che nei suoi piani originali la Vuelta non era prevista.

Gall e Skjelmose come principali antagonisti…

Qualcuno potrebbe anche obiettare su quest’ultima osservazione: a giugno, durante un periodo di ritiro in altura, Tadej era stato “pizzicato” a scalare le salite di Andorra, arrivo di tappa di una delle frazioni principali della prossima Vuelta. E in tanti s’erano domandati se quello non fosse il segnale che in Spagna tutti stavano aspettando, che a poco meno di tre settimane dal via della corsa iberica s’è rivelato azzeccato.

Pogacar sarà chiaramente capitano della UAE Team Emirates XRG che vede la presenza anche di Joao Almeida, il quale però non è al top della forma dopo i tanti problemi patiti nei primi mesi stagionali. Il lusitano dovrà dunque fare ancora una volta anticamera (come nel Giro 2024, quello corso e vinto dallo sloveno), mentre in casa Red Bull Bora Hansgrohe, con Roglic non al meglio, c’è il rischio che possa venir meno l’uomo per la generale.

La Decathlon punterà le sue fiches su Felix Gall, ottimo secondo al Giro e deciso a salire sul podio anche alla Vuelta, mentre Mattias Skjelmose sarà la carta che la Lidl Trek proverà a calare. Enric Mas (Movistar), Mikel Landa (Soudal Quick Step, ma promesso sposo dell’Euskaltel Euskadi per la prossima stagione) e Carlos Rodriguez (Netcompany Ineos) non sembrano certo poter impensierire Pogacar, ma potrebbero ambire a loro volta a un buon piazzamento (anche sul podio).

Alla Pogi Challenge vince… un medico tedesco!

Pogacar che intanto ieri ha organizzato per il secondo anno consecutivo la Pogi Challenge, una competizione a scopo benefico che nelle strade intorno a Komenda ha radunato 1.177 ciclisti amatoriali, chiamati a sfidare il vincitore del Tour con una formula decisamente particolare: lo sloveno ha dato a tutti i partecipanti alcuni minuti di vantaggio lungo i 15 chilometri di scalata di Krvavec, salita che è quella dove Tadej ha mosso i primi passi da giovane (quasi 8% di pendenza media).

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Come un anno fa, però, c’è stato chi è riuscito a battere il fuoriclasse della UAE: quest’anno la gloria è toccata al medico tedesco Frederik Niessen, che l’ha preceduto all’arrivo di 4’. “Sono caduto all’inizio della salita, poi ho un po’ sofferto e debbo ammettere che alla fine è stato giusto così”, ha commentato Pogi. Che intanto potrà cominciare a fare le prove per capire come ci si sente vestito di rosso, e non con il solito giallo…

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Virgilio.it

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