Pioggia di multe a Milano, Eagle Eye contrasta la sosta selvaggia
- Postato il 20 settembre 2026
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- Di Virgilio.it
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Milano intensifica i controlli sulla sosta irregolare attraverso il sistema Eagle Eye, una tecnologia avanzata che identifica automaticamente i veicoli parcheggiati in violazione delle norme. L'implementazione sempre più capillare del dispositivo ha comportato un aumento significativo delle sanzioni per chi non rispetta le regole di parcheggio. Gli automobilisti sono invitati a prestare maggiore attenzione alla segnaletica stradale per evitare infrazioni costose.
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
Per la regolazione della mobilità a Milano è attivo Eagle Eye, che in italiano può essere tradotto come “occhio d’aquila“. Si tratta di un particolare sistema elettronico, prodotto da Viasat S.p.A., basato sulla combinazione di telecamere e intelligenza artificiale.
L’occhio d’aquila che controlla Milano
I sensori necessari al suo funzionamento sono installati sulle vetture degli accertatori dell’Azienda Trasporti Milanesi (Atm). In linea di massima, ci troviamo di fronte a un sistema analogo ad altre soluzioni che prevedono l’uso di telecamere per la rilevazione rapida delle infrazioni.
Il principio di funzionamento, infatti, è semplice. La telecamera inquadra un’auto in sosta, effettuando la rilevazione della targa. I dati vengono trasmessi a un server centrale che effettuerà le verifiche del caso per accertare la regolarità del veicolo.
Tra i controlli è prevista anche la verifica del pagamento della sosta sulle strisce blu. In caso di mancato pagamento, quindi, il veicolo sarà subito segnalato e scatterà l’inevitabile multa per il proprietario.
Il sistema può rilevare anche la sosta su strisce gialle o ancora in aree vietate come le pensiline dei mezzi pubblici o le rotaie del tram. In questo modo, è possibile analizzare svariate infrazioni potenziali e segnalare le vetture in sosta che non hanno rispettato le regole.
Il server centrale, una volta analizzati i dati di Eagle Eye, invierà una notifica al tablet dell’operatore che viaggia, insieme a un collega alla guida, sull’auto che ha appena effettuato l’accertamento. A questo punto, toccherà proprio all’operatore confermare l’emissione della multa.
In pratica, si tratta di una doppia verifica: Eagle Eye opera una prima rilevazione delle possibili infrazioni e poi i dati analizzati dal server vengono segnalati all’operatore che avrà modo di verificare che tutto sia in ordine prima di procedere con la multa. Complessivamente, bastano pochi secondi per completare tutta la procedura.
Un sistema rodato
Eagle Eye non è una novità per le strade di Milano. Il progetto è partito nel 2019, ma con una flotta di appena tre vetture. In questi anni, si è passati da quello che era poco più di un test a un sistema articolato e pensato per garantire una copertura capillare dell’enorme territorio comunale, con ben 18 vetture di Atm che circolano lungo le strade milanesi. Atm può contare su 73 accertatori, divisi in 36 turni.
Le attività di verifica si svolgono sia di mattino che di sera, con prolungamenti oltre la mezzanotte in caso di eventi rilevanti, come le partite o i concerti a San Siro, e nella zona della movida. Roberto Zambon, responsabile degli accertatori del traffico di Atm, in una dichiarazione riportata dal Corriere della Sera, sottolinea:
“È stata un’importante evoluzione nel controllo della sosta, perché così abbiamo aumentato la performance. Abbiamo eliminato i ricorsi legati a scrittura errata, mancante o incomprensibile. Digitalizzando, allegando le fotografie, abbiamo evitato tutto questo.”
I numeri dell’occhio d’aquila sono evidenti: nel corso dei primi sette mesi del 2026, infatti, sono state completate circa 3,5 milioni di verifiche, con un totale di 650 mila verbali. In sostanza, circa il 20% dei veicoli analizzati è stato sorpreso in violazione di qualche regola. Le infrazioni principali sono le soste senza pass o pagamento su strisce gialle e blu, per un totale di 430 mila violazioni.